Scapecchi: bilancio della Provincia ok, dal PD solo polemiche

E’ doveroso replicare alle dichiarazioni imprecise e strumentali del gruppo provinciale “Centrosinistra per ” (leggasi ) in merito al bilancio dell’ente.
Il parere negativo dell’Assemblea dei Sindaci al bilancio della Provincia è frutto di un mero atto politico, dove 12 comuni riconducibili all’area del centrosinistra e rappresentativi di circa 120mila cittadini si sono contrapposti agli 11 comuni, non tutti espressione del centrodestra, rappresentativi di oltre 160mila cittadini. Questo voto evidenzia come, dopo la clamorosa sconfitta alle provinciali dello scorso 31 ottobre, esista tuttora una frattura nell’area della sinistra che con ogni probabilità porterà a nuovi risultati dolorosi per il PD, ma positivi per la cittadinanza, alle prossime elezioni amministrative.
Stiano tranquilli i cittadini: la Provincia di Arezzo umiliata politicamente dal Governo Renzi e dalla Delrio ha un bilancio sano grazie al quale, nonostante le poche risorse tuttora a disposizione e le importanti competenze, tra tutte la manutenzione di e scuole, farà fronte agli impegni presi con tutti i Comuni. Il consiglio provinciale ha infatti approvato il documento anche con il parere negativo, assolutamente non vincolante, dell’assemblea dei sindaci. La polemica dei consiglieri provinciali di opposizione è strumentale e fine a se stessa, non hanno fatto nemmeno una proposta di emendamento ma hanno espresso contrarietà allo spostamento della sede del Centro per le pari opportunità (che non penalizza il servizio ma razionalizza i costi dello stesso) e all’uscita della Provincia dal sistema di accoglienza dei migranti (Sprar): il PD non sa fare altro che parlare a favore dell’immigrazione anche in Provincia, a noi interessa dare dignità e sicurezza alle ed alle scuole provinciali.
Il progetto della “Casa dei Comuni” della Presidente prende finalmente anche attraverso l’attenzione e il dialogo costante con il Governo per trovare la soluzione definitiva al problema di , che non sarà più chiuso al senza una valida viabilità alternativa, e attraverso gli accordi per la fornitura di servizi alle amministrazioni locali, ultima quella di , che alleviano il lavoro ai comuni e rendono utile l’ente provincia che, nonostante tutto, è viva e vegeta.