Sventato dalla polizia maxi-furto di rame da 200mila euro alla Centrale Terna

polizia notte

Nella notte gli uomini dell’UPG della Questura di Arezzo sono intervenuti in una frazione di Arezzo, dove ha sede lo stabilimento della Terna, operatore che gestisce le reti per la trasmissione dell’energia elettrica.

Il sito, che rappresenta un obiettivo sensibile per l’importanza strategica del servizio gestito, classificato come infrastruttura critica a livello nazionale, è stato preso di mira da una banda organizzata di specialisti in furti di rame, composta da almeno cinque uomini che, poco dopo la mezzanotte, si erano intrufolati nel complesso della centrale per asportare il prezioso metallo. L’allarme è giunto alla Sala Operativa della Questura intorno all’una della passata notte, mentre i ladri erano già all’opera da diversi minuti.

Giunta sul posto, la pattuglia ha immediatamente rinvenuto tracce di pneumatici lasciate dal mezzo con cui i ladri si erano recati sul posto, evidentemente scortati da un complice con il ruolo di autista, allontanatosi nel frattempo per ritornare, presumibilmente, a recuperare gli altri secondo un appuntamento concordato. Una volta entrati nel perimetro della centrale, i poliziotti, equipaggiati con torce e giubbotto antiproiettile, hanno iniziato la perlustrazione del sito, resa difficoltosa dalla totale oscurità e dalla vastità dell’area. Muovendosi all’interno delle strutture, gli uomini dell’UPG della Questura sono riusciti a rintracciare i segni del passaggio dei malviventi, che avevano caricato su un furgone lì presente già 9 bobine da 500 kg e altro quantitativo di rame sfuso. Resisi conto dell’arrivo della Polizia, i ladri si davano alla fuga all’aperto, incalzati dagli operatori che, nel contesto, rinvenivano arnesi da scasso utilizzati per forzare porte e recinzioni. L’inseguimento si è protratto per centinaia di metri e diversi minuti, tra centraline e casotti in muratura, fino a quando i ladri sono stati messi definitivamente in fuga verso i campi limitrofi.

Il bottino lasciato sul posto, e recuperato dai poliziotti, ammontava a oltre 200.000 euro, in considerazione del notevole valore raggiunto oggi dal cosiddetto “oro rosso”. Con le prime luci dell’alba è stato possibile accertare i danni causati dai malviventi alle recinzioni e alla vicina centralina dell’Enel, provocati nell’atto di fare ingresso e successivamente fuggire dall’area della Centrale Terna. Il personale della Polizia Scientifica di Arezzo, intervenuto prontamente sul luogo, ha avviato i primi rilievi che potrebbero condurre ad identificare presto i colpevoli del tentato maxi-furto.