Arezzo a Oswiecim per la Giornata della Memoria, il sindaco Ghinelli: “cultura e conoscenza per non dimenticare la Shoah”

La delegazione del Comune di Arezzo, composta dal sindaco Alessandro Ghinelli e dai vicepresidenti del consiglio comunale, Alessandro Caneschi e Angelo Rossi, ha partecipato stamani a Oswiecim, in Polonia, alle celebrazioni per la Giornata della Memoria. Presente anche il Prefetto di Arezzo, Anna Maria Palombi. Il cerimoniale per il 75esimo anniversario della liberazione dei prigionieri dei campi di concentramento nazisti proseguirà nel pomeriggio e poi domattina con la visita ai lager di Birkenau e Auschwitz.

Il sindaco Alessandro Ghinelli ha dichiarato: “E’ un onore per me poter rappresentare Arezzo, comune gemellato con quello di Oswiecim, alla celebrazione della Giornata della Memoria ad Auschwitz. Per la città poi essere stata scelta dalla senatrice Liliana Segre quale sede dell’ultimo incontro del suo ciclo di conferenze con gli studenti, è un valore aggiunto di grande significato. Un grazie a Rondine Cittadella della Pace per aver reso l’evento possibile. Proprio oggi che si ricorda l’immane tragedia della Shoah, questo annuncio è quanto mai rilevante”.

Di seguito il messaggio integrale del sindaco.
“Tutto il mondo, oggi, condivide, mantiene vivo e rispetta il ricordo dell’Olocausto, compiendo il proprio dovere nei confronti dell’umanità e dando testimonianza di aver compreso l’orrore assoluto scritto in queste pagine buie della nostra storia recente.
Lo facciamo noi, la nostra Città, dal 2009 gemellata con Oswiecim, la città polacca nelle cui vicinanze era stato istituito il più grande campo di concentramento e di sterminio di tutta la Polonia. Un gemellaggio di grandissimo significato morale, che racconta la nostra storia e la nostra scelta di civiltà. Un gemellaggio che ci consente di testimoniare, anche con la nostra presenza in questi luoghi, la volontà di mantenere vivo il ricordo e, insieme, il rifiuto, definitivo, di qualsiasi ideologia che non riconosca dignità agli esseri umani.
Ci si interroga su come trasmettere ai giovani, futuro e speranza di questo mondo inquieto, il valore della memoria e il dovere di non dimenticare ciò che l’umanità è stata capace di compiere contro se stessa. Le testimonianze dei sopravvissuti, sempre più rare e preziose, i racconti, i documenti e la storia sono le fonti più dirette e chiare, irrinunciabili e fondamentali.
Ma altrettanto lo è il nutrimento che le giovani intelligenze possono trarre dalla cultura e dalla conoscenza. “Coloro che non sono innamorati della bellezza, della giustizia e della sapienza sono incapaci di pensiero”, ha detto la filosofa Hannah Arendt. E il “non pensiero”, il “sonno della ragione”, come raffigura la celebre, potente acquaforte di Francisco Goya, “genera mostri”. Ma i giovani hanno menti veloci e pronte, capaci di rispondere alle sollecitazioni frenetiche della modernità, allenate e sensibili al pensiero e allo studio: è un’attitudine straordinaria, privilegio irripetibile dell’età giovane, e da essi dipende il loro e il nostro futuro.
Mai dimenticare gli errori, e gli orrori, che ci ha lasciato la storia. Serve a non ripeterli. Comprendere è impossibile, conoscere è necessario”.