Il sottosegretario Sibilia vuole il ‘super green pass’: “Partire già a dicembre”

Mentre l’Italia è alle prese con un nuovo aumento dei casi di Covid-19, con le nuove infezioni che hanno sfondato per due giorni di seguito i 10mila nuovi contagi, la politica si interroga su come frenare la nuova ondata. Se il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha annunciato che verranno anticipati i tempi della somministrazione della terza dose, le Regioni vogliono chiedere al Governo che, in caso di nuove restrizioni, queste siano rivolte solo ai non vaccinati.

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Si fa strada anche l’idea di un ‘super green pass‘, che sul modello dell’Austria – che ha appena annunciato un nuovo lockdown generale – e della Germania, permetta ai vaccinati e ai guariti dal Covid-19 di svolgere attività precluse a chi ha scelto di non immunizzarsi. Il green pass da tampone potrebbe restare valido solo per lavorare e svolgere altre attività considerate essenziali. Infatti, dato che il certificato verde è obbligatorio dal 15 ottobre per tutti i lavoratori, chiedere il green pass rafforzato per entrare sul posto di lavoro equivarrebbe a introdurre l’obbligo di vaccino.

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Una strada che convince il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia è quella di procedere subito con il ‘super green pass’ per non penalizzare le attività produttive e chi si è sottoposto al vaccino, definito dal presidente della Repubblica “un dovere civico e morale“. Per Sibilia, “il confronto tra i decessi di novembre 2020 e 2021 è chiaro: i vaccini stanno salvando tante vite. Ed è necessario evitare che la situazione precipiti come in altri Paesi Ue. Vanno ascoltati subito i presidenti di Regione e il green pass va rafforzato già ad inizio dicembre“, spiega il sottosegretario sui social network.

Agenzia DIRE
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