“Come una specie di sorriso”: la Casa di Emma riapre dopo la pandemia

Venerdì 25 giugno, presso Farneta, la casa-famiglia ospiterà il suddetto evento durante il quale il gruppo musicale "De André e la Filosofia" inscenerà la poetica e la musica di Faber, nonché le riflessioni dei ragazzi appartenenti all'orfanotrofio sulle sue canzoni.

Venerdì 25 giugno, alla Casa di Emma di Farneta, si terrà l’evento culturale “Come una specie di sorriso”: grazie all’Associazione MCD, alla Cooperativa l’Albero e la Rua, alla Proloco di Farneta e al Comune di Bibbiena, si tratta del primo vero evento che dopo un anno e mezzo di pandemia apre le porte della casa famiglia al paese e alla comunità.

“De André e la Filosofia”, il gruppo musicale che ha lavorato con i ragazzi grazie al professor Simone Zacchini, porteranno in scena la poetica e la musica di De André, ma soprattutto le  riflessioni di questi ragazzi sulle canzoni del Maestro dopo un lavoro svolto direttamente con il professore.

Ma cosa fa e come lavora la Casa di Emma? Di seguito alcune parole della responsabile Chiara Fabbri: “E’ una casa per minori accreditata dai 2 fino a 18 anni. Attualmente ospita 8 minori dagli 11 ai 18 anni. Adesso che è finita la scuola stiamo organizzando una serie di attività per riprenderci un po’ di normalità. Questi ragazzi hanno bisogno di socializzare e di sentirsi parte del luogo. Attualmente gli operatori che lavorano nella casa-famiglia sono 6, mentre tantissimi sono i volontari che ci danno una mano sia in forma associazionistica – per esempio Agnese con noi e Casentino senza Frontiere – che singoli”.

Simone Zacchini, membro del gruppo “De André e la filosofia” e docente di Filosofia della Cura all’Università di Siena, ha incontrato Francesco Tinti, membro dell’Associazione MCD nonché consigliere della Cooperativa l’Albero e la Rua, in occasione di un’esperienza culturale in carcere e da qui è nata l’idea di un lavoro nella casa-famiglia.

Francesco Frenos, Assessore al sociale, racconta così il progetto della Casa famiglia, il cui nome è ispirato ad Emma Perodi che la tradizione vuole abbia sostato proprio nei locali in cui oggi ci sono i ragazzi: “Già nei primi incontri per la realizzazione della casa-famiglia, i punti emersi con forza, furono proprio quelli relativi all’integrazione dei ragazzi nella comunità. I tantissimi volontari che si sono avvicinati nel tempo alla struttura, sono il segno di una comunità attiva che sente forte il senso di accoglienza. Sono stati loro, in supporto agli operatori, ad iniziare questa grande e necessaria opera di integrazione e contatto. L’evento di venerdì sarà il primo vero atto di apertura, in cui il paese e la comunità entreranno all’interno della casa in un gesto di condivisione e conoscenza. Al centro di tutto c’è il benessere dei ragazzi, al centro di tutto c’è il futuro di queste persone che devono trovare, anche nella comunità circostante, un punto di appoggio per ricominciare”.

La prenotazione all’evento, che avverrà all’aperto nel rispetto di tutte le regole sanitarie anti Covid-19, è obbligatoria alla seguente mail: [email protected]

Il ricavato della serata, invece, andrà a sostenere i progetti della casa famiglia.