“CuriAMO Arezzo” si presenta alla città. 32 candidati pronti per il cambiamento da attuare con il sindaco Ralli

AREZZO – Presentazione ufficiale questa mattina alla stampa della lista civica “CuriAMO Arezzo”, In sala rosa una parte della squadra di 32 donne e uomini impegnati nella lista in coalizione per la elezione a sindaco di Luciano Ralli. Tra gli assenti per ragioni inderogabili di lavoro il capolista Michele De Angelis.

LE INTERVISTE

LA DIRETTA

Con i giornalisti un rapido scambio di opinioni sui temi più diversi, dalla scuola alla cultura, dalla trasparenza alle scelte ritenute totalmente sbagliate della attuale amministrazione fino alla proposta di un cambiamento radicale da attuare con Ralli Sindaco. Una lista, ha sottolineato Stefano Tenti, uno dei fondatori di CuriAMO Arezzo, ma non candidato, che non nasce contro qualcuno, ma per contribuire grazie alle tante competenze e professionalità alla crescita della nostra città. Da Brocchi, Fornasari, Gatteschi e Marconi numerosi accenni alle manchevolezze della attuale amministrazione, ma anche le soluzioni che per ogni problema sarebbero state proposte.

Alla stampa è stato annunciato che la Lista organizza quotidianamente incontri-dibattito nella propria sede di Corso Italia 118.

I NOSTRI CANDIDATI AL CONSIGLIO COMUNALE DI AREZZO: 20/21 SETTEMBRE

MICHELE DE ANGELIS: capolista, 66 anni, è tra i fondatori della lista civica. Medico, direttore della Unità Operativa di Urologia, del centro di chirurgia robotica e dell’area funzionale chirurgie specialistiche dell’Azienda Toscana-sud-est.

ANDREA AMATUCCI: 24 anni, laureato in Scienze Politiche, Studi Internazionali, presso l’Università di Firenze. Sta attualmente seguendo il corso di Laurea Magistrale in Politica, Istituzioni e Mercati, e lavorando per un’azienda aretina specializzata in Comunicazione e Marketing. E’ allenatore di pallavolo giovanile nel Club Arezzo ASD.

MARINA BIONDI
: Ha lavorato alcuni anni nella cooperativa sociale Progetto 5 nei servizi all’ infanzia e in seguito con gli adulti con disabilità mentale. Oggi è Agente Immobiliare. Fa parte del Consiglio provinciale della categoria.

MARCO CAFORIO: 52 anni, si diploma parrucchiere a Desenzano del Garda e si perfeziona presso “Mario Hair Art”, ricevendo riconoscimenti internazionali. Nel 2006 apre “Colpi di Testa, Acconciature by Marco”, modesto salottino di parrucchieri nel quale Marco può dare vita anche all’altra sua passione: il canto. Prende parte a numerosi eventi della movida organizzando con Giuseppe Marconi “revival Renato Zero”; dove Marco veste i panni del Grande cantante romano.

FRANCESCO CALERI: 26 anni, laureato in Scienze Politiche, sta completando il percorso di laurea magistrale in Relazioni Internazionali e Studi Europei all’università di Trento. Da sempre attivo sostenitore dei valori e del progetto europeo, ha deciso di candidarsi per dare un contributo concreto insieme ad un team di professionisti.

GIULIANO CORADESCHI:
72 anni, ha iniziato a lavorare alla Banca Toscana mezzo secolo fa. Ha ricoperto numerosi incarichi passando dall’ufficio borsa al settore impieghi e seguendo grossi gruppi aziendali di Arezzo e del Nord Italia. Nel 2006 ha aperto a Firenze una società di consulenza aziendale. Attualmente in pensione, segue Habilia Onlus, una associazione che ha fondato insieme ad altri amici e che si occupa sopratutto di disabilità motoria”.

GIUSEPPE MASSIMO DAIDONE: 46 anni, imprenditore nel settore turistico di alto livello, porterà la sua esperienza al servizio della città che merita di trovare spazio in un settore oggi praticamente assente.

FABIO DEGL’INNOCENTI: nato a Ravenna 62 anni fa e trasferitosi ad Arezzo, è un professionista ed insegnante al Buonarroti-Fossombroni, da sempre impegnato nel volontariato: per 15 anni nel consiglio direttivo del Piccolo Teatro città di Arezzo, per oltre un decennio nel collegio dei sindaci revisori del CALCIT, da quasi due anni membro della Tribù dei Nasi Rossi..

SILVIA FALTONI: 39 anni, tecnico accoglienza per richiedenti protezione Internazionale. Dal 2005 volontaria in varie associazioni come soccorritrice di secondo livello avanzato. Da sempre attiva come volontaria nel sociale, in progetti sia per il Soccorso ‪118, che socio- educativi, in materia di salute, collaborando con varie associazioni di volontariato presenti nel territorio Aretino.

LILETTA FORNASARI: 56 anni. Storica dell’arte, scrittrice, giornalista. Già primo rettore della Fraternità dei Laici (prima e unica donna a ricoprire questo incarico), già docente a contratto dell’Università di Siena, ha al suo attivo più di 200 di pubblicazioni scientifiche, curatrice di innumerevoli mostre d’arte nazionali e internazionali, collaboratrice di Teletruria e della Nazione.

MAURIZIO GATTESCHI: 60 anni, Dirigente scolastico del Liceo Vittoria Colonna di Arezzo, ha affiancato agli studi umanistici quelli del Conservatorio, conseguendo due diplomi di musica. Ha portato avanti per anni un’attività concertistica in Italia e all’estero, dedicandosi anche al giornalismo di settore con giornali locali e Teletruria. Ha al suo attivo pubblicazioni su riviste nazionali di musica e due libri, con uno dei quali ha recuperato materiale dall’etnomusicologo Carpitella. Direttore artistico del Festival Pievi & Castelli in Musica e del Toscana Gospel Festival. Ha creato una sezione liceale a indirizzo teatrale, ma soprattutto il IV Anno Liceale di Eccellenza dove convergono a Rondine “Cittadella della Pace” studenti da tutta la penisola.

