La Musica che gira intorno, alla scoperta dei Deep Purple

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Deep Purple
Deep Purple

Nel dicembre del 1971 Frank Zappa si stava esibendo sul palco del casinò di Montreux, dalle cui stanze si poteva ammirare la distesa d’acqua del Lago di Ginevra e sede dal 1967 del Montreux Jazz Festival, quando un razzo segnalatore, lanciato da un incauto spettatore un po’ troppo entusiasta, Zdenek Spicka, colpì le tende del palco che immediatamente presero fuoco.

Un bagliore rosso squarciò il cielo e la sala diventò un inferno.

Nel giro di poche ore il casinò si ridusse ad un cumulo di macerie.

Come spettatori increduli del casinò in fiamme c’erano anche i Deep Purple che in quel periodo si trovavano proprio a Montreux per registrare il nuovo disco.

Ed ebbe origine così, da un evento drammatico, il riff più celebre della storia del rock. Quell’immagine infatti si fissò indelebile nella mente del bassista Roger Glover dando alla luce uno dei brani più suonati di sempre, la celebre Smoke On The Water.

Deep Purple
Deep Purple

Settimo appuntamento con La Musica che gira intorno per raccontare un classico della musica rock.

Perchè è indubbio che Roger Glover ha scritto una della canzoni più famose della storia del rock.

Tutti l’abbiamo canticchiata almeno una volta.

Ascoltiamo in un video del 1972 da 11 milioni di visualizzazioni:

https://www.youtube.com/watch?v=ikGyZh0VbPQ

In una intervista Glover ha dichiarato “noi allora non potevamo certo immaginarlo, ma quella era una canzone che l’avrebbe cambiata, la storia della nostra musica. Bevevamo . Scotch e Coca, Andavamo avanti con quel cocktail tutto il giorno e soprattutto la notte, perché pensavamo che saremmo morti in tre o quattro anni”.

Smoke on the water è la canzone simbolo del rock duro, ha un giro di chitarra che qualsiasi principiante ha imparato a suonare subito, e ancora oggi si ascolta in radio, nei programmi tv ed è scaricatissima su iTunes.

Deep Purple
Deep Purple

Smoke on the Water fu inserita nell’album Machine Head uscito nel 1972, ma non divenne un singolo fino all’anno successivo (il gruppo non si aspettava che la canzone si rivelasse un successo).

Raggiunse il 2º posto in Canada, il 4º posto nella Billboard Hot 100 negli Stati Uniti nell’estate del 1973, portando l’album nella top 10 e il 7º posto in Sud Africa.

Per registrare l’album Machine Head i Deep Purple affittarono dai Rolling Stones il loro studio mobile e lo piazzarono all’interno del Casino di Montreux.

Era fine novembre del 1971.

Nei giorni successivi, i Deep Purple si trasferirono al Pavilion, un teatrino poco distante.

E lì nacque il giro di chitarra – racconta Glover in un’altra intervista – lo abbiamo inciso di notte, perché in quel periodo ci svegliavamo al pomeriggio e suonavamo in studio fino all’alba. Però il vicinato iniziò a protestare”.

Si narra – a pare proprio non sia una leggenda – che Ritchie Blackmore registrò la chitarra di Smoke on the water mentre alla porta c’era un tipo della sicurezza che bloccava i vicini imbestialiti.

Qualche giorno dopo i Deep Purple dovettero fare le valigie per davvero e lasciare il Pavilion alla quiete del lago.

Le parti vocali della canzone furono registrate al Grand Hotel, che ha cinque piani sottoterra perfetti per la musica.

Fu un successo straordinario.

Deep Purple
Deep Purple

Glover ricorda che “in realtà non si immaginavamo una tale accoglienza da parte del pubblico, quella era una canzone legata a un ricordo e forse era fin troppo semplice”.

E ancora oggi quando sul palco si sentono gli accordi dell’intro di Smoke on the water il pubblico esplode.

I Deep Purple sono autentici fuoriclasse del loro strumento, da Ritchie Blackmore a Ian Paice, a Jon Lord e Roger Glover.

Non hanno mai inseguito le mode.

Oscar Wilde diceva che le mode sono così brutte che ogni sei mesi vanno cambiate.

I Deep Purple hanno cercato di essere sempre loro stessi proprio per non cambiare mai.

Dopo aver leticato di santa ragione ed essersi mandati a quel paese dal 1984 sono di nuovo insieme con geometrie variabili: Blackmore, Steve Morse, Jon Lord, Don Airey e avanti così.

Un matrimonio complicato tra musicisti molto complicati.

Non fu Einstein a dire che tutto dovrebbe essere il più semplice possibile ma mai troppo semplice?

Bene, i Deep Purple sono stati proprio così.

E se è vero che gli eroi sono tutti giovani e belli” i capelli lunghi di Gillan, Blackmore, Lord, Paice e Glover sono tra le icone di un tempo di contestazione giovanile, immortalate nella copertina di Deep Purple in Rock, con i volti dei musicisti scolpiti sulla roccia.

RUBRICA A CURA DI ROBERTO FIORINI