Estate e Covid, tengono le attrazioni “di prossimità”

La pandemia fa riscoprire attrazioni “di prossimità”.

Soprattutto di sera gli aretini si dedicano ad un giro in centro e alla cena in qualche locale, nei tavolini all’aperto, con piazza Grande che ha azzardato il sorpasso su San Francesco.

Gli incassi non sono quelli post pandemia ma neppure tutto è fermo. Di mezzo c’è anche l’estate che consente di starsene fuori.

E poi ci sono le piscine. Che gli aretini non disdegnano affatto. Anzi. Come le montagne e le colline intorno alla città o in provincia, per godersi un po’ di fresco. Alla scoperta di luoghi forse mai conosciuti. Non mancano le proposte dalle varie associazioni di attività nella natura o alla ricerca delle tradizioni.

Questa estate forse può rappresentare un’occasione per apprezzare e frequentare la nostra realtà.

Nonostante ciò il turismo continua a leccarsi le ferite. Le presenze sono basse. Le spese tante e il blocco pesa ancora, come le limitazioni e la paura della gente per un virus che è in giro (nell’Aretino comunque i numeri continuano ad essere bassissimi e spesso a zero) unito alle tasche che, un po’ per tutti, non sono poi così piene.