MANOLA GHEZZI: 48 anni. Laureata in fisioterapia, socia della cooperativa Koinè dal 2006. Lavora come fisioterapista e referente presso la Rsa Boschi di Subbiano. Ho svolto varie docenze presso agenzie formative per corso di assistente di base. Grande passione per il teatro spontaneo e fa parte della compagnia teatrale “Il Mazzafrusto”.

BLERTA LISI: 29 anni, imprenditrice edile, studi di economia a Firenze. Appassionata di civismo e di cultura della partecipazione, s’interessa alla politica avvicinandosi all’idea di una nuova possibile gestione della cosa pubblica: con la forza della competenza, della correttezza, della spontaneità.

MARIA AURORA LLANO MARTINO: 73 Anni, una istituzione ad Arezzo. Di origine spagnola, da oltre 50 anni ha portato nella nostra città la cultura della cura dei piedi, trattandone a decine di migliaia. Persona solare, è titolare di un importante e qualificato centro di pedicure.

LUCREZIA LOMBARDO: 33 anni. Docente di filosofia contemporanea, scrittrice affermata in campo nazionale con numerosi e prestigiosi premi all’attivo, curatrice di mostre e direttrice della galleria di arte contemporanea “Ambigua”

PAOLA MADIAI: 59 anni, discende da una famiglia da sempre partecipe ed interessata alla vita e allo sviluppo di Arezzo. Si occupa di accoglienza turistica, gestisce numerosi B. & B..  La crescita e il rilancio della nostra città, l’ambiente, la salute e la tutela degli animali sono tra le sue priorità.

MAURO MAMINI: 57 anni, imprenditore turistico di seconda generazione. Già docente di Sistemi e Automazioni presso l’Itis di Cesena, lascia l’insegnamento per continuare l’attività di famiglia nella gestione di due strutture alberghiere a Cesenatico. Dieci anni fa acquista e rilancia l’Etrusco Hotel di Arezzo.

ELIA MARCHETTI: 24 anni, diplomatosi al Liceo Scientifico Francesco Redi di Arezzo si è laureato in Scienze Infermieristiche presso l’università degli Studi di Siena. Rappresentante degli studenti durante la triennale universitaria. Infermiere presso il Centro Chirurgico Toscano

GIUSEPPE MARCONI 73 anni, commercialista, revisore dei conti in vari comuni della provincia con esperienza pluriennale ed in aziende partecipate da enti pubblici, impegnato nel sociale su vari campi. Organizzatore da 50 anni del carnevale aretino. Sposato con 4 figli oggi anche nonno di 5 nipoti.

MARCO MARSILI: 52 anni, artigiano elettricista, vive a Indicatore. E’ Presidente della locale Polisportiva. Il suo hobby è prestare la propria opera nel sociale. Riservato come tutti quelli che preferiscono il fare rispetto all’apparire.

SALVATORE MONACA: 65 anni, architetto, docente, impegnato in programmi di educazione alla democrazia e promotore di attività di solidarietà, ha coordinato progetti contro il bullismo nelle Scuole. Svolge intensa attività come libero professionista: ha progettato e diretto numerose opere di restauro.

GIANFRANCO MOTTER: 60 anni, Laurea in scienze economiche, sposato con un figlio di 16 anni. E’ stato dirigente per 8 anni di una società affiliata alla Conad. Successivamente funzionario della CNA di Arezzo, per 10 anni responsabile provinciale del settore Edilizia e dell’ufficio cooperative. Amministratore e project manager di numerose società immobiliari. Dal 2019 è agente immobiliare. E’ stato presidente della circoscrizione Indicatore.

MARIA PIA NANNINI: 65 anni, laureata in lettere presso l’Università di Siena, è docente di italiano e latino al Liceo Redi di Arezzo e da 18 anni presso l’Università dell’“Età Libera”. Coniugata, figlia e nipote vivono a Londra. Ha acquisito negli anni, per le cariche ricoperte nel mondo della scuola, capacità organizzative e gestionali, ideando e attualizzando progetti anche con la Comunità Europea. Negli anni i suoi presidi l’hanno chiamata “Pasionaria”, “Anita con il volto verso il Sole”, “Fulmine”.

MAURO PETRUCCIOLI: 57 anni, avvocato, svolge la professione, prevalentemente in materia civilistica con particolare riguardo al Diritto del Lavoro, al Diritto Fallimentare e al diritto societario. Ha fondato con altri colleghi la sezione di Arezzo dell’Associazione Avvocati del Lavoro. Collabora con la CGIL di Arezzo. E’ Socio Fondatore della Società Storica Aretina; socio e consigliere della Associazione di forniture gratuite alimentari l’Acacia

GIULIA PEZZI: 20 anni. Ha frequentato il liceo linguistico EsaBac all’Istituto V. Colonna.
Studia scienze politiche (curriculum governo e amministrazione) presso l’Università di Siena. 

SILVIA REDI: 48 anni, sposata da 15 anni e madre di due figli. E’ imprenditrice nel settore assicurativo e finanziario e titolare di broker di assicurazioni ad Arezzo. Nel tempo libero si dedica alla famiglia e ai viaggi. I suoi hobby sono artigianato e la musica.

MARIA GLORIA SADOCCHI: 62 anni, un passato da atleta di livello nazionale, diplomata Isef, ha ricoperto ruoli dirigenziali nella amministrazione socio sanitaria privata. Attualmente è dirigente ed Allenatrice nella Associazione ALGA atletica leggera.

CINZIA SCARTONI: 54 anni, libera professionista, Iscritta all’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Arezzo, revisore dei Conti presso Enti Locali e Società, è stata Presidente della Circoscrizione Giovi, e consigliere comunale nel quinquennio 2011/2015.

