Prosegue lo stato di agitazione allo Sportello Unico

Sciopero allo sportello unico del Comune di Arezzo
Sciopero allo sportello unico del Comune di Arezzo

Delegazione del di
(RSU, CGIL-FP, CISL-FP, UIL-FPL, CSA, DICCAP)

Allo dello di Arezzo di sabato 12 gennaio hanno aderito il 100 per cento dei lavoratori e delle lavoratrici, esattamente come per il precedente del 10 dicembre.

Nonostante il costo in termini di salario per gli interessati, lo Stato di agitazione dei dipendenti dello Sportello Unico si protrae ormai da oltre due mesi, purtroppo senza alcuna considerazione da parte dell’Amministrazione Comunale.

Da notare che i lavoratori e le lavoratrici si sono dichiarati disponibili a trovare un accordo di mediazione, fra l’altro sostanzialmente corrispondente alla proposta approvata a maggioranza dalla Commissione Consiliare competente in materia di organizzazione del personale, presieduta dalla consigliera Carlettini. La proposta, inviata una settimana fa all’Amministrazione da parte dei lavoratori, prevede l’apertura al pubblico il sabato mattina con una disponibilità di 4 operatori e un coordinatore, per l’erogazione dei seguenti servizi:

  • tutto il pacchetto anagrafe e carte di identità (variazioni di abitazione e residenza, tutti i certificati, atti notori, autenticazioni, denunce di morte e mortuaria);
  • utenza debole;
  • rilascio e rinnovo permessi per invalidi.

Ma il Ghinelli e l’assessora Magi proseguono con l’atteggiamento intransigente, limitandosi a confermare le loro posizioni a mezzo stampa, non degnando di alcuna risposta la proposta formalizzata dai lavoratori.

Da ciò la proclamazione di un ulteriore sciopero per il 26 gennaio, indetto dalla RSU e tutte le organizzazioni facenti parte della Delegazione sindacale del Comune di Arezzo (CGIL, CISL, UIL, CSA, DICCAP).

Con la conferma dello Stato di agitazione i dipendenti ribadiscono fermamente che le proposte formulate hanno come intento prevalente quello di garantire la qualità dei servizi erogati, perseguibile anche con la tutela dei loro diritti, stanti le reali potenzialità che l’attuale organico permette di esprimere.