Case popolari: “illogico eliminare il criterio dei 5 anni di residenza per la loro assegnazione”

Monica Manneschi
Monica Manneschi

Nota dell’assessore Monica Manneschi

La paventata modifica legislativa che la Regione Toscana sta per adottare sui criteri di assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica si traduce in una scelta discutibile e frettolosa.

Per la Lega, lo ha ricordato peraltro il sottosegretario Tiziana Nisini, è stata una battaglia importante rivedere gli accessi alle case popolari premiando l’anzianità di residenza. Quello dei cinque anni, ci è sembrato un arco temporale ragionevole per riconoscere chi ha radici in un territorio, ha contribuito alla sua crescita economica e al gettito fiscale.

In secondo luogo, il criterio suddetto consente di mettere in luce un tema di fondo della società attuale e prendere atto che sono emerse nuove povertà che coinvolgono nostri concittadini. Come persone a cui è stata assegnata responsabilità politica dobbiamo essere capaci di dare risposte a questi problemi e urgenze sopravvenute.

Eliminare, dunque, la residenza quinquennale e permettere la partecipazione ai bandi sostanzialmente a chiunque, senza preoccuparsi delle ricadute pratiche di una decisione del genere, è un modo per rinnegare un pratica di equità, che ha dato buoni frutti e favorito il riequilibrio della situazione tra aretini e non. È inoltre un modo per contraddirsi, visto che nel 2019, solo due anni fa, chi governava la Toscana aveva approvato una legge dove lo stesso criterio veniva mantenuto.