Arezzo “capitale delle buche”: l’interrogazione popolare di Demos

Quanto dureranno le toppe? Quando si sfarineranno alle prime intemperie? Tante toppe, troppe buche nelle strade malmesse di Arezzo, non curate dalla manutenzione comunale.

AREZZO. È uno spiazzo largo, dietro l’edicola di via Alfieri, a lato della ciclabile bluff, il parcheggio pieno di buche, vi trovano posto camper, auto, perfino quelle bianche del Comune di Arezzo ma le buche si fanno sempre più grandi, periferia dimenticata, come la manutenzione del vicino parco che potrebbe essere vanto di una intera città.

È una piccola traversa del quartiere Giotto, collega la trafficata via Pietro Lorenzetti a via Ristoro d’Arezzo, intitolata a due grandi scultori appartenenti alla storia dell’arte italiana, strada aretina di quella zona che, almeno un tempo, era quartiere “alto” della città di Guido Monaco. Era in condizioni disastrose, piena di buche, meritava una manutenzione vera, radicale e invece qualche pala di bitume e ora le toppe la fanno da padrone in via Giovanni e Nicola Pisano.

Quanto dureranno le toppe? Quando si sfarineranno alle prime intemperie? Tante toppe, troppe buche nelle strade malmesse di Arezzo, non curate dalla manutenzione comunale.

L’Osservatorio DEMOS ha posto l’attenzione, nella recente riunione di studio e riflessione per programmare l’anno sociale 2022, su manutenzione e decoro della città di Arezzo:
Da tempo sollecitiamo le amministrazioni che si sono succedute in questi ultimi anni a porre una specifica attenzione in centro e in periferia allo stato delle antiche e nuove strade cittadine. La relazione manutenzione e decoro della città è fondamentale per quella società del Ben Essere che è finalità di DEMOS per lo sviluppo sociale, civile, culturale della comunità aretina, in breve le ragioni fondative, 21 anni fa, dell’Osservatorio dei cattolici democratici di Arezzo.

Scriviamo di manutenzione, sollecitiamo manutenzione, perché vogliamo bene ad Arezzo, ai suoi cittadini, ci teniamo ai diritti di cittadinanza. Il decoro è uno dei tratti decisivi per il nostro progetto di Arezzo Capitale italiana della Cultura. Un progetto di lunga durata, non abbandonato, non dimenticato, che sollecita, pungola le migliori energie di una città che intende andare oltre le “mura”, che non vuole rimanere chiusa, che metta a frutto le sue radici storiche e culturali, progettando presente e futuro della Città dei Grandi.

Non si può esaurire la candidatura di Arezzo Capitale una frettolosa strumentalizzazione da campagna elettorale! Questo nostro progetto deve crescere nell’ambito di un grande confronto tra tutte le forze sociali e produttive che vogliono investire davvero su Arezzo, deve superare gli scetticismi riottosi e i cinismi dei soloni di turno, può e deve diventare uno dei propellenti positivi per una nuova alleanza civile e sociale aretina.

Il decoro è essenziale per la Bell’Arezzo.Tante strade tra toppe e buche non sono un bel biglietto da visita per la candidatura di Arezzo Capitale.
Oggi più che mai c’è bisogno di manutenzione. Tempo fa un cittadino acuto scrisse alle agenzie di Arezzo “capitale delle buche”. Al di là dell’ironia, non aveva tutti i torti. Gli amici di DEMOS la prendono come una conferma alla loro sollecitazione.
La manutenzione è una priorità amministrativa, la cura delle antiche e nuove vie è scelta di sicurezza e decoro. Troppe buche ad Arezzo, troppe toppe di asfalto che si sfarina subito.

Siamo partiti da un’area del Tortaia e da una piccola traversa del quartiere Giotto, dal parcheggio che costeggia via Alfieri e da via Giovanni e Nicola Pisano, per richiamare attenzioni e cure per le strade di Arezzo e della sua comunità.
Iniziamo così, con questo nuovo strumento comunicativo, l’Interrogazione popolare, nel segno della partecipazione civile e della sollecitudine sociale.
Fai manutenzione e fai decoro, Arezzo lavora per realizzare il SOGNO di Capitale italiana della Cultura, mai più buche, mai città capitale delle buche”.