Confesercenti interviene in merito alla polemica social sull’evento il Mercatale e sul mercato Giotto

Confesercenti interviene in risposta a chi ha criticato lo svolgimento del “Mercatale” e l’apertura dei banchi alimentari al mercato del sabato in via Giotto, ad Arezzo.
“Una “”2”premessa è d’obbligo” sottolineano da Confesercenti “anche noi, che difendiamo queste iniziative, abbiamo a cuore la salute pubblica e riteniamo che il Mercatale e il mercato Giotto non siano ‘allegre fiere’ dove i cittadini si possano recare per svago, in libertà, tanto meno in massa. Tutt’altro. Nell’uno e nell’altro caso sono state adottate misure stringenti per il distanziamento delle persone e sono state adottate tutte le cautele compreso l’accortezza dell’uso di guanti e mascherine”.

“Del Mercatale” spiegano da Confesercenti “abbiamo la responsabilità organizzativa, quindi parliamo del nostro lavoro diretto, ma anche al mercato di via Giotto, pur non avendo una responsabilità diretta, in quanto mercato pubblico, specifichiamo che sono state usate identiche cautele da parte degli operatori”.
Naturalmente, con la nota Confesercenti nono intende convincere nessuno riguardo alle opinioni espresse, ma vuole argomentare le motivazioni per cui, secondo l’associazione di categoria, i mercati alimentari hanno una ragionevole motivazione ad essere aperti in questo momento di emergenza. “Le critiche social che prevalentemente sono state rivolte” dicono da Confesercenti “non fanno riferimento all’accusa di scarse cautele adottate, ma piuttosto all’opportunità di svolgere gli appuntamenti in questo particolare momento. Tralasciando tante parole, talvolta sopra le righe, più o meno questa è stata la critica più diffusa nei social. Confesercenti ritiene che alla base della critica diffusa nell’opinione ci sia stata la diffusione di immagini dei mercati, evidentemente di repertorio, che li rappresentavano come luoghi affollati, quando invece non è stato assolutamente così: poche sono state le persone in giro, e chi ha fatto la fila alle bancarelle in attesa di essere servito, si è ben comportato, proprio alla stessa maniera di quando ci si reca ad un supermercato per fare la spesa”.

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All’accusa di offrire occasioni alle persone di uscire di casa, Confesercenti risponde: “continuiamo a suggerire a tutti di ‘stare a casa” e di uscire in modo responsabile secondo le urgenti necessità.
Se ce ne fosse bisogno, ribattiamo che il Mercatale una volta al mese, il mercato solo della parte alimentare al sabato mattina in via Giotto, così come i mercati di Campagna Amica due volte la settimana in due zone della città, sono eventi salvaguardati dai decreti per la ragione, per noi semplice, che più occasioni ci sono per fare gli acquisti alimentari di beni di prima necessità, e meno si affollano gli esercizi aperti, quali per esempio i supermercati e i pochi negozi di vicinato”.
“Nell’ottica di distanziamento sociale” Confesercenti ritiene che “più attività di prodotti indispensabili siano aperte, meglio se diffuse in giro per varie zone della città, e meno occasioni di contatti o avvicinamenti si offrono alle persone. Allo stesso principio si ispira l’opportunità di aprire sia il mercatale sia il mercato Giotto. Altro conto sarebbe stato se non fossero state assunte misure di distanziamento, cautela e tutela e le accuse si riferissero alla scarsa cura organizzativa. Nulla di tutto questo è invece emerso e proprio perché tutto è stato condotto con particolare cura e attenzione”.

Per Confesercenti è invece inaccettabile il ragionamento che abbiamo letto tra i vari post, dal quale emerge la logica: “io sono chiuso, tutti devono essere chiusi”, oppure “si offre alle persone occasione per uscire di casa, non si deve fare”. L’uno e l’altro ragionamento, seppur comprensibili per il peso del momento che ognuno vive, soffrendolo, secondo Confesercenti sono da giudicare non accettabili se si vuole continuare a fare la spesa e acquistare altri prodotti necessari.

“Aggiungiamo” conclude Confesercenti “che, poiché non è scontato che le attività possano riaprire  tra pochi giorni, ecco che è importante che i cittadini debbano abituarsi a fare acquisti in sicurezza e nel rispetto delle regole, perché, di sicuro, tra qualche tempo, sorgerà la necessità di dover fare acquisti anche di merce che non sia solamente strettamente di genere alimentare e ciò dovrà essere fatto secondo modalità che tengano conto di distanziamento e di cautele. Perciò occorrerà strutture in maniera diversa gli esercizi assumendo misure di sicurezza diffuse, da adottare unitamente alla responsabilità delle persone che si recano negli esercizi per necessità e muniti di protezioni di sicurezza”.