Consiglio Comunale: approvata la modifica del regolamento edilizio

La realizzazione del cappotto termico aggettante su spazio pubblico o di uso pubblico avverrà a titolo gratuito

Federico Scapecchi
Federico Scapecchi

Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità su proposta dell’assessore Francesca Lucherini la delibera, integrata da due emendamenti, uno di Roberto Severi di Fratelli d’Italia e uno di Alessandro Caneschi del Pd, che modifica il regolamento edilizio prendendo spunto dall’introduzione a livello nazionale della detrazione fiscale del 110% e dalla volontà di agevolare il lavoro dei professionisti e di dare seguito all’atto d’indirizzo approvato dal Consiglio Comunale lo scorso 2 aprile su proposta di Fratelli d’Italia.

L’intento è sottoporre a determinate condizioni gli interventi di isolamento degli edifici nei casi in cui il cosiddetto “cappotto termico”, aumentando lo spessore dei fabbricati oltre i 5 centimetri previsti dall’attuale regolamento, comporti l’occupazione di spazi di proprietà pubblica o a uso pubblico. Occorrerà dimostrare l’assenza di soluzioni alternative praticabili quali, a titolo esemplificativo, il cappotto interno o l’utilizzo di microresine.

Il cappotto termico potrà essere realizzato fino a terra sull’intera facciata dell’edificio, lo spessore massimo consentito sarà di 17 centimetri compresi intonaci e finiture. Inoltre, dovranno essere sempre dimostrate e garantite l’accessibilità dei marciapiedi ai pedoni e la sicurezza della circolazione veicolare.

La realizzazione del cappotto termico aggettante su spazio pubblico o di uso pubblico avverrà a titolo gratuito, anche in relazione all’interesse d’incentivare tecniche di edilizia sostenibile e pertanto non comporterà l’applicazione del Cosap. In presenza di segnaletica, cartellonistica ed eventuali corpi illuminanti ancorati sulla parete dell’edificio dovrà esser garantito il permanere dei medesimi nella originaria posizione. In presenza di insegne dovrà essere acquisito il preventivo assenso dei soggetti interessati. Occorreranno ulteriori nulla osta qualora i lavori coinvolgano le reti di cui si avvalgono i soggetti gestori di pubblici servizi.

“Basterà la convocazione di un’unica conferenza dei servizi per ottenere tutti questi parere – ha sottolineato Francesca Lucherini – e questo al fine di snellire le procedure e venire incontro alle richieste dei professionisti”.