BENEDETTA SERENI: 26 anni, agente di viaggi da 7 anni, accompagnatrice turistica e studentessa Universitaria a “La Sapienza” di Roma, Facoltà di Lettere e Filosofia. Sposata, vive a Vitiano. Nata e cresciuta ad Arezzo, lavora nel quartiere di Saione

BENEDETTA VALLI: 47 anni. Medico anestesista, è Responsabile del Rischio Clinico al Centro Chirurgico Toscano dove lavora da 15 anni. Dopo la laurea si è formata presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, eccellenza europea nel campo del Risk Management. Impegnata da sempre nel sociale, nel mondo dell’affidamento e nello scoutismo, sposata, orgogliosa mamma di tre figli.

LUCIA VANNI: 58 anni, laureata in pedagogia, lavora presso UBIBANCA come responsabile di filiale. Negli anni si è impegnata, ricoprendo incarichi di primo piano, in Associazione Cattolica Italiana, A.C.I., e nelle A.C.L.I. di Arezzo. Attualmente è Presidente del Patronato e componente della Presidenza Provinciale e nelle A.C.L.I. Nazionali è componente del Coordinamento Nazionale Donne. È mamma di due splendide figlie.
 

IVO BROCCHI: 65 anni, giornalista da 45. Laureato in Scienze Politiche e in Scienze della Comunicazione, volto storico di Teletruria, ne è stato caporedattore per trent’anni. Caporedattore del Corriere di Arezzo e di Firenze. Direttore di 102tv, di Piazza Grande, di Radio Wave e Radio Fly. Corrispondente di Paese Sera, e dell’Agenzia Ansa. Lunga esperienza professionale nella Asl di Arezzo e nella Asl della Area Vasta Toscana Sud. Sposato, un figlio e nonno di due nipoti.

PROGRAMMA ELETTORALE

C’è da ricostruire una alleanza reale fra amministrazione e amministrati.

Il Comune deve essere parte integrante della vita di famiglie, cittadini, imprese che insistono su questo territorio. Non può restare un soggetto terzo arroccato nel palazzo come ha fatto in questi cinque anni. Si impone un cambiamento strategico. Ai cittadini dovranno essere garantiti strumenti reali, tangibili, di partecipazione alle scelte dell’amministrazione. Ogni cittadino, sia che abiti nel centro storico o nelle località più lontane, ha gli stessi diritti e gli stessi doveri. Saranno necessarie scelte coraggiose come i tempi ci impongono. Scelte da compiere con il massimo consenso possibile. E la capacità di rompere l’isolamento in cui Arezzo è stata relegata dalla attuale maggioranza.

Il programma di CuriAMO Arezzo è quello del candidato sindaco Luciano Ralli. Con una serie di aggiunte e sottolineature che nascono dalla natura stessa di questa lista, liberale e riformista, con grande spazio alle professionalità e specifiche competenze.

  • RICONOSCERE LA CENTRALITA’ DI AREZZO. QUI TORNINO I CENTRI DECISIONALI. LAVORARE SULLE INFRASTRUTTURE

Ad Arezzo vanno riportati i Centri decisionali che l’Amministrazione Ghinelli non ha saputo trattenere e proteggere. Serve un impegno straordinario per le infrastrutture: dalla due Mari, alla stazione sulla Ferrovia Direttissima. Per la Due Mari Ghinelli fra il 2015 e il 2016, chiese all’ANAS di valutare una soluzione alternativa al cosiddetto nodo di Olmo consistente in una galleria sotto il bosco di Sargiano. Seguirono diversi ed inutili sopralluoghi per verificare l’impossibilità di questa soluzione già dimostrata nel 2004 dall’ing. capo della Provincia Cardinali nella V.I.A. già approvata dal Governo. Mentre negli anni ottanta e novanta il rapporto fra Comune e Categorie Economiche per le infrastrutture strategiche era intenso, con gli enti locali e la Camera di Commercio che iniziarono a finanziare progetti in funzione vicaria ANAS, a partire da Lucherini, poi Fanfani, infine Ghinelli con le proposte impraticabili e già bocciate delle gallerie, tutto è rimasto sospeso, salvo, per fortuna l’azione di Vincenzo Ceccarelli e di Confindustria. Per la nuova Strada Regionale 71 a Nordovest di Arezzo era stata trovata una soluzione ma né Lucherini, né Fanfani avevano poi individuato soluzione negli strumenti urbanistici.

Oggi necessità ricondurre progetti unitari, territoriali e non solo comunali, in accordo con Regione e Governo, per arrivare a soluzioni realizzabili anche in presenza di importanti finanziamenti disponibili a livello nazionale ed Europeo.

  • “PRIMA I PAESI E LE PERIFERIE”. CHI VI ABITA NON E’ UN CITTADINO DI “SERIE B”. PARTECIPAZIONE E DECENTRAMENTO.

L’amministrazione comunale attuale non ha avuto né interesse né volontà di rapportarsi con i cittadini, in particolare con quelli che vivono nei 51 paesi del nostro comune. In assenza delle Circoscrizioni, dobbiamo far divenire i Cas terminali presso cui svolgere un servizio di ascolto zona per zona delle richieste delle problematiche e della gestione di un bilancio partecipativo di risorse per lavori di piccola o media entità, riprendendo una esperienza di fine anni del secolo scorso. Vanno utilizzati tutti gli strumenti conoscitivi, dalle reti dei medici di famiglia, ai parroci, al corpo insegnante, alle associazioni di ogni genere (sportive, sociali, culturali), a quelli derivanti dalle banche dati pubbliche, che individuare aree grigie di disagio alle quali porre rimedio anche con la partecipazione di altre istituzioni.

  • VOGLIAMO UN SINDACO DI STRADA PER UN AREZZO DI TUTTI

Un sindaco che si immedesimi nelle esigenze dei suoi cittadini, salga su una sedia a rotelle e viaggi per le strade, sperimentando marciapiedi, scalini, pali, ostacoli di ogni natura, segnaletica carente, parcheggi abusivi e la difficoltà ad accedere a molti immobili sia pubblici che privati. E prenda provvedimenti. Un sindaco che salga sugli autobus e capisca quali correzioni realizzare per favorirli. Che cammini nei parchi per vedere in che condizioni sono. Basta sindaci del solo centro storico. Si devono ricostituire squadre di operai alle dirette dipendenze del Comune per una manutenzione ordinaria permanente della segnaletica, del manto stradale, della illuminazione, del verde pubblico.

