L’uomo delle castagne di Soren Sveistrup

L'uomo delle castagne - Soren Sveistrup
L'uomo delle castagne - Soren Sveistrup

RECENSIONE A CURA DI ROBERTO FIORINI

 

per TUTTE le ORECCHIE
Paesaggi Letterari settimanali

Martedì 22 gennaio 2019 è uscito anche in il romanzo d’esordio di Soren Sveistrup, sceneggiatore e scrittore danese, creatore della serie televisiva The Killing.

Già tradotto in 25 paesi ha già ottenuto critiche entusiastiche.

I maggiori giornali americani lo hanno già incoronato libro dell’anno.

“Un thriller a tutto gas nella tradizione del classico Stieg Larsson, intriso di atmosfera e carico di adrenalina. Allacciate le cinture e gustatevi ogni parola”.

“Inquietante, intelligente e pieno di tensione”.

“Un thriller intenso. Una gioia essere immersi in un racconto così travolgente e dal finale inaspettato”.

L'uomo delle castagne - Soren Sveistrup
L’uomo delle castagne – Soren Sveistrup

“Soren Sveistrup è chiaramente un maestro del thriller” ha scritto sinteticamente il Telegraph.

L’uomo delle castagne è un mix perfetto di più generi: poliziesco, thriller, noir, giallo e intrigo politico.
Del resto la fortunata serie televisiva The Killing – che ha cambiato le carte in tavola – è stata un potente cocktail di investigazioni criminali, intrighi politici e drammi familiari.

Gli spettatori di oltre un centinaio di paesi si sono sintonizzati non solo per seguire gli indizi ma anche per assaporare la sceneggiatura incalsante, l’abile caratterizzazione dei personaggi e le trame coinvolgenti.

The Chestnut Man, perfettamente tradotto da Caroline Waight, è un romanzo da leggere tutto d’un fiato.

Un romanzo di 560 pagine, senza pause.

Si rimane incollati al racconto fin dalle prime righe con la descrizione di una casa degli orrori che tiene aggrappato il lettore alla narrazione fino alle scosse dell’epilogo.

Una mattina di ottobre a Copenaghen, viene scoperto il maltrattato e mutilato di una madre single.

Una delle sue mani è stata tagliata e sopra di lei pende un piccolo omino fatto di castagne.

La giovane Naia Thulin della Major Crimes Division, la squadra degli omicidi, è stata assegnata al caso, in affiancamento a Mark Hess, ufficiale di collegamento dell’Europol.

La coppia mette da parte le differenze e diffidenze caratteriali allorché vengono rinvenute su quell’omino di castagne lasciato dal killer sul luogo del delitto, le impronte digitali di una ragazza scomparsa.

Si tratta delle impronte di Kristine Hartung, la figlia dodicenne del per gli affari sociali Rosa Hartung, svanita nel nulla un anno prima.

Ed anche se un uomo schizofrenico e paranoico è stato arrestato per aver confessato l’omicidio – il corpo non è stato mai trovato – i due agenti decidono di affrontare l’indagine assieme, partendo proprio dalle dichiarazioni del presunto killer.

Quando una seconda viene uccisa, questa volta con entrambe le mani mozzate e le impronte digitali sull’omino di castagna ancora riconducibili alla giovane Kristine Hartung, l’indagine diventa una sorta di partita a scacchi.

La speranza infatti che la figlia del ministro possa essere ancora viva, porta Naia e Mark a seguire ogni traccia.

Raccontare di più significherebbe togliere al lettore il piacere di scoprire uno straordinario thriller e quindi mi fermo qui.

Sveistrup ci conduce verso la soluzione della complicata indagine, parola dopo parola.

Con abilità, quando il caso sembra volgere ad una soluzione, improvvisamente fa sorgere mille dubbi e perplessità nel lettore, rimettendo tutto in gioco.

Attraverso numerosi colpi di scena, false piste, valutazioni sbagliate, costruisce una dal risultato audace ed esplosivo.

Come nella serie The Killing, nonostante la lunghezza del racconto, la narrazione non perde mai slancio, e tutto si svolge ad un ritmo frenetico ed incalzante.

Sveistrup è straordinario anche nel racconto dei macabri dettagli che accompagnano gli omicidio, mai eccessivi, mai fuori luogo o ostinatamente horror.

A prima lettura sembra non esserci mai nulla di spaventoso, ma non è mai così.

Le scene del crimine creano suspence, grottesche e sadiche allo stesso tempo, non c’è nulla di terribile e raccappricciante, a parte il fatto che esistono.

La violenza raccontata da Sveistrup ha un duplice scopo.

Permette di accendere una luce sul male che gli uomini possono arrecare ad altri uomini.

E regala al lettore l’opportunità di stare incondizionatamente dalla parte dei detective.

Il romanzo diventa estremamente intrigante e appassionante quando si sviluppa sulla descrizione del loro di squadra.

Perché non ci sono tracce di polvere d’osso sulla lama dell’arma usata per macellare?

Perché c’è più di un gruppo sanguigno in una scena del crimine?

E cosa collega ogni vittima?

La scrittura di Sveistrup è precisa, incalzante, capace ad ogni riga di alzare la posta in gioco.

Una scrittura misteriosa, inquietante a tratti, sempre intelligente.

Un libro imperdibile, brutale.

I critici affermano che non si leggeva un thriller così dai tempi della trilogia Millennium di Stieg Larsson.

L’uomo delle castagne è sicuramente un thriller crudo, a tratti raccapricciante, in stile cinematografico, con cambi repentini di scena che si incastrano alla perfezione.

I protagonisti si svelano al lettore gradualmente, mantenendo però gran parte della loro aurea di mistero che accresce l’ansia e la voglia di sapere, di scoprire.

Che cosa collega i brutali omicidi a quelle strane figure fatte di castagne?

Non rimane che acquistare e leggere L’uomo delle Castagne edito da Rizzoli, un romanzo avvincente, misterioso, assolutamente da non perdere, che non deluderà i lettori.