Nell’Aretino ingressi occupazionali al -45%

Le previsioni occupazionali dell’Indagine Excelsior: in Italia, tre imprese su quattro hanno mantenuto stabile il numero dei propri occupati nei primi sei mesi del 2020; in provincia di Arezzo gli ingressi occupazionali scendono del 45% rispetto allo stesso periodo del 2019.

In attesa dell’autunno, vero banco di prova per le prospettive di recupero e di ripresa dell’economia nazionale, sono disponibili, grazie alle indagini Excelsior condotte da Unioncamere in collaborazione con ANPAL alcuni importanti indicatori riguardanti il mercato del lavoro.

La prima rilevazione, effettuata nel mese di giugno 2020, è quella relativa all’emergenza Covid 19: in Italia tre imprese su quattro hanno mantenuto stabile il numero dei propri occupati nei primi sei mesi del 2020. Circa 290mila invece, pari al 21,3% delle aziende italiane con dipendenti, hanno dovuto ridurre i livelli occupazionali mentre altre 36mila (il 2,6%) li hanno aumentati. Dai dati emerge, quindi, un saldo negativo tra imprese che hanno ridotto e imprese che hanno aumentato il numero dei propri dipendenti pari al -18,7 (con un massimo di -22,7 punti per le imprese con 10-49 dipendenti).

“In provincia di Arezzo –sottolinea Massimo Guasconi, Presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena- il dato è migliore rispetto a quello nazionale. Nei primi sei mesi dell’anno, l’80,2% delle imprese ha avuto un andamento occupazionale stazionario, il 18,8% ha avuto riduzioni di personale mentre l’1% ha aumentato i propri occupati. Un valore che ovviamente presenta numeri differente a seconda del settore (ad esempio alcuni comparti industriali hanno un andamento stazionario percentualmente superiore al 95% mentre nel turismo il dato crolla al 54%). Anche nella nostra provincia, come a livello nazionale, il dato è più positivo per le imprese esportatrici e, sia pure con dati percentuali inferiori a quelli nazionali, per le imprese già dotate di piani integrati di digitalizzazione, rispetto alle imprese non ancora digitalizzate.”

“La prima risposta all’attuale situazione di crisi le imprese la possono quindi trovare –prosegue Guasconi- proprio nell’accelerazione dei processi di digitalizzazione: soluzioni digitali per una innovativa organizzazione del lavoro e delle relazioni con clienti e fornitori; reti digitali integrate favorite anche da una maggiore diffusione del cloud, internet ad alta velocità e tecnologie IoT. Si prevedono in ogni caso tempi lunghi per la ripresa: il 57,5% delle imprese aretine stima che la propria attività potrà tornare ai livelli pre-crisi non prima di giugno 2021; mentre solo il 6,7% vede più vicino, tra luglio e ottobre, il ritorno ad una situazione accettabile ed il 31,6% traguardano tale obiettivo per fine del 2020. Infine la domanda di liquidità, le aziende aretine che hanno richiesto un finanziamento utilizzando le misure del cosiddetto “decreto Liquidità” sono il 42,7% mentre il 26,5% hanno richiesto altre forme di finanziamento (credito bancario, prestiti e finanziamenti regionali, ecc. .)E sarà la presenza di possibili futuri problemi di liquidita a pesare sulla gestione operativa delle imprese e a condizionare maggiormente , assieme ovviamente alla crescita degli ordinativi, la ripresa delle nostre aziende.”

Ma anche in una situazione così difficile, proseguono, sia pure a ritmo molto più ridotto, le assunzioni da parte delle imprese del territorio.

“Il report trimestrale Excelsior – evidenzia Marco Randellini, Segretario Generale della Camera di Commercio di Arezzo-Siena- prevede, per il periodo luglio-settembre 2020, 2.820 entrate programmate. Rispetto allo stesso periodo del 2019 la riduzione è rilevante, pari a – 45%, ma si tratta ovviamente di un dato ampiamente atteso, visto il cima di incertezza che ancora condiziona i piani occupazionali delle imprese e visto anche che, in questo periodo negli scorsi anni, molte offerte di lavoro provenivano dal comparto del turismo che oggi è tra quelli più in sofferenza. Nel mese di luglio comunque sono state previste 910 assunzioni (contro le quasi 1.800 del luglio 2019). Si tratta per il 18 %, di assunzioni con contratto a tempo indeterminato (erano il 21% un anno fa) mentre il restante 82 % è con contratti a termine. Le imprese che prevedono assunzioni sono pari all’8 % del totale (erano il 12% nel 2019).”

“Le entrate previste- prosegue Randellini – si concentreranno nel 72 % dei casi nelle imprese con meno di 50 dipendenti e nei settori dei servizi di ristorazione e di alloggio, nei servizi alle persone e nel commercio. Per quanto concerne le difficoltà di reperimento, queste riguardano complessivamente il 35% delle assunzioni (in aumento di 3 punti percentuali rispetto al 2019), ma per alcune figure professionali il mismatch diventa molto più importante e supera spesso la metà di quelle previste. Questo vale soprattutto per la ricerca degli operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici e degli operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche Per una quota pari al 31% le assunzioni interesseranno giovani con meno di 30 anni ed una quota del 10 % sarà destinata a personale laureato. Il Rapporto Excelsior conferma quindi, anche per la nostra realtà, il dato ISTAT sugli occupati diffuso ieri che evidenzia come, prosegua a giugno, sia pure a ritmo molto meno sostenuto rispetto ai precedenti mesi, la diminuzione dell’occupazione e la crescita del numero di persone in cerca di lavoro, a fronte di un calo dell’inattività. E’ comunque positiva la costante crescita registrata del numero di ore lavorate pro capite: si tratta di un importante segnale di fiducia del sistema imprenditoriale verso una più rapida e più sostenuta ripresa del nostro sistema economico”.