Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno

LA CHE GIRA INTORNO

Paesaggi Musicali Settimanali a cura di

 

 

Vincitrice del festival di Sanremo del 1958, Nel blu dipinto di blu, conosciuta come , è la canzone italiana più famosa in tutto il mondo e reinterpretata della storia.

Scritta da e Franco Migliacci, oltre a rappresentare un fatto rivoluzionario nella storia della musica italiana e l’apice della carriera di un artista che continua ad essere tra i punti di riferimento di chi si cimenta a fare questo mestiere, Nel blu dipinto di blu vinse il Festival di Sanremo, interpretata dallo stesso Domenico Modugno.

Da quel momento la sua ascesa è stata inarrestabile.

Terza classificata all’Eurovision Song Contest del 1958, è stata prima nella classifica dei singoli più venduti negli per ben 5 settimane e nel 1959 spopolò ai Grammy Awards, vincendo come Canzone e Disco dell’anno.

A più di 50 anni di distanza continua a essere uno dei brani più innovativi e ricchi di significato della canzone italiana.

La prima idea arrivò in una calda domenica di luglio.

I due amici , Domenico Modugno e Franco Migliacci, si erano dati appuntamento nella centralissima Piazza del Popolo per andare insieme al mare, a Fregene.

Domenico Modugno
Domenico Modugno

Modugno sarebbe dovuto passare a prendere Migliacci, senonché una compagnia dovette sembrargli più appropriata e così all’appuntamento non si presentò neppure.

Migliacci, dopo aver atteso a lungo e invano l’amico, se ne tornò a casa sfiduciato e lungo la via si comprò una bottiglia di vino.

A casa ne bevve qualche bicchiere e poi s’addormentò.

Quando si risvegliò, la prima cosa che vide aprendo confusamente gli occhi furono due stampe appese alla parete: erano due riproduzioni di quadri di Chagall.

Come spesso avviene nei quadri del grande pittore russo naturalizzato francese, i soggetti comprendevano un uomo che volava e una figura dipinta di blu.

Vedendo quelle immagini, Migliacci buttò giù dei versi su un foglietto “Di blu mi sono dipinto, di blu mi sono vestito, per intonarmi al cielo, lassù nel firmamento, volare verso il sole”.

La sera tornò a Piazza del Popolo e incontrò Modugno, che si scusò per non essere passato.

Migliacci, ancora un po’ risentito, gli rispose di aver buttato giù delle parole per una canzone.

Modugno prese il foglietto, lo lesse e ne fu subito entusiasta.

I due cominciarono a lavorarci, e continuarono per mesi.

Mentre Migliacci completava il testo, Modugno componeva la musica, compreso il celebre ritornello, che gli venne in mente una mattina a casa quando un colpo di spalancò la sua finestra e lui si alzò per chiuderla.

Guardando fuori, istintivamente gridò “Volare!” e capì subito che era ciò che ci voleva per il ritornello della sua canzone.

Finito e revisionato il brano, Modugno lo iscrisse al Festival e, dato che nessuno lo voleva interpretare, decise di cantarla lui stesso.

Penso che un sogno così non ritorni mai più.

E’ questa la frase che dà inizio a un sogno, come dichiareranno successivamente i due autori. Ed è proprio questo incipt a dare inizio a quella visione onirica di un uomo che, confondendosi con il colore del cielo e che allo stesso potrebbe ricordare gli occhi della sua amata, sfocia in un volo di libertà che Modugno enfatizza con l’apertura delle braccia al ritornello.

Volare finalmente liberi e oltre il sole nel cielo azzurro e da lì godersi la visione del mondo rimpicciolito.

Una parte del testo che materializza quel sogno d’infanzia al quale si aggiungono il vento e due occhi blu.

Oltre alla grandezza del significato, ciò che conferisce ulteriore poeticità al testo, è la rivoluzionaria interpretazione di Modugno.

Che il testo sia originale quasi azzardato è cosa evidente ma a questo si aggiunge l’enfasi di un Modugno libero e spensierato sul palco dell’Ariston.

Per la prima volta qualcuno spezza gli statici canoni di interpretazione della canzone italiana e accompagna i versi del testo con dei gesti, quasi recitandoli.

Il risultato è un pubblico in visibilio che insieme ai giornalisti e ai critici vede tirar fuori fazzoletti bianchi agitati come in una liberazione collettiva.

E’ da questo momento che nasce il mito di alla cui rivoluzione si avvicineranno altri cantanti a partire da quegli anni cinquanta.

Domenico Modugno
Domenico Modugno

La prima incisione realizzata da Modugno è quella del 1º febbraio del 1958, realizzata in concomitanza con il Festival di Sanremo di quell’anno.

In questa prima realizzazione discografica la canzone è arrangiata ed eseguita dal maestro Alberto Semprini con il suo Sestetto Azzurro, costituito da Pupo de Luca alla batteria, Walter Beduschi al basso, Mario Migliardi all’organo hammond, Bruno Filippi alla chitarra, Ebe Maurino all’arpa e lo stesso Semprini al pianoforte.

La registrazione fu effettuata negli studi della Fonit Cetra di via Meda a Milano.

Domenico Modugno nato a Polignano a Mare, attore e cantante emergente, ma non ancora consacrato al successo al momento di salire sul palco del Festival di Sanremo nel 1958, con uno smoking bianco e il suo fascino del Sud lascia un segno indelebile nella storia della musica leggera italiana.

Si presenta al pubblico italiano con una carica ed una spontaneità disarmanti, soprattutto quando, al momento di intonare il celebre ritornello di Nel blu dipinto di blu, con una gestualità da attore di , spalanca le braccia a mimare il volo che sta narrando.

Modugno, con la bravura di un cantastorie, si esibisce sdoganando la tradizione melodica italiana, ancora strettamente legata ai toni melodrammatici.

Con Nel blu dipinto di blu interpreta un anelito di libertà e rinnovamento latente nella società italiana degli anni Cinquanta.

Una società pronta a decollare e appunto a volare via dalla depressione e dalla miseria.

Un’intuizione poetica che si fa espressione di una rottura netta con il passato e che allo stesso tempo lancia un grido di sfida all’imminente .

Una miscela esplosiva che lega la portata rivoluzionaria del brano alla delicata follia del suo interprete, destinato a diventare eroe nazionale, nonché simbolo mondiale d’italianità.

Volare è ancora oggi nel cuore degli italiani.

Ma non solo.

Best seller del pop tricolore, la canzone risulta la 5° al mondo per copie vendute con oltre 25 milioni.

Sette le versioni di Volare negli Hot 100, tra cui quella di Nelson Riddle e quella di Dean Martin, al 12° posto.

Ci tornerà nel 1960 con Bobby Rydell e nel 1975 con Al Martino, ma la canteranno anche Ella Fitzgerald, Lionel Hampton, Paul McCartney, Ray Charles, i Gypsy King, Dalida e David Bowie, nel Absolute Beginners.

Domenico Modugno
Domenico Modugno