D’Urso: “casi positivi tra gli ospiti delle Rsa, istituita unità di crisi”

“Gli ospedali Covid della Asl Toscana Sud Est sono quelli di Arezzo e Grosseto – ha precisato ancora il direttore generale Antonio D’Urso, che ha tenuto una diretta social per fornire informazioni in merito al Coronavirus – Gli altri ospedali seguono gli altri pazienti. Nei due grandi poli c’è una importante capacità di ricezione, attraverso l’ampliamento delle rianimazioni. Sono, quindi, sempre più accoglienti per pazienti con Coronavirus, che ci aspettiamo possano crescere nei prossimi giorni, quando potrebbe esserci un aumento del numero dei positivi che necessitino del ricovero”.

“Stiamo aumentando il numero dei medici, degli infermieri e degli operatori sanitari, per rendere sempre più importante la risposta, che però non è solo quella ospedaliera. Sono fondamentali i medici di medicina generale” ha aggiunto ulteriormente il direttore.

Ed in merito alla novità sulla modalità di effettuazione dei tamponi, anticipata
già anche dal sindaco Alessandro Ghinelli, D’Urso ha spiegato: “il tampone resta, ad oggi, il principale strumento di diagnosi. Viene fatto su indicazione dei medici dell’igiene pubblica. In alcune città, come Arezzo (da domani, martedì 24 marzo), Valtiberina e Valdarno (da giovedì, 26 marzo), cominceranno ad essere effettuati in luoghi che saranno comunicati alle persone che dovranno fare il tampone, dove gli sarà consentito recarsi in auto. Basta che il paziente abbassi il finestrino e il personale effettuerà il tampone. Questo consentirà di aumentare il numero dei test. Non è una procedura diagnostica aperta a tutti, ma viene fatta esclusivamente su indicazione del medico dell’igiene pubblica. Altrimenti non si può fare”.

D’Urso è intervenuto anche su una situazione che sta destando preoccupazione, in quanto colpisce una delle fasce più deboli ed a rischio della popolazione: “stiamo registrando casi positivi anche tra ospiti residenti nelle Rsa (case di riposo, ndr). Per questo ho aperto un’unità di crisi. Gli anziani ospiti delle residenze sanitarie assistite sono pazienti fragili e devono essere protetti”.

Proprio oggi il Comune di Bucine aveva comunicato, con un post su Facebook: “sabato 21 marzo abbiamo ricevuto comunicazione dell’esito positivo dell’unico tampone effettuato fino ad allora nella R.s.a di Bucine.
Si trattava di un degente del reparto cognitivo-comportamentale (piano 0).
Nella serata stessa del sabato sono stati effettuati 39 tamponi fra degenti e operatori del reparto.
Stamani abbiamo avuto la comunicazione ufficiale dell’esito e purtroppo si tratta di complessivi 30 casi positivi, 22 degenti e 8 operatori.
Gli operatori ed i familiari dei degenti sono già stati avvisati.
Già da sabato sera ho avuto contatti con la dirigenza Asl, il Prefetto e la Protezione civile ed ho chiesto che venissero messe in atto tutte le misure necessarie per tutelare sia i degenti che il personale dell’intera struttura, che è articolata su 3 piani per complessivi 83 ospiti, ed evitare che il contagio si estendesse agli altri 2 piani. Ho chiesto alla Cooperativa Giovani Valdarno, che gestisce la struttura, di attivare immediatamente tutte le misure necessarie per contenere il contagio. Già ieri pomeriggio ho avuto assicurazione dalla Asl che verrà effettuato il tampone a tutti gli altri degenti e a tutto il personale che opera nella struttura.
Per i dettagli sugli aspetti tecnici e sanitari circa le misure messe in atto seguirà una nota della Cooperativa Giovani Valdarno che gestisce la struttura.
Purtroppo questa pandemia sta stravolgendo la vita quotidiana della comunità e della R.s.a Fabbri Bicoli che è parte importante della storia di questo comune ed è risorsa essenziale per tutto il Valdarno. Un grazie infinito a tutti gli operatori che, pur in condizioni difficilissime, continuano ad assistere con dedizione e professionalità i nostri anziani”.

D’Urso ha terminato ribadendo l’appello: “restate a casa, per evitare la diffusione del contagio”.