Iannelli: “in Ps alto impatto emotivo e professionale. La paura di infettare i nostri familiari talvolta paralizza anche noi”

Giovanni Iannelli
Giovanni Iannelli

“Come è cambiata la situazione da quando è iniziata questa crisi, che non ha eguali nella storia della medicina moderna? In Pronto Soccorso abbiamo avuto una diminuzione molto alta dei flussi dei pazienti che arrivano – spiega il direttore del Ps del San Donato, Giovanni Iannelli.

Eravamo abituati a gestire dai 220 ai 250 pazienti al giorno, adesso non ne arrivano più di 60. Quindi, da un lato abbiamo una riduzione del carico di lavoro, dall’altro un impegno emotivo e professionale abbastanza alto per gestire pazienti, che dobbiamo considerare tutti possibili positivi.

Ci avviciniamo ovviamente con tutte le protezioni necessarie ed emotivamente, da un lato c’è il sentimento di svolgere un ruolo utile per la collettività, e questo ci gratifica, dall’altro tutti noi abbiamo famiglie e la paura di infettare la persone care, talvolta ci immobilizza. Abbiamo cercato di gestire questa cosa il più possibile, indossando dispositivi di sicurezza”.

E’ intervenuto anche l’infermiere coordinatore Susanna Pietrelli: “la situazione è completamente nuova. Tutto il personale si sta rimodulando con grande forza e disponibilità. L’impatto emotivo che ci coinvolge è importante, anche perchè i pazienti che dobbiamo accudire sono molto impegnativi. Mettiamo tutte le protezioni individuali. I familiari non possono accedere alla struttura, quindi stiamo in contatto con loro giorno e notte”.