  • IL CLUB DEI SINDACI (quelli prima di noi).

Costituire un Club degli ex primi cittadini e organizzare una assemblea annuale (tipo stati generali) anche con gli ex componenti delle giunte e i consiglieri comunali.  Perché l’esperienza conta e non ha colore: essere civici significa anche fare appello senza costruire muri a chiunque può dare il suo apporto.

  • LA SALUTE. ATTRAZIONE, INNOVAZIONE, FORMAZIONE: Pubblico, Privato e Volontariato.

La risposta socio sanitaria di un Comune si interseca con la programmazione regionale e nazionale e oggi più che mai con risorse europee.

La recente pandemia ha mostrato da un lato, la buona risposta della sanità locale e regionale, con nuovi modelli di integrazione sinora inesplorati tra pubblico e privato, ma dall’altro la necessità di investimenti importanti per la sanità pubblica non solo di tipo strutturale ma soprattutto tecnologico, formativo-culturale e di distribuzione territoriale delle risorse.

Il San Donato, deve avere un ruolo di ospedale provinciale di riferimento completamente autosufficiente e di elevato livello professionale. Non è facile trovare personale (soprattutto medico) sul territorio nazionale: bisogna investire nella formazione e nella soddisfazione degli operatori sanitari con nuovi modelli di reperimento e gestione.

Televisita e teleconsulto porteranno ad una presenza costante dello specialista presso il paziente, facendolo sentire sotto tutela e riducendo il numero di prestazioni improprie.

Ad Arezzo è stato sperimentato, sia pure in una fase emergenziale, un nuovo modello di integrazione tra pubblico e privato capace ora di sviluppare una sinergia nelle risposte dove al pubblico spetta la gestione e la modulazione delle richieste con il controllo della trasparenza e rispetto dei percorsi ed al privato il compito di dare risposte complete per tutto l’iter diagnostico-terapeutico.

Poiché è già nelle cose sviluppare il brand di “Arezzo città della eccellenza sanitaria”, coinvolgendo tutte le esperienze esistenti, puntando alla possibilità di attrarre investimenti in ricerca e corsi di formazione di livello nazionale e internazionale, magari utilizzando assieme alla Asl le tante strutture oggi fatiscenti dell’area Pionta, trasformandola in un campus-centro capace di recuperare un patrimonio storico e naturalistico unico in città.

  • AREZZO CITTA’ MULTICOLORE CON PREDOMINANZA DI “ROSA”

Arezzo deve diventare la capofila di un progetto ambizioso, in cui coinvolgere tutte le istituzioni e le realtà economiche per la stesura di una carta dei valori “Arezzo più Rosa” finalizzata a ridurre anche a livello comunale la disparità tra uomini e donne.

  • AREZZO, IL POSTO MIGLIORE DOVE VIVERE TUTTI

L’accoglienza, il valore che ci porterà verso l’Europa. Arezzo dovrà diventare sempre più una città europea, in grado di dare e di ricevere dall’Europa stessa. Intrattenere rapporti non solo a livello regionale e nazionale, ma anche a livello internazionale, sia dal punto di vista umano, economico che culturale.

Creare un circuito internazionale con associazioni multi genere (artisti, studiosi, disabili, musicisti, pittori, pensionati, ecc), con le fondazioni straniere, ma soprattutto con Fondi pensione esteri disposti ad investire in attività immobiliari nella nostra citta.

  • SPORT GIOVANILE, VERO VALORE SOCIALE

Sport, come punto fondamentale per la tutela della salute oltre che dello svago delle persone. Tutelando lo sport l’Amministrazione non si pone al servizio delle società ed associazioni sportive, ma si pone al servizio della intera comunità. Si deve valorizzare il fatto che ad oggi sembra non aversi ben compreso che società dirigenti tecnici etc. che si occupano dello sport, ed in particolare dello sport dei più giovani, svolgono un vero e proprio servizio sociale che  tende, non solo  alla preparazione atletica dei soggetti, ma soprattutto ad un equilibrato sviluppo psico-fisico alla loro educazione sociale ad un armonico rapporto con il prossimo, al rispetto delle regole alla integrazione sociale etc. Riteniamo così che lo sport rappresenti un formidabile strumento di cura del corpo e di educazione civile: l’amministrazione deve porsi al servizio delle società e delle associazioni sportive e il primo segnale che può e che deve dare, è quello di rivedere i costi che gravano sugli utenti e che di fatto si traducono in un grave e a volte gravissimo pregiudizio sulle scarne casse sociali.

  • SEMPLIFICARE LA VITA AI CITTADINI

Utilizzare l’istituto della autocertificazione tutte le volte che la legge lo prevede, potenziare i servizi di informazione. Restituire orgoglio di appartenenza ai dipendenti e funzionari comunali.

600 lavoratori, in gran parte altamente qualificati, nei confronti dei quali si perpetua lo stigma dello stereotipo dei lavoratori menefreghisti, pregiudizio contro il quale poco o nulla è stato attuato finora dalla amministrazione uscente: sono un patrimonio da valorizzare, sia con il giudizio che con risorse per l’aggiornamento, la premialità, per la meritocrazia nella consapevolezza che rappresentano la parte operativa e il volto del Comune verso i cittadini. Utilizzare le sedi dei Cas, con orari predefiniti, come uffici decentrati del Comune per il disbrigo di una serie di funzioni che oggi costringono i cittadini a peripezie spostamenti inutili.

  • CREARE LA FIGURA DEL “GARANTE DEI DIRITTI CIVILI”. VICINANZA AD ANZIANI E TUTTI GLI ALTRI SOGGETTI DEBOLI

In ogni atto della amministrazione si deve garantire il rispetto dei diritti civili e di buon governo attento alle esigenze di tutte le categorie più deboli e fragili.  Istituire il “garante dei diritti civili”. Stipulare convenzioni comunali per aiutare nell’approvvigionamento della spesa, dei farmaci, delle commissioni per le fasce più deboli.

