D’Ettore, Mugnai (FI): “Il Governo agisca per superare le criticità della “fase 2” nel settore giustizia”

Maurizio D'Ettore e Stefano Mugnai
Maurizio D'Ettore e Stefano Mugnai
Il Governo assuma iniziative per superare le criticità del ‘sistema giustizia’ dovute all’entrata nella ‘Fase 2’ del contenimento della pandemia da Covid-19.
Così i deputati di Forza Italia, Maurizio D’Ettore e Stefano Mugnai, in un’interrogazione parlamentare rivolta pure al Ministro della Giustizia. “Gli operatori del diritto a tutti i livelli, e le loro rappresentanze – si legge nell’atto ispettivo – hanno denunciato a viva voce che la ripresa delle attività, sia sul versante dei termini e degli adempimenti, sia sul fronte dello svolgimento delle udienze, era e resta condizionata, in modo necessario e infungibile, alla predisposizione di un piano nazionale omogeneo di procedure e risorse umane e materiali per mettere materialmente in sicurezza la Giustizia e gli ambienti giudiziari, che tutt’ora ne sono privi. Di questo piano nazionale non v’è traccia alcuna, ancora oggi”.
D’Ettore e Mugnai evidenziano, inoltre, come “lo svolgimento delle attività giudiziarie è stato disciplinato su base territoriale in modo totalmente disomogeneo”, con “oltre duecento provvedimenti dei capi degli Uffici Giudiziari, una vera e propria babele. Drammatica, e del tutto abbandonata a se stessa, è poi la situazione dei giudici di pace”. Notevoli disagi ha comportato la gestione per via telematica delle udienze: “. Non si contano più gli ormai numerosi episodi di connessioni cadute nel bel mezzo dell’udienza, interi tratti di intervento perduto, bassa risoluzione di immagini e audio. L’impossibilità materiale di tenere le udienze a causa di tali deficienze tecnologiche – dovute alla mancanza di risorse non impiegate dal Ministero –  può determinare due conseguenze, entrambe problematiche: il rinvio delle stesse, così ledendo il diritto di agire e difendersi in giudizio e la ragionevole durata del processo; oppure il loro svolgimento fisico, con rischi dal punto di vista della salute, o quantomeno con difficoltà logistiche dato l’assetto confusorio delle regole”.
Non migliore è la sorte degli uffici pubblici connessi e funzionali alle attività giurisdizionali: ad esempio, nella zona di Arezzo in Toscana, così come in numerosissime altre zone d’Italia, le conservatorie e gli uffici dell’Agenzia delle Entrate sono aperti solo in orari molto limitati, rendendo assai difficoltoso il disbrigo di una serie di adempimenti necessari all’esercizio dei diritti anche in sede stragiudiziale e giudiziale. Difficoltà che, ad oggi, non paiono più giustificate dalla situazione emergenziale, né coerenti con la più avanzata ripresa che caratterizza altri settori.