“Ultratrail” di Stefano Gregoretti

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Si è conclusa a 100 chilometri dalla costa est della Kamtchatka, la traversata che ha impegnato Stefano Gregoretti per tutto il mese di febbraio.

Stefano, e il suo compagno Ray Zahab, si sono fermati prima del tempo a causa dei limiti climatici imposti da madre natura.

Dopo 19 giorni dall’inizio della TransKamchatka, si sono trovati di fronte a una barriera invalicabile rappresentata dal fiume Zhupanova, a Nord-Est della capitale della regione Petropavlovsk.

Pur trovandosi nel periodo dell’anno più freddo e in uno dei più gelidi territori del mondo, le temperature di quest’anno si sono dimostrate anomale rispetto alla media stagionale e non hanno consentito ai fiumi di gelarsi e di rappresentare, quindi, una via sicura di passaggio e attraversamento.

Il forte freddo di giorno e l’elevata escursione termica di notte hanno costituito per i due esploratori solo una fatica da sopportare e non un elemento naturale a supporto della spedizione.

Di strada però ne è stata fatta tanta, molta di più di quella prevista: 250 chilometri in totale autosufficienza a cui si sono aggiunti circa altri 50 chilometri di estenuante avanti e indietro per battere la pista lungo il bosco e tornare indietro a recuperare le slitte.

Stefano Gregoretti è nato a Riccione nel 1974.

Ha studiato per fare l’agronomo, ma la sua vita ha preso tutta un’altra piega facendolo diventare un ultrarunner professionista.

Risale al 2005 la sua prima gara, un triathlon a cui ne sono seguiti altri 43 in 9 anni.

Adesso Stefano ha deciso di raccontarsi attraverso un libro dal titolo Ultratrail, appena pubblicato da Rizzoli, in cui dedica particolare spazio alle esperienze che l’hanno coinvolto a partire dal 2012 in poi.
ultratrail

Non più gare ma vere e proprie esplorazioni in luoghi remoti del Pianeta di corsa, in bici o a ritmo più lento, in autonomia, trascinando pesanti slitte con tutto il necessario per sopravvivere.

Dai torrido caldo dei deserti al freddo dell’artico ci restituisce, attraverso le pagine del libro, la testimonianza di un mondo in continua mutazione a causa dei cambiamenti climatici.

Un libro bellissimo, un romanzo avvincente.

Stefano ha conosciuto fin da giovanissimo una passione assoluta che, nella vita, lo avrebbe portato molto lontano dalla sua, pur amatissima, riviera romagnola.

Già dalle prime vie ferrate nelle Dolomiti, affrontate con la famiglia da , ha scoperto infatti il desiderio di penetrare nei territori più aspri e remoti, senza paura di incontrare pericoli né di far fatica.

Anzi, addirittura, imparando ad amarla, questa fatica, e a coltivarla come una dote interiore.

È così che, anno dopo anno, ha tracciato il percorso entusiasmante che racconta in questo libro passando dal triathlon e dagli Iron Man agli ultratrail, sfiancanti corse in solitaria, ben più lunghe di una maratona.

I suoi ricordi ci portano in giro per tutto il mondo – dall’isola di Baffin nell’Artico al deserto della Namibia, dalla Patagonia alla stessa – e si leggono come grandi racconti d’avventura perché parlano di crepe che si aprono sotto i piedi nel del pack e di notti passate in carceri abbandonate, di tempesta e di sole giaguaro, di freddo che ti stringe come una tenaglia e di sete che ti tortura.

Ma parlano anche di sfida con se stessi e di uno sconfinato amore per il nostro meraviglioso pianeta, oggi purtroppo spesso minacciato dai cambiamenti climatici.
Stefano Gregoretti-1

E’ un atleta molto difficile da descrivere.

Nuota, corre, va in bici.

Un triatleta quindi?

Solo sul piano atletico, ed infatti ama definirsi un “appassionato di ogni attività all’aria aperta; che non vuole avere confini, muri”.

La motivazione sale e scende cinquanta volte in un giorno e non si può basare l’esplorazione su un qualcosa che delle volte c’è e delle volte non c’è” ama ricordare.

“La perseveranza, invece, c’è sempre stata ed è una guida fino a quando non ti porta a giocarti la vita. A quel punto devi essere bravo a fermarti e nel caso a rinunciare a un obiettivo” continua.

Ama il dopo delle sue imprese, ama ripensare a quello che ha fatto, a come ha superato le difficoltà.

Ultratrail è un libro destinato a tutti coloro che, catturati da questo genere di esperienze e dagli splendidi scenari naturali, vogliano mettersi alla prova.

Stefano offre infatti utilissimi consigli pratici nella appendice al libro.

Ma non solo.

Pagine che raccontano di come per portare a termine le sfide della vita conti la forza di volontà, la caparbietà, l’ottimismo e la fiducia in se stessi siano fondamentali.

Perché per non soccombere alla stanchezza e ai pensieri fuorvianti, la testa e il cuore sono tutto.

Non dimenticando mai che la passione per ciò che facciamo e soprattutto il divertimento e la gratificazione che otteniamo nell’inseguire i nostri sogni, debbono essere la nostra bussola di orientamento.
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RUBRICA A CURA DI ROBERTO FIORINI