Poi istituire o convenzionare una agenzia per il reperimento delle badanti. Sfruttare la parte sociale delle farmacie comunali e stringere accordo anche con le altre.

  • BENESSERE ANIMALE = BENESSERE UMANO

La presenza di animali da compagnia nelle famiglie è diffusa e apprezzata dalla popolazione. Il Comune deve aumentare le proprie capacità di intervento in caso di problematiche sanitarie e di pericolosità specifica; deve ripristinare la convenzione con l’Azienda sanitaria che in modo trasparente consentiva il controllo delle colonie feline, e la gestione degli animali randagi. Si devono ampliare le collaborazioni con le associazioni che gestiscono canili e gattili, e sostenere il volontariato per la creazione dei servizi di dog sitter nel centro città per consentire ai turisti di muoversi e apprezzare anche musei, chiese ed altre strutture in cui non è ammesso l’accesso dei cani.

  • INTERVENTI STRAORDINARI PER LA CRISI ECONOMICA

Non sono tante le armi di una amministrazione comunale sul fronte dell’aiuto economico alle imprese piccole e grandi. Dopo il Covid il nostro Comune deve individuare le possibili forme di sostegno e di affiancamento alle attività economico-produttive esistenti e adottare iniziative tese ad attrarre soggetti che intendano avviare nuove attività, pur in un momento così difficile. E’ necessario monitorare e censire immobili già esistenti ed inutilizzati per offrire a proprietari possibilità di mettere a frutto, pur contenuto, le loro proprietà rendendole disponibili a possibili fruitori e producendo in tal modo anche un parziale recupero del patrimonio immobiliare produttivo dismesso. L’amministrazione comunale offra un iter semplificato al massimo per chi intende intraprendere nuove attività di impresa, ipotizzando anche una forte riduzione di tassazione. Favorire il riuso e il recupero di edifici con finalità produttiva con sconti a lungo termine sulle tassazioni. Imu: stop nei periodi sfitti per locali commerciali, artigianali e industriali. Niente Imu per 10 anni a chi apre aziende nuove nel nostro territorio. No Imu per 10 anni aggiuntiva a chi ampia aziende nel nostro territorio. Terreni pubblici (di Comune e Fraternita dei Laici) da concedere per 49 o 99 anni a chi realizza imprese con piano di assunzioni e fidejussione o atto di cessione al Comune se abbandona l’attività intrapresa. Vincolo anche per i successori. Utilizzo della finanza regionale Fidi Toscana e della sua Sgr per consentire alle nostre aziende di utilizzare nuovi strumenti finanziari e di capitalizzazione in collaborazione delle associazioni di categoria, implementare l’organico comunale con personale esperto in fondi europei.

Proporre lavori sociali finalizzati alla manutenzione del patrimonio pubblico (scuole, strade, giardini, rsa) o la prestazione di servizi (amministrativi, alla persona, alla sicurezza, etc…) pagando la parte mancante dello stipendio a chi è in cassa integrazione ordinaria o straordinaria, per il bene comune e per la dignità stessa di persone e di lavoratori (in periodo di pandemia avviate diverse esperienze da riprendere e stabilizzare), e magari allargare questo concetto a disoccupati, immigrati in attesa di permesso, detenuti, con l’utilizzo e il sostegno a cooperative o altre forme associative, e le dovute garanzie dei loro diritti.

Stop alla apertura di nuove grandi aree di commercio per tutelare l’esistente. Assieme a Camera di Commercio ed altri enti pubblici e privati pensare per Arezzo ad un polo universitario più qualificato e conformante di oggi alle esigenze territoriali, collegato sia con l’ateneo senese che con il Politecnico di Milano, allargandolo ad altri soggetti e potenziandolo su un progetto di immediato inserimento post-laurea nel mondo del lavoro. Nel progetto inserire anche le Scuole Superiori, da cui arrivano i giovani ad esso destinati.

E ancora. Molto del PIL della Toscana viene dai settori oro e moda settore.
Settore che si può rendere fruttuoso nel passaggio dall’era pre-crisi a quella post-covid. Gli strumenti che fino a un anno fa sembravano sufficienti oggi non lo sono più, l’aspettativa del sistema Italia è cresciuta in modo da rendere più alta l’attenzione del distretto e il desiderio di sinergie reali fra chi programma e chi realizza il domani del sistema Arezzo-Toscana-Italia. La filiera della Moda – Made in Italy – Toscana è un bene protetto e al tempo stesso un bene da proteggere. Per renderlo possibile non solo la realizzazione del bene deve essere professionale, etica e creativa ma lo deve essere sempre di più l’organizzazione della filiera stessa, che deve riflettere le stesse caratteristiche di innovazione e unicità dei prodotti che realizza.
Per porre fine al “genocidio degli artigiani”, la politica deve valorizzare l’intera filiera – dalla cima fino ai terzisti – nel sistema Arezzo, capace di condividere non solo interesse, esperienza, progetti e utili ma anche la medesima idea di futuro.
In questo senso la richiesta più concreta che viene è il sostegno delle lavorazioni tipiche artigianali del MADE IN ITALY sul nostro territorio, con la necessità che la filiera della moda sia economicamente sostenibile. Per questo serve un sistema di verifica pubblico privato per cui i marchi e la loro reputazione siano fondati sulla qualità e sulla fidelizzazione della filiera di subfornitura.

Per farlo è necessario garantire un miglioramento dell’accesso al credito per i piccoli importi e implementare gli strumenti di emanazione come il piccolo credito e i finanziamenti all’Artigiancassa, affinché ne possano beneficiare anche le micro imprese. In più serve garantire al settore il rilancio del progetto strategico sulla subfornitura con una cabina di regia e un osservatorio comunale e regionale per monitorare le dinamiche e l’andamento del comparto attraverso la realizzazione di analisi periodiche sulle imprese (la Camera di Commercio). Sarebbe opportuno che la politica sottoscrivesse un Fashion Pact tra tutti gli attori della filiera per raggiungere gli obiettivi condivisi in merito alla sostenibilità economica di tutta la filiera. Una strada necessaria per non disperdere risorse ed energie è garantire che la competitività fra le imprese artigiane non sia legata al fattore prezzo ma al fattore qualità, obiettivo possibile solo se verrà contrastato davvero il dumping sui costi che scarica tutto sui più piccoli trasformandoli nel tallone di Achille della catena. Per riuscirci è necessario che le istituzioni, dal Comune alla Regione, svolgano il ruolo “sentinella” costante a tutela della nostre maestranze.

