Cornioli e il Campaccio, “triste simbolo di inadeguatezza amministrativa”

Mauro Cornioli
Mauro Cornioli

“L’Amministrazione comunale ha deciso di chiudere l’area dello skate park, dopo l’ultimo atto vandalico ai danni delle sue strutture. Sono anni che i cittadini, gli abitanti del quartiere di porta Romana, le forze di opposizione, i docenti che frequentano l’area hanno più volte portato all’attenzione del Sindaco Cornioli la situazione di degrado e insicurezza in cui versa l’intera zona, frequentata giornalmente da centinaia di studenti della primaria Collodi e del Liceo Scientifico.

In questi quattro anni l’Amministrazione non se ne è mai seriamente occupata lasciando che la situazione degenerasse in maniera preoccupante. L’area è stata oggetto di importanti investimenti che questa Giunta ha ereditato (il rifacimento della scuola Collodi, la sistemazione del giardino per bambini, il chiosco e il piccolo antiteatro) senza prendersene minimamente cura, anzi lasciandoli in uno stato di grave abbandono.

Il Sindaco non ha neanche ripristinato la convenzione con la Protezione Civile che, per anni, ogni sera, chiudeva i cancelli dopo aver fatto un giro di controllo. Sicuramente non era sufficiente, ma era un primo passo.

Non ha messo in atto nessun tipo di politica attiva per garantire un controllo efficace, preferendo risparmiare queste risorse per farci altro perché nessuno crede più alla storia della mancanza di soldi. L’altro fronte sul quale agire, oltre al controllo, è quello della prevenzione della creazione di opportunità di coinvolgimento per i ragazzi che frequentano la zona. Quali attività ha messo in campo l’amministrazione per gestire l’area? Nessuna, per stessa ammissione del Sindaco Cornioli alla nostra interrogazione.

Quali sono le politiche giovanile della nostra Città? Anche qui la risposta è in negativo: l’unico progetto andato in porto è stato la chiusura del centro giovani. Quel servizio è scomparso senza che al suo posto nascesse niente di nuovo, perché chiudere è veramente molto facile e spesso solletica la pancia di quelli che vogliono sempre scaricare la colpa sui giovani. Una risorsa importante per il Campaccio poteva essere la gestione del chiosco, ma il bando di quest’anno, pochissimo pubblicizzato, ha portato alla vittoria degli unici partecipanti che hanno deciso di non prendere possesso del bar.

E quindi ricapitolando: nessun controllo, i cancelli sempre aperti in un’area buia vicino al centro città, il chiosco deserto, la presenza di un cantiere, una scuola chiusa e in attesa di rifacimento, l’abbandono da parte delle istituzioni hanno portato al degrado che tutti conosciamo. Crediamo che in questi 4 anni si poteva agire diversamente investendo qualche risorsa per il controllo e soprattutto sviluppando un progetto con le associazioni giovanili per la gestione del chiosco. Si tratta di processi lunghi, impegnativi e faticosi, ma sono gli unici che possono dare qualche risultato quando si tratta di giovani.  Per qualcuno, invece, è più facile chiudere e togliersi il problema, ma questo significa soltanto manifesta incapacità ad amministrare.”