Metodo Montessori: il successo dei servizi educativi gestiti dall’Unione dei Comuni Montani del Casentino

L'Assessore al Sociale Valentina Calbi: "Nonostante la pandemia, l’incertezza e la paura delle famiglie, stiamo registrando dei numeri di iscritti davvero buoni, con grande soddisfazione degli educatori e di tutta la macchina organizzativa".

In un solo anno sono quasi raddoppiati gli iscritti ai servizi educativi gestiti dall’Unione dei Comuni Montani del Casentino che oggi sono oltre 80, con un aumento di frequenza negli asili nido pari al +26%. Merito della qualità dei servizi offerti ma anche della massima sicurezza garantita, con i protocolli anti-Covid seguiti con molta precisione.

Quello dei nidi e dei poli 0-6 è un vero e proprio supporto alle famiglie che anche nei luoghi più marginali, in cui i numeri di certo non aiutano, possono contare su scuole all’avanguardia. Grazie alla Strategia delle Aree Interne, in Casentino negli ultimi 3 anni è stato aperto il polo scolastico 0-6, con due sezioni a Chitignano e Chiusi della Verna, in cui si offre continuità educativa dalla nascita ai 6 anni. I comuni di Chitignano e Chiusi della Verna così, attraverso metodi nuovi, hanno potuto salvaguardare servizi essenziali per le famiglie del territorio.

“I servizi educativi sono senza ombra di dubbio il nostro fiore all’occhiello – ha spiegato Eleonora Ducci, presidente dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino – i numeri di iscritti in continua crescita sono il risultato di un importante lavoro di programmazione, elemento centrale nell’organizzazione delle attività e dell’ambiente del nido. Le nostre scuole puntano alla conquista dell’autonomia e allo sviluppo delle abilità dei bambini passando dalla sfera sensoriale a quella motoria e linguistica. Offriamo tante attività, anche all’aperto, e le famiglie apprezzano molto i risultati che i nostri educatori riescono a raggiungere, seguendo modelli innovativi e aggiornati”.

All’interno dei nidi vengono presentati laboratori a potenziamento della programmazione come ad esempio laboratori di lettura, strutturati sull’esperienza progettuale della Regione del progetto “Leggere Forte!”, in cui vengono di volta in volta affrontati argomenti diversi come, ad esempio, i temi legati all’intercultura; laboratori di lingua che consentono ai bambini di sperimentare il viaggio attraverso la nuova lingua con l’aiuto di un pupazzo per rendere l’apprendimento di parole e canzoni diverse e laboratori di musica dove i bambini sperimentano il movimento del proprio corpo favorendo il coordinamento insieme all’utilizzo di oggetti, suoni e musica. Ma anche l’educazione all’aperto rimane uno dei punti chiave dei servizi, poiché la natura e gli ambienti esterni sono considerati contesti di esperienze privilegiati per i bambini, luoghi di amplificazione delle possibilità di interazione e relazione con gli altri, di movimento del corpo, dio spazio e tempo disteso che stimola il pensiero creativo e divergente, di osservazione e di scoperta degli elementi del mondo circostante e delle sue trasformazioni.

“I servizi educativi gestiti dall’Unione dei Comuni sono un punto di riferimento nel panorama regionale – ha dichiarato l’assessore al sociale Valentina Calbi – nonostante la pandemia, l’incertezza e la paura delle famiglie, stiamo registrando dei numeri di iscritti davvero buoni, con grande soddisfazione degli educatori e di tutta la macchina organizzativa che con sacrificio è riuscita a rimanere in piedi i nidi rispettando al massimo i protocolli di