Per farlo serve immaginare iniziative sul territorio atte a valorizzare le aziende che pongono attenzione alla qualità e alla tracciabilità dell’intera filiera atte a collegare il marchio Made in Tuscany. Una strada percorribile è quella delle certificazioni che potrebbero essere strumento utile per la competizione globale tarata sulle dinamiche del territorio. Infine serve che gli investimenti in formazione e attrazione di giovani nel sistema distretto sia alti e coordinati fra i vari livelli politici.

  • TURISMO, STRATEGIE NUOVE E COESIONE FRA PUBLICO E PRIVATO

Il turismo è un’industria e come tale ha necessità di politiche proprie. E’ un’industria tra le più importanti a livello mondiale e con i maggiori tassi di crescita tra i vari settori produttivi attualmente conosciuti. Secondo la definizione del WTO si parla di turismo quando il turista trascorre almeno una notte in città, quindi al di fuori della sua abituale residenza.

E’ sbagliato associare il turismo alla cultura, come solitamente – e inspiegabilmente – si fa nel nostro paese.

Perché la cultura, come la sanità, come lo sport (e il business, il food, il mice, il wedding etc.) generano turismo, ma a loro volta necessitano di politiche proprie e autonome.

Arezzo si è dotata di uno strumento efficace in ambito turistico come la Fondazione Arezzo Intour sulla quale è necessario lavorare su 4 punti fondamentali:

1 – Occorre mantenere integro il flusso di finanziamenti proveniente dalla tassa di soggiorno. Tassa raccolta dalle imprese ricettive della città, e chiesta direttamente al turista, destinata quindi a finanziare la città turistica.

2 – E’ necessario affidarsi a professionisti che, attraverso un dialogo continuo con il cda della fondazione, possano disegnare le migliori politiche turistiche per la città e il territorio.

3 – La fondazione deve mettere a disposizione le proprie competenze per tutti i settori che pensano di poter avere, nella loro attività o parte di essa, valenza turistica.

4 – Migliorare la collaborazione con i comuni del territorio perché l’attivazione dei prodotti turistici tipici della nostra zona necessita della partecipazione di tutti.

Inoltre: Arezzo può essere anche terra di turismo per una nicchia in forte espansione in tutto il Paese: il turismo di gran lusso. Migliaia e migliaia di turisti in genere Usa, Canadesi, Russi, Cinesi, degli Emirati arabi scelgono l’Italia, e in particolare la Toscana, Roma, e Venezia, per trascorrere vacanze senza alcuna preoccupazione di spesa, ma con la pretesa di accoglienza in strutture alberghiere a cinque stelle e ristoranti, boutique e servizi blasonati. La nostra provincia offre solo in parte questa risposta con Cortona. Arezzo potrebbe sollecitare, anche con l’offerta diretta di palazzi comunali oggi in vendita ma senza acquirenti, a catene che non disdegnerebbero una occasione di questa natura.

  • “LA LEGGENDA DELLA VERA CROCE: PATRIMONIO DELL’UMANITA’”

Questa opera ha tutti i requisiti necessari per ottenere il riconoscimento di “Patrimonio dell’Umanità”, titolo rilasciato dall’Unesco. Attorno a questo tema fare una battaglia coinvolgendo anche altri comuni, la Regione, e forse anche il Ministero dei beni culturali. Un riconoscimento del genere può spostare le rotte dei visitatori stranieri in Toscana, aggiungendo Arezzo al tour Pisa-Firenze-Siena.

  • RISCRIVERE GLI STRUMENTI URBANISTICI. ACCOGLIERE TUTTE LE 1.000 OSSERVAZIONI PRESENTATE E RIAPRIRNE I TERMINI.

Gli strumenti urbanistici in approvazione sono stati tenuto sostanzialmente nascosti ai cittadini, non danno una visione di città, sono stati sommersi da osservazioni pesanti ad iniziare dagli ordini professionali oltre che da 1.000 cittadini. E’ l’immagine plastica del fallimento della Amministrazione Ghinelli. Va sostanzialmente riscritto.

  • AREA LEBOLE E SCALO MERCI DI INDICATORE: 20 ANNI DI VERGOGNA

Arezzo non può più accettare una situazione simile. Comprensibili tutte le giustificazioni per la proprietà (che ha pagato per 20 anni come un “martire fiscale”, una esosa cifra di Imu), ma qui è in gioco l’immagine e la credibilità di una intera città. Si dia un tempo certo (un anno e non di più) per l’avvio dei lavori. Altrimenti il sindaco imponga per la pericolosità degli edifici, di radere tutto al suolo, mantenendo alla proprietà la capacità di volumi prevista. Se non lo fa la proprietà, provveda il Comune, rimettendo alla proprietà le spese. Poi si devono anche valutare strade nuove con strumenti ora a disposizione delle comunità locali Servono progetti ambiziosi da presentare alla Regione Toscana e da finanziare con i fondi europei. L’ennesimo centro commerciale non è più pensabile. Istituzioni, enti e associazioni della città facciano rete per una proposta importante e partecipata di questo spazio, un polo di eccellenza capace di ridisegnare l’intera zona. Si può pensare ad una Cittadella delle arti e dello sport con centri clinici e di ricerca dedicati all’infanzia e l’educazione. Per farlo abbiamo l’Università, le cooperative tra le più grandi della Toscana, le associazioni sportive, culturali e sociali, e il privato di settore. E ancora: utilizzo dei capannoni debitamente ristrutturati per un laboratorio di Design e Arte contemporanea, collegato all’Università.

Lo stesso ragionamento vale per lo scalo merci di Indicatore, avviato a fine secolo scorso ed oggi una autentica cattedrale nel deserto, dopo lo scippo dello scalo ferroviario aretino da parte di Siena.

