Pd: “mezzo milione di euro al Comune: coinvolgere il volontariato, convocare il Consiglio”

Dichiarazione dei Segretari provinciale e comunale del Pd, Francesco Ruscelli e Alessandro Caneschi

“La recente ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri ha messo a disposizione dei Comuni italiani 400 milioni di euro per buoni spesa nonché per acquisto di generi alimentari e prodotti di prima necessità. Ai Comuni della provincia di Arezzo arriveranno 1 milione e 800mila euro, di cui oltre 525mila a quello del capoluogo.

Quello del Governo Conte è un primo e importante sostegno per frenare l’emergenza economica. Adesso si tratta non solo di distribuire buoni spesa e generi di prima necessità ma, anche e soprattutto, di costruire una forte e stabile rete sociale.

Chiediamo quindi al Presidente del Consiglio comunale, Alessio Mattesini, di inserire questo argomento all’ordine del giorno della conferenza dei capigruppo che si terrà on line venerdì. Fondamentale è il coinvolgimento dei soggetti sociali, in primo luogo Caritas e volontariato, che da sempre sono in prima linea contro la povertà e che meglio di ogni altro conoscono la situazione.

Sarebbe anche opportuno il coinvolgimento del sistema economico e delle organizzazioni sindacali per invitare in modo particolare la grande distribuzione ad essere coprotagonista di questo progetto di solidarietà. Risorse nazionali, risorse regionali e locali potrebbero quindi alimentare questo grande sforzo che potrebbe trovare un momento di sintesi nella prima seduta del Consiglio che abbiamo già sollecitato. Un Consiglio nel quale il Pd ribadirà le proposte formulate nei giorni scorsi dal capogruppo Luciano Ralli: sospendere immediatamente i pagamenti di tasse e imposte comunali; “spalmare” quanto dovuto in più rate per un tempo adeguato; chiedere a Nuove Acque ed Estra, di adottare lo stesso comportamento; discutere con Camera di Commercio, categorie economiche e sistema bancario la possibilità di uno stop al pagamento dei mutui, con un intervento di sostegno di natura pubblica perlomeno per la quota interessi. Ed infine promuovere la riconversione produttiva delle aziende tessili disponibili per produrre mascherine”.