Casucci e Casi: “La Regione deve prevedere misure urgenti di sostegno economico per i Comuni che vivono di turismo e per i lavoratori che rischiano il posto nel settore turistico”

“Come gruppo Lega in Consiglio comunale per primi abbiamo evocato una serie di misure a difesa dei Comuni che vivono di turismo, richiesta di sostegno arrivata anche in Consiglio regionale grazie al Carroccio che ha presentato una serie di atti.

Sono molteplici le istanze raccolte dagli operatori del territorio di cui la Lega si è fatta portavoce verso l’Amministrazione affinché, nei limiti delle competenze amministrative e dei vincoli di bilancio, sia possibile individuare le iniziative più utili ad alleviare le pesanti conseguenze del lockdown.

La Regione, per parte sua, deve prevedere misure urgenti di sostegno economico e di reinserimento occupazionale per tutti quei cittadini che, a seguito della crisi post-emergenza sanitaria, stanno perdendo o perderanno il posto di lavoro, in particolare nei settori legati al turismo.

Si deve predisporre un fondo regionale per quei comuni particolarmente interessati dal calo di turisti -dichiarano il Consigliere regionale Marco Casucci (Lega) ed il Segretario comunale della Lega Alessandro Casi– È necessario individuare una soluzione che consenta di risolvere il problema dei canoni di locazione rimasti spesso impagati nei mesi di chiusura, così da tutelare tanto gli incolpevoli conduttori quanto i locatori; quella del credito di imposta previsto per la mensilità di marzo non è la strada corretta e non si può far finta di niente dinanzi al grido di tanti operatori economici.

I comuni devono assicurare la sospensione della riscossione delle tasse comunali per i servizi non goduti, come la Tari, con l’annullamento delle rate afferenti al periodo di chiusura delle attività.

Si registrano importanti iniziative in questo senso, come quella del Comune di Arezzo, dove è stato approvato un atto di indirizzo per la riduzione della Tari a favore di quelle attività commerciali e artigianali interessate dalla chiusura governativa.

Tuttavia il quadro regionale è ancora troppo variegato e una differenza di trattamento sarebbe inconcepibile oltre che iniqua. Sarebbe auspicabile da parte delle società fornitrici di luce, acqua e gas un impegno volto a neutralizzare i costi fissi in bolletta relativi al periodo di totale inattività delle aziende”.