  • METROPOLITANA DI SUPERFICE … A COSTO ZERO

Utilizzare i tratti vicini alla città della linea ferroviaria lenta Roma-Firenze e le linee Lfi per Casentino e Valdichiana e realizzare un servizio di metropolitana leggera con corse assai frequenti, fino ad aree di grandi parcheggi scambiatori gratuiti da realizzare alla periferia di Arezzo (Olmo, Rigutino, Pescaiola, Calamandrei, San Giuliano-Battifolle, ex Lebole, Indicatore, Ceciliano) per frenare ogni giorno l’arrivo in città di migliaia di mezzi (inquinanti e ostruttivi) che poi devono pagare per la sosta.

  • WIFI E FOGNATURE

Wifi gratis nell’area urbana come in tutte le moderne città europee e del nord Italia. Completare le opere idrauliche per mettere in sicurezza le periferie e le frazioni dagli eventi climatici sempre più violenti.

  • QUESTIONE RIFIUTI

Migliorare la raccolta differenziata dei rifiuti premiando in bolletta le famiglie e le aziende virtuose. Rivalutare la necessità o meno di un ampliamento dell’impianto di San Zeno. Non per una scelta ideologica, ma per non fare passi poi irreversibili se non strettamente strategici e necessari.

  • LA/LE FAMIGLIE

Politiche per garantire vicinanza alle famiglie che vogliono fare figli, con ulteriori scuole materne e asili nido diretti e indiretti (ad esempio nelle aziende) con tariffe più basse delle attuali, gratuite per redditi fino a 40.000 euro a famiglia. Aprire e gestire le modalità di assistenza necessaria ad una lunga serie di famiglie che affrontano condizioni di particolare complessità: a chi ha figli disabili di ogni natura, a chi si affaccia al mondo delle adozioni e degli affidamenti.

  • UNA NUOVA CASA PER LE ASSOCIAZIONI

Sono più di 200 le associazioni ad Arezzo, pochissime si possono permettere una sede fisica. Il Comune dia loro uno dei tanti edifici dismessi della città per le loro attività con preferenza di quelli situati nelle zone più critiche deboli sofferenti disagi .

  • UNA RETE COMUNALE DEI GIOVANI

E’ necessario offrire un supporto fattivo per ricreare una rete tra le associazioni, movimenti, rappresentanza studentesche, gruppi più o meno spontanei, associazioni sportive e di volontariato giovanili.  Non esiste oggi alcun coordinamento istituzionale, né alcun coinvolgimento delle realtà spontaneamente esistenti. La logica su cui lavorare per il futuro non è quella di progetti calati dall’alto, ma ricreare una partecipazione rafforzando cosa già c’è, incanalando le energie in progetti più grandi.

  • URGE UNA ZONA PEDONALE VERA

Ricreare salotti della città, come era piazzetta davanti alle Poste ecc. Panchine, fioriere, angoli di conversazione, con musica e bar elegantemente arredati. Per il trasporto e parcheggi dare comunicazione con condivisione ai cittadini. I sistemi ci sono. Mai imposizioni ma condividere.

  • LA CULTURA BASE DI OGNI COMUNITA’: E’ TEMPO DI UN “NUOVO RINASCIMENTO”

FONDAZIONE GUIDO d’AREZZO: Istituzione ottima sulla carta, ma errata nell’effettivo.

CASA DELLA MUSICA: cambiare regole. Destinarla in via prioritaria alle tante realtà musicali cittadine.

TEATRO. Non male la stagione teatrale. Però il teatro deve essere anche diversamente utilizzato. Troppo caro l’affitto. Proporre abbonamenti a basso costo per  studenti e riportare i giovani a Teatro, creando collegamenti con Spazio Seme o Libera Accademia del Teatro ecc, senza dimenticare la voce della Danza (sull’esempio del modello già a suo tempo sperimentato del “Festival degli Atti Unici”).

ORO. Per il Museo dell’oro riprendere le buone idee sempre sdegnate da questa amministrazione (quello fatto è stato un banale trasloco dal Centro Affari che non serve a nulla). Museo dell’Oro sul modello di Genius Bononiae con lancio pubblicitario vero, non fatto solo per noi autoctoni, e musica nelle piazze con calendario preciso di appuntamenti.

MUSICA: realizzare un grande concerto all’anno e intorno una serie di eventi musicali più piccoli. Nel palazzo di Fraternita la Città della Musica, ospitando le tante e buone realtà locali.

Percorrere seriamente una nuova collaborazione con Arezzo Wave (di cui il 50% è già del Comune)

POLIFONICO:  deve essere arricchito di eventi collaterali. Non bastano i cori, che piacciono ad un pubblico ristretto.

COLLABORARE CON LE REALTA’ CULTURALI DI PREGIO: Accademia Petrarca, Società Storica, Brigata Amici dei Monumenti etc.). Urge sinergia con Circolo artistico.

MOSTRE E MUSEI. Non basta una sola mostra calata dall’alto a fare cultura. Il calendario espositivo deve avere più registri. Primo: mostre ogni due anni di altissimo livello come quelle fatte nel 2006, 2009, 2011. Secondo: mostra di arte contemporanea recuperando il ruolo che in questa ha avuto Arezzo nel XX secolo. Modificando alcuni aspetti, come il legame con le gallerie (penalizzante), deve essere riproposta ICASTICA (che ha portato lustro e turismo) con modalità di preparazione ed eventi diversi.

Attenzione al malcontento delle Guide Turistiche. Dare loro una sede. Fare assieme a loro un calendario di eventi. Casa Vasari: Gioiello con giardino meraviglioso, dove proporre una serie di eventi.  Cappella Bacci: da sola può essere motivo di attrazione mondiale.  Attivare una sana collaborazione con Museo Diocesano e Casa Bruschi.

Gestire diversamente sotto il profilo turistico e culturale la Giostra del Saracino e i musei dei quartieri, che sono officina di giovani volenterosi. Gestire diversamente la Biblioteca e creare indotto con le librerie. Gestire diversamente Arena Eden, ecc.

Completare e gestire la Fortezza come polo di attrazione.

Accordo per cambiare gli orari di apertura delle Chiese, favorendo la creazione di gruppi di giovani per la loro gestione.

Recupero e pubblicizzazione di alcuni storici cammini aretini (via Sancti Patri, via Vecchia Aretina, via dei Cavalieri, via dei Monaci e via Romea Germanica) 

  • ORDINE PUBBLICO E DECORO: “CI VUOLE UN SIGNOR SINDACO, NON UNO SCERIFFO DISARMATO”

L’ordine pubblico non è una questione da delegare al solo utilizzo della Polizia Locale. La sicurezza privata dei cittadini, personale e dei loro averi, deve inquadrarsi nelle condizioni più generali di sicurezza della città e del territorio. Occorre superare la sottovalutazione anche d’immagine e comunicativa del problema. Il rispetto della legge deve essere intransigente da parte di tutti cittadini, italiani e non italiani.

Occorre stabilire la presenza interforze (statali e territoriali) permanente non solo nel centro storico ma anche nei quartieri e nelle zone diventate difficili.

I giardini cittadini devono diventare come …. Boboli. Il Pionta va recintato. Diviso al suo interno in 7 o 8 settori. Chiuderlo d’inverno alle 19,00 e d’estate alle 23,00. Illuminazione e telecamere (oggi non funzionanti) da far controllare anche a struttura privata per rapidi interventi. Eliminazione definitiva di TUTTA la vegetazione a siepi. Avamposto PM, con l’utilizzo anche da parte delle pattuglie di Cc, Ps, GdF in accordo con la prefettura, dell’ex piccolo Bar di Campo di Marte (recintare anche questo). Le aree verdi vanno trattate come bene primario della comunità, non come un problema di polizia. Tutto ciò al fine di favorire la vivibilità di questi meravigliosi spazi con camminate, concerti di ogni tipo, e il loro utilizzo a scopi associativi di tipo culturale, ludico, e sportivo.

  • SEDE POLIZIA MUNICIPALE IN VIA FABIO FILZI: SOLDI BUTTATI

La nuova sede della Polizia Municipale sarà realizzata in via Fabio Filzi, e costerà 6 milioni di euro. Nessuno è favorevole: solo il sindaco e alcuni del suo giglio magico. Una scelta incomprensibile. Va bloccata. La sede va individuata con gli stessi operatori. La Caserma non è la soluzione all’ordine pubblico (ricordarsi di quando era in via Guelfa). I vigili urbani possono restare dove sono, visto che i locali sono del Comune e sostanzialmente non costano. Oppure andare al Park Baldaccio, sempre senza costi di affitto.

  • “AREZZO CITTA’ DELLA PACE”

Il Comune entri nella fondazione Rondine, Cittadella della Pace, supporti l’associazione nella formazione di giovani leader di pace e nella realizzazione di progetti a impatto sociale ideati dagli studenti di Rondine. Sfrutti la vicinanza a questo posto unico al mondo creando un legame tra il borgo di Rondine e la cittadinanza aretina, e soprattutto coinvolgendo i giovani attraverso campus scolastici e progetti vari.

Un’ altra scommessa per Arezzo sarebbe investire nella formazione di giovani leader di pace aretini attraverso il metodo didattico innovativo attuato concretamente con il progetto “quarto anno Liceale di eccellenza”. Valutare fra le altre fondazioni esistenti sul territorio quali sono meritevoli di partecipazione diretta del Comune con impegno economico quasi nullo, ma per essere ai tavoli di esperienze in genere avanzate. Con Rondine possibile sviluppare un altro fronte assai appetibile.  Per i suoi rapporti internazionali, Rondine è meta continua di rappresentanze diplomatiche di tutto il mondo, compreso i loro consiglieri economici, che sono alla continua ricerca di contratti e collegamenti con le nostre aziende esportatrici: il Comune dovrebbe farsi promotore di incontri diretti fra i diplomatici e i nostri imprenditori.

Valutare analoghi percorsi con altre fondazioni esistenti sul territorio quali sono meritevoli di partecipazione diretta del Comune con impegno economico necessario spesso minimale, ma per essere ai tavoli di esperienze in genere avanzate e di caratura sociale locale e altre i nostri confini. Si cerchi il gemellaggio sul cammino di San Francesco con Assisi, Sansepolcro e La Verna, anche con un percorso da proporre al turismo religioso.

  • VALORIZZARE I QUARTIERI DI CINTURA ALLA CITTA’. CONOSCERE LA STORIA DI “DOVE VIVIAMO”

Un doppio progetto per valorizzare quartieri e proprie radici.

Da troppo tempo la sola attenzione al centro storico, ha di fatto cancellato la identità stessa delle periferie. Eppure le stesse provengono da quartieri ben definiti che mezzo secolo fa avevano anche una identità formale. Saione, Pescaiola, l’Orciolaia, la Catona e le altre, devono ritrovare una ragione identitaria ad iniziare da una cartellonistica che ne indichi i confini, con la individuazione di un centro dei quartieri (sia essa una piazza, una chiesa, un centro di aggregazione) e una serie di iniziative legate alla memoria e alla copertura locale di esigenze attuali della popolazione. Si dovrebbe iniziare con l’individuare per le associazioni di volontariato che ne sono sprovviste, di sedi appropriate ad esempio proprio nel quartiere di Saione che potrebbe diventare proprio per la sua complessità, ma anche ricchezza, il quartiere delle culture e interculture. Ovviamente con una amministrazione che convintamente getti acqua sul fuoco delle solite piccole o meno piccole polemiche, senza dimenticare di garantire i diritti propri di tutti i cittadini.

Poi, un progetto di conoscenza del “dove viviamo” tramite collocazione ad inizio e fine di ogni via di bacheche ben visibili con l’origine del nome stesso di via o piazza, e eventuali fatti storici ivi avvenuti. Da studiare se affidarlo con gara d’appalto a chi ci mette sotto della pubblicità della stessa strada, in collaborazione o con scuole o società storica o università.