“L’arte e il dramma della vita in Caravaggio”, se ne parlerà venerdì sera ore 21.00 Chiesa della Collegiata.

L’incontro, aperto a tutti, si terrà presso il Duomo di Castiglion Fiorentino

Una serata su Caravaggio è in programma venerdì sera ore 21.00 alla Chiesa della Collegiata a Castiglion Fiorentino. Su invito della Comunità castiglionese la professoressa Mariella Carlotti interverrà a questo incontro pubblico dal titolo “L’arte e il dramma della vita in Caravaggio”. L’incontro, aperto a tutti, si terrà presso il Duomo castiglionese, che, grazie alla sua maestosità, può ospitare gli intervenuti mantenendo le distanze di sicurezza dettate dall’emergenza Covid-19.

Vissuto a cavallo di due secoli (XVI e XVII), Michelangelo Merisi (1571-1610) detto il Caravaggio fu erede della tradizione cinquecentesca e, contemporaneamente, aprì una nuova vita all’arte. La sua evoluzione artistica si racchiude in circa quindici anni di attività, durante i quali si registrano continui e sostanziali mutamenti stilistici.

Caravaggio affrontò l’impegno nella pittura con lo stesso impeto e coinvolgimento con cui fronteggiò la vita stessa. Tema della sua pittura fu la realtà drammatica in cui vive l’uomo, espressa con un linguaggio in cui protagonista assoluto è il gioco di luci ed ombre.


Nel dipinto rappresentante la Vocazione di San Matteo (locandina) il racconto è immerso nella realtà del tempo, con personaggi con abiti moderni. La luce è l’elemento caratterizzante l’intera opera. E’ una luce soffusa che entra da una finestra fuori scena sulla sinistra illuminando il braccio del Cristo che emerge dall’ombra sulla destra. Il taglio della luce conduce l’occhio dello spettatore da destra verso sinistra, dal gruppo di personaggi al gesto di Cristo.