Federfarma Arezzo : “Senza certezze sul rifornimento e sull’autenticità della documentazione, a rischio la distribuzione delle mascherine nelle Farmacie”

“Oltre al danno, la beffa: se non verremo messi nelle condizioni di poter distribuire le mascherine anticovid19 nelle condizioni di massima sicurezza, senza rischio di essere accusati rispetto alle veridicità delle certificazioni che ne attestano la conformità alle norme sanitarie europee, si prevede una grave criticità distributiva alla cittadinanza”.

Sono le parole esasperate del Presidente di Federfarma Arezzo, Roberto Giotti, di fronte alle denunce che i Titolari di Farmacia stanno subendo rispetto al fatto che sono state riscontrate delle irregolarità da parte dalla Guardia di Finanza, o anche da altre forze di polizia, nella certificazione delle mascherine distribuite, praticamente su tutto il territorio nazionale.

“Siamo i primi ad essere ben coscienti come operatori sanitari – spiega Giotti –  che l’immissione sul mercato di mascherine non idonee mette a serio repentaglio la sicurezza dei cittadini i quali, pensando di essere tutelati da tali dispositivi, si espongono al rischio epidemiologico.  Proprio per questi motivi la problematica della sicurezza rimane oggetto della nostra costante attenzione e proprio per questo noi utilizziamo soltanto mascherine che arrivano ai consueti Distributori con tutto il loro apparato di certificazione e il loro marchio CE”.

“Ma non possiamo certo verificare noi – insiste con forza Giotti – la correttezza e l’autenticità di questo marchio. La filiera a monte è molto lunga e ha dimensioni mondiali: abbiamo un produttore che è quasi sempre in Cina, o in altri Paesi Asiatici, un Importatore europeo, che può essere o non essere italiano, Grossisti o Cooperative di Farmacisti in Italia che attraverso i magazzini consegnano le mascherine presso la farmacia. E proprio alla farmacia arriva un prodotto che ha con sé sia il marchio CE di conformità europea, sia l’attestazione della avvenuta autorizzazione dell’ECM, istituita presso il Ministero della Salute. Sono documentazioni che devono essere comunque richieste ed ottenute dal Produttore, dall’Importatore e dal Grossista, che è poi il venditore di fiducia della Farmacia”.

“Una volta che il Farmacista ha verificato che le confezioni di mascherine hanno queste attestazioni – approfondisce Giotti – non ha nessun motivo di dubitare della loro corretta realizzazione, né motivo di dubitare della loro validità e autenticità. Per di più il Farmacista non avrebbe nessuna possibilità pratica di fare ulteriori verifiche rispetto alla conformità del prodotto, tanto è vero che egli non è, anche dal punto di vista normativo, il soggetto preposto dalla legge a verificare la regolarità delle documentazioni che accompagnano le confezioni: una volta che ha verificato la presenza del marchio CE e dell’autorizzazioni ECM il Farmacista può quindi mettere in commercio le mascherine. Se la documentazione stessa è stata artefatta o prodotta in maniera irregolare nel corso della filiera a monte questo il Farmacista non può certo saperlo né tanto meno controllarlo”.  Nessuna responsabilità è pertanto imputabile a lui risultando infine il medesimo solo “un a vittima” di quanto di scorretto può essere stato operato da altri.

“Noi vogliamo collaborare, come sempre, in tutte le forme che le Istituzioni preposte vorranno stabilire – garantisce il presidente di Federfarma Arezzo – per mettere a disposizione della popolazione mascherine sicure ed efficaci, e quindi chiediamo che i necessari controlli preventivi lungo la filiera da parte della Autorità ci mettano nelle condizioni di lavorare con tranquillità e sicurezza a tutela della Salute Pubblica.

Attualmente tra l’altro le Farmacie Private e Comunali si sono impegnate con molta difficoltà e disagi operativi a distribuire gratuitamente le mascherine della Regione Toscana denominate “Toscana 1”, purtroppo anch’esse non corredate della prescritta procedura di certificazione vigente E.C.M., ma accompagnate da una  attestazione semplicemente consultiva e comparativa dell’Università di Firenze che, secondo noi non può sostituire l’Ente per legge preposto alla certificazione.

 Siamo quindi stati pronti anche alla distribuzione gratuita, ma vogliamo lavorare sereni in un momento che certamente tale non è, e comunque invito tutti ad apprezzare lo sforzo davvero importante e di grande impatto sociale che le Farmacie hanno svolto in questa fase emergenziale senza risparmio, e continuano a svolgere tuttora,  a servizio del Cittadini, soprattutto quelli più in difficoltà, anche con la distribuzione gratuita dei farmaci al domicilio delle persone più in difficoltà come punta avanzata sul territorio del Servizio Sanitario Regionale”.

“Si deve mettere in piedi un sistema di sicurezza a 360° che garantisca l’operatività delle Farmacie rispetto a tutte queste problematiche, ed è per questo motivo che è assolutamente doveroso e urgente ottenere, ora, dalle Amministrazioni competenti, risposte certe e definitive e necessaria collaborazione concreta, affinché le Farmacie possano operare senza essere esposte inconsapevolmente a rischi di sanzioni amministrative e penali”.

“Infine vorrei segnalare – conclude Giotti – che al momento, in base all’Ordinanza del C.S. di Governo, che ha imposto per le mascherine chirurgiche un prezzo di vendita al consumatore finale pari a €0.50+22% di IVA (€0.61), si sta determinando una grave carenza di approvvigionamento delle stesse per i distributori intermedi e quindi anche e soprattutto per le Farmacie, che hanno già esaurito scorte precedenti, in quanto si è generata una seria criticità nella filiera di imputazione di costi di produzione e distribuzione di milioni di mascherine che si prevede vengano prodotte in Italia ma ancora assolutamente non sufficientemente disponibili”