CuriAMO AREZZO: “Giù le mani dalla scuola: per ripartire in presenza del Covid 19 progetti seri e sicuri”

Ghinelli e Tanti sparano fantasie improponibili: parlino prima con chi vive e lavora nella scuola, rispettando i timori e le preoccupazioni di migliaia di famiglie

Appello dei nostri candidati presidi e insegnanti

AREZZO – Se ad alcuni il messaggio con cui l’accoppiata Ghinelli-Tanti avevano con uno schiocco di dita e una infarcitura di storia antica risolto il problema delle lezioni al tempo del coronavirus era sembrata una boutade che non teneva conto nemmeno del fatto che fra due mesi all’aperto pioverà e farà freddo, ai 5 candidati della nostra lista da una vita nella scuola e che da settimane lavorano in mezzo a mille difficoltà e responsabilità per garantire seriamente il riavvio dell’anno scolastico, è invece venuto il mal di stomaco.

Da Maurizio Gatteschi (Preside del Liceo Colonna), a Maria Pia Nannini, storica docente dello Scientifico Redi e dell’università dell’età libera, da Fabio Degl’Innocenti docente al Fossombroni-Buonarroti, Lucrezia Lombardo, docente di filosofia, Salvatore Monaca e Liletta Fornasari ex docenti pure loro, arriva un vero e proprio appello alla serietà e alla concretezza: “La scuola si fa a scuola – dichiarano all’unisono – con tutti i supporti tecnici che l’innovazione didattica oggi richiede e che qualcuno non conosce o disdegna per un concetto obsoleto e de amicisiano della scuola, per fortuna superato.”

Poi si entra nel dettaglio: “Come si arriva ai parchi? Chi è responsabile dell’uscita? Ci vogliono due accompagnatori per più di 15 alunni. Dove trovarli? Mancano pure gli insegnanti ordinari. Il tempo di giungere e quello di rientrare e la lezione o è finita o decurtata. Dove ci si siede? Si tirerà a sorte per chi si reca al parco? Quante classi per ogni scuola? Per non far diventare questa area un altro luogo di aggregazione ci dovrà dunque essere una turnazione. Tutto lasciato all’improvvisazione. Che tristezza. Non siamo più ai tempi di Socrate.”

Il giudizio su questa uscita di sindaco e assessore alla scuola che chiedono la conferma nei loro ruoli sulla base di soluzioni “bucoliche” e “nostalgiche” è netta e tranciante: “Lanciano idee chiaramente fuori dalla realtà per strappare un titolo ad effetto, con scarso rispetto per le migliaia di famiglie oggi fortemente preoccupate assieme a tutto il corpo insegnante e dirigenziale e tecnico-amministrativo al lavoro senza sosta da mesi per soluzioni serie e sicure. Si vorrebbe ammantare di gloria con una uscita estemporanea non valutata con chi ha responsabilità non solo legali (anche quelle), ma umane, sociali, spesso  familiari, la totale assenza dell’amministrazione, per sopperire ai cinque mesi di disinteresse totale a questo tema. I banchi, per chi non lo sa, sono singoli da trent’anni.”. Insomma, è come se proponessero come soluzione per risolvere la disoccupazione femminile, la distribuzione a tutte le donne di ago e filo o il manuale di nonna Papera.

L’invito è quindi perché prima di spararle così grosse, sindaco e assessore si consultino con i presidi e gli insegnanti che sono presenti nelle loro liste: siamo certi che essendo professionisti seri, sapranno rimetterli sulla corretta via.

Su tutto serve serietà. CuriAMO AREZZO fa appello a tutti i candidati perché non si giochi con le parole e con gli slogan ad effetto sulla pelle degli aretini in particolare sui temi universali e di grande sensibilità come scuola, salute e lavoro.