Bibbiena, “La scuola c’è: un saluto finale, un manifesto di speranza”

L’Assessora alla pubblica istruzione del Comune di Bibbiena Francesca Nassini propone, con queste parole e in accordo con gli istituti comprensivi di Bibbiena e Soci, un ultimo giorno di scuola in presenza, con un valore simbolico per tutti bambini, famiglie ed istituzioni.

Ecco le sue parole: “Il coronavirus ha fatto chiudere le scuole, con tutte le conseguenze che ci sono state per ragazzi, didattica, insegnanti e ovviamente famiglie. Ma non può, a questo punto, toglierci il diritto ad un ultimo saluto che vuole essere soprattutto un augurio per il prossimo futuro. Per questo motivo, in accordo con Dirigenti e personale ATA, abbiamo deciso di far ritrovare almeno i bambini più piccoli per dirci che la scuola è altro, che è qui che aspetta tempi migliori. I tempi migliori arriveranno, in attesa degli stessi, come amministratori ci stiamo organizzando per trovare soluzioni che possano a settembre garantire insieme la scuola e la sicurezza”.

L’11 e il 12 Giugno sarà la volta dei bambini delle quinte della Primaria di Soci che a settembre inizieranno una nuova avventura. Saranno divisi in piccoli gruppi a fasce orarie differenti e con la presenza della sola maestra di riferimento.

Il 16 e il 18 Giugno sarà il turno dei bambini più piccoli, ovvero quelli dell’ultimo anno di scuola dell’Infanzia che a settembre inizieranno a frequentare la Primaria.

Il 13 Giugno allo stadio comunale di Bibbiena in fasce orarie diverse, si avvicenderanno i bambini dell’Infanzia e della primaria.

Francesca Nassini commenta: “L’amministrazione sta avendo incontri già da settimane non solo con le Dirigenti scolastiche, ma anche con imprenditori e varie alte figure per trovare soluzioni tecnologiche e logistiche che consentano di tracciare percorsi alternativi in attesa di avere indicazioni precise dal Ministero. Da qui settembre potrebbero cambiare molte cose, proprio a livello di covid-19. La speranza è che la pandemia abbia già fatto il suo corso e si spenga, così come è arrivata. Ma questo non significa aspettare e basta. Noi vorremmo farci trovare pronti per un piano B adeguato che vada comunque a dare risposte sia al mondo della scuola, che alla sicurezza ma soprattutto al diritto allo studio dei ragazzi. Siamo fiduciosi”.