Cisl: la risposta del sindacato al lockdown

Fabrizio Fabbroni
Fabrizio Fabbroni

“Sono passati tantissimi giorni da quel 10 marzo quando la nazione si è fermata per la chiusura totale: il lockdown. Da allora ci accompagnano una serie di termini quali, zona rossa, tamponi, sierologico, virologi, immunologi, mascherine, disinfettanti, ecc. ecc..

Sono stati giorni, settimane e mesi terribili per tutti, sottolinea Fabrizio Fabbroni della segreteria UST CISL, e ricorderemo a lungo e troveranno certamente spazio nei libri di storia le oltre 35mila vittime, le immagini agghiaccianti delle fila dei camion dell’esercito che trasportavano salme, il personale sanitario allo stremo delle forze, le città serrate”.

“Qui, da noi, prosegue Fabbroni, la situazione, fortunatamente, è stata meno drammatica anche se ci sono stati dei decessi in alcune RSA del territorio le cui eventuali responsabilità saranno accertate dagli organi competenti. Nel periodo di serrata la CISL di Arezzo non ha mai chiuso la porta. La sede di viale Michelangelo, ha adottato tutte le misure e le disposizioni imposte dai DPCM o dai DL ed ha garantito assistenza e servizio a tutti i cittadini.

Gli operatori dell’Ufficio Vertenze e Dimissioni online hanno evaso un elevato numero di pratiche di dimissioni volontarie nel settore sanitario e, di questi, tantissimi nostri giovani hanno lasciato la sanità privata per quella pubblica ed hanno prestato servizio nei reparti Covid anche di ospedali di altre regioni. Come CISL siamo stati al fianco delle aziende del territorio producendo 1712 istanze per accesso al F.S.B.A. (Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato) in stretta collaborazione con gli attori datoriali della bilateralità: CNA e CONFARTIGIANATO che, per buona sorte, nella fase iniziale, le pratiche hanno avuto risposta immediata grazie ai fondi disponibili presso gli Enti bilaterali regionali. I settori maggiormente interessati sono stati quello orafo e quelli legati al settore dell’estetica, del commercio e del turismo; una fetta importante dei fondi è andata al settore edile e della falegnameria. Tuttavia, le percentuale, in maniera generale, sono così suddivise:  abbiamo un 40% settore metalmeccanico; 20% commercio; 15% costruzioni e affini; 10% abbigliamento e pelletterie; 10% alimentari e agricoltura; 5% trasporti.

In questa emergenza, prosegue il segretario USL CISL, in tanti si sono resi conto del complesso mondo degli ammortizzatori sociali e tanti studi professionali hanno avuto delle difficoltà nell’individuare la corretta appartenenza del settore. Tuttavia, pur nella drammaticità del momento, in molti hanno scoperto il mondo della “bilateralità” con i suoi strumenti di sostegno anche in termini di welfare alle aziende, sia nel ruolo datoriale che di lavoratore; in questo comparto diventa preminente il ruolo della sicurezza dove, difficilmente, si riesce ad agire per le poche risorse disponibili e per la tipicità di un comparto artigianale dove spesso il datore di lavoro è anche il prestatore d’opera e dove, non si comprende appieno, il ruolo del RLST. Sarebbe uno sbaglio enorme ed imperdonabile configurare la sicurezza con l’uso dei DPI collegati all’effetto Covid-19; la sicurezza va intesa a 360° in ogni posto in ogni momento con consapevolezza. Questo argomento per noi della CISL è prioritario da sempre ed ora lo diventa ancora di più.

Molte anche le pratiche CIG; 2575 sono state, da parte delle aziende, le richieste di consultazioni sindacali per l’avvio del complesso procedimento che, una volta terminato, però si è trovato a fare i conti con la mancanza di fondi. Va anche detto che, per queste richieste, ci è stata molta confusione ed il numero di 2575 è “drogato” causa il tortuoso e complicato percorso della procedura. Tuttavia i dati percentuali vengono così ripartiti anche se nel campo CIG la composizione delle richieste varia rispetto al FSBA; sono sempre in maggioranza le aziende legate al settore Orafo Metalmeccanico 35%, ma cambia il post, il dopo in “classifica” si va al Commercio in quantità  più elevata il 25% sempre in prima fila bar, ristoranti, alberghi ma anche terzo settore ; poi si va sul tessile calzaturiero 10% ,andando poi su agroalimentare 10% riferimento a forni , e poi sull’edilizia 10% , si chiude ancora con i trasporti 7% ed il settore comunicazione sia stampata che in ambito televisivo il 3%.

In questo contesto, per il blocco dei licenziamenti, si è registrato una riduzione delle le vertenze così come delle conciliazioni. Così come a causa del cambio di strategie commerciali, si è verificato che lavoratori con specifiche specializzazioni hanno cambiato comparti e aziende.

Nel pieno periodo del lockdown i nostri servizi, a cominciare dall’INAS, hanno sempre mantenuto un contatto con gli utenti utilizzando il canale degli appuntamenti e questo ha fatto sì che le molte necessità sono state evase in tempi celeri: REM, RC, NASPI oltre alle classiche e quotidiani situazioni. Mentre Toscana servizi-CAF CISL, per la concomitanza della trasmissioni delle Campagne fiscali C.U. e Mod.730 coincisa col periodo di massimo sviluppo del Covid-19, ha effettuato un periodo di blocco che è stato subito rimosso non appena le condizioni lo hanno permesso. Per completare i vari adempimenti c’è tempo fino a settembre.

Oggi, conclude Fabrizio Fabbroni, la situazione della macchina CISL è a pieno regime e i nostri uffici ed il nostro personale è operativo al cento per cento. Tutte le sedi sono sottoposte continuamente a procedimenti di sanificazione. Un grazie come CISL lo vogliamo dare in primis ai cittadini-utenti così come a tutto il personale ed in particolare ai collaboratori, donne e uomini della FNP presenti in tutte le sedi, disponibili ed affidabili oltre che competenti nella gestione di una fase importante come quella ancora in corso. La CISL può contare su questo plotone di ‘pensionati’ ed il loro operare in front line sempre in massima sicurezza ha permesso di agire sempre con tranquillità.

Infine dal 14 al 23 agosto tutte le sedi resteranno chiuse”.