Secondo appuntamento, martedì 8 ottobre, del ciclo di conferenze “Arezzo nel Settecento: politica, cultura, arte”

Secondo appuntamento, martedì 8 ottobre, del ciclo di conferenze “Arezzo nel Settecento: politica, cultura, arte”, organizzato dalla Società storica aretina, con il patrocinio del Comune di Arezzo. Alle ore 17,30, all’Auditorium Ducci di via Cesalpino, Giovanni Bianchini parlerà sul tema “Le ‘strade del sapere’: scuola, accademia, teatro, seminario, monastero”.

Attraverso piccole storie di alcune “strade del sapere” si tratteggia il passaggio da una erudizione varia, ‘enciclopedica’ ante litteram del Seicento, ad una cultura illuminata dalla ragione, dal confronto e dalla critica, nel primo Settecento. Piccole storie di Arezzo, che fanno riferimento alla “scuola” (il travagliato passaggio dalla Scuola della Comunità a quella Gesuitica, imposta da Cosimo III), all’“accademia” dei Forzati-Arcadi (la poesia, gradualmente, cede il passo ai Discorsi di carattere scientifico, religioso, civile; l’appartenenza non è più solo un fatto di censo), al “teatro” (dal Salone delle Commedie al Teatro Nuovo del 1741), al “seminario” (sempre più presente con i suoi attivissimi seminaristi nelle manifestazioni religiose e nella stampa). La cultura, compresa quella proveniente dalla “scuola degli stranieri”, passa anche attraverso il “monastero”, esemplari i casi di S. Maria in Gradi e della badia delle Sante Flora e Lucilla, dove prestigiosi abati accolgono illustri personaggi, rielaborano e arricchiscono le nuove idee, specie in materia agiografica e storica, e in qualche modo concorrono a creare gruppi di intellettuali e correnti di opinione. Un primo Settecento aretino, dunque, con suo ruolo propositivo e niente affatto provinciale.

Giovanni Bianchini, aretino, insegnante, direttore didattico, dirigente scolastico, ha unito il suo impegno nella Scuola alla passione per la ricerca, collaborando per molti anni con la Facoltà di lettere e filosofia dell’Università degli studi di Siena, sede di Arezzo. È stato consigliere comunale di Arezzo dal 1970 al 1975. Assiduo frequentatore degli archivi, specie sul versante dei carteggi e delle corrispondenze in genere, è studioso in particolare della cultura aretina e toscana (storica, letteraria, poetica, teatrale ed accademica), tra i secoli XVI e XVIII. Profondamente legato alla Valcerfone, Bianchini ha ideato gli incontri “I Venerdì di Palazzo del Pero” e collabora attivamente con la Società storica aretina, della quale è uno dei soci fondatori e consigliere.
Curato da Luca Berti, il ciclo di conferenze vuole riportare l’attenzione su un secolo a torto trascurato dalla storiografia locale perché considerato grigio e privo di originalità. Al contrario, le vicende politiche, culturali ed artistiche della città meritano di essere approfondite per comprendere appieno i rapporti in essere, sia all’interno di Arezzo fra i ceti e le istituzioni, sia con le città limitrofe, prima fra tutte la ‘dominante’ Firenze, per inquadrarne la natura profonda e gli sbocchi che ebbero a fine secolo e nell’Ottocento.
La successiva conferenza, “La ‘riforma comunitativa’ del 1772, una cesura politico-istituzionale”), è in programma il 22 ottobre e sarà tenuta dallo stesso Luca Berti.
Come di consueto, gli incontri in programma all’Auditorium Ducci sono ad ingresso libero, con dibattito finale aperto a tutti.