La fatica del prendersi cura: seminario delle donne PD

Il 12 dicembre al Circolo Aurora

Il termine è ormai diffuso e conosciuto: caregiver. E’ la persona che si prende cura di un familiare che, per età o condizioni di salute, non è in grado di provvedere a se stesso. “Di norma è la donna a svolgere questa funzione, finendo per avere problemi sul lavoro e in ogni forma di relazione sociale – commenta Donella Mattesini, Presidente della Conferenza provinciale delle donne Pd. Priva della necessaria e doverosa rete sociale, finisce per essere quasi reclusa in casa perché l’attenzione ad un familiare in forte difficoltà è 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno”. Mantiene i rapporti con gli operatori dei servizi, segue le pratiche amministrative, è il supporto fondamentale per le funzioni vitali dell’assistito. E’ stato stimato che il caregiver familiare svolge mediamente 7 ore al giorno di assistenza diretta ed 11 ore di sorveglianza, per l’intero ciclo di malattia e, nel caso di disabilità congenita, anche per tutta la vita del disabile. Si tratta prevalentemente di donne di età tra i 45 ed i 55 anni, che spesso sono state costrette ad abbandonare il lavoro in mancanza di una rete adeguata di servizi sociali territoriali. Secondo il CENSIS (dati del 2016) l’assistenza diretta costa circa 11 miliardi, di cui il 73% a carico della famiglia.

Alla figura della caregiver la Conferenza provinciale delle donne PD dedicherà un seminario che, con inizio alle ore 18, si terrà giovedì 12 dicembre nei locali del circolo Aurora in piazza Sant’Agostino ad Arezzo.

Le donne del Pd intendono lavorare in due direzioni: verso i Comuni e verso la Regione Toscana. “Pur in assenza di una legge nazionale – commenta Alessandra Nocciolini, Delegata nazionale nella Conferenza delle donne Pd – i Comuni hanno comunque competenze in materia sociale che potrebbe permettere loro di attivare misure di sostegno alle famiglie. Sarebbe interessante ideare e progettare iniziative sperimentali in questa direzione. E la Regione, ormai nella prossima legislatura, potrebbe orientarsi verso l’approvazione di una legge su questo tema. L’Emilia Romagna, ad esempio, si è già attivata”.
L’obiettivo è quello di non far gravare esclusivamente sulle famiglie la risposta al bisogno di cura e di assistenza. I dati ISTAT e CENSIS confermano che oltre la metà delle famiglie con una persona non autosufficiente, hanno a disposizione risorse non sufficienti per assicurare le cure al proprio caro.