Utilizzare il plasma iperimmune dei pazienti guariti per curare quelli affetti da Coronavirus? questo il protocollo sperimentale avviato al policlinico San Matteo di Pavia

Questi giorni di fermo forzato ci danno l’ opportunità di fermarci, e anche quella di soffermarci a studiare. 

Utilizzare il plasma iperimmune dei pazienti guariti per curare quelli affetti da Coronavirus. 

È questo l’obiettivo del protocollo sperimentale che è stato avviato nei giorni scorsi al policlinico San Matteo di Pavia.

Una procedura utilizzata già nel 2014 per debellare il virus Ebola. 

Ce ne da notizia il Presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola 

Cosa prevede lo studio sperimentale in corso a Pavia? 

Grazie alla procedura di plasmaferesi, il plasma viene prelevato dai pazienti la cui guarigione dal Coronavirus sia stata accertata da due tamponi con esito negativo effettuati nei due giorni successivi alla donazione. 

Quali sono i presupposti scientifici dello studio? 

Il motivo del prelievo è dato dagli anticorpi che, nei pazienti in questione, hanno sviluppato durante il periodo della malattia 

una volta prelevato, il plasma viene infuso nei pazienti con sintomi, ricoverati in terapia intensiva

Tre, da circa 250-300 ml, sono le trasfusioni di plasma a cui verranno sottoposti i pazienti in cinque giorni. 

Lo studio in corso a Pavia è un’ulteriore dimostrazione dell’impegno che il mondo della ricerca sta attuando per trovare terapie contro il Coronavirus Tuttavia è bene ricordare che si tratta di una fase sperimentale, quindi occorre cautela prima di sbilanciarsi nel riconoscerne l’assoluta affidabilità. 

La conferma è che il Plasma è prezioso. 

La risposta dei donatori agli appelli di quest’ultimo periodo è stata straordinaria, anche ad Arezzo 

Continuare a prenotare le donazioni, anche del plasma, è importante non solo per garantire nuove sperimentazioni, ma anche per assicurare produzione di farmaci salvavita per migliaia di pazienti. 

La trasfusione di plasma ai pazienti è solo un primo passo iniziale: la vera sfida sarà produrre immunoglobuline in plasma con procedura industriale, che possano essere utilizzate come terapie, ma soprattutto come profilassi per pazienti fragili o con immunodeficienze o malattie oncologiche. 

Una sfida che vedrà impegnati tutti gli attori scientifici e della ricerca: l’Italia ha dimostrato di avere gli strumenti e le capacità, ma anche l’associazione sul territorio». 

Stiamo a casa, ce la faremo 

Dr Antonio Guida Presidente AVIS Comunale di Arezzo
Fonte di informazione
https://www.avis.it/2020/03/30/coronavirus-a-pavia-la-sperimentazione-con-il-plasma-iperimmune-briola-la- vera-sfida-sara-produrre-immunoglobuline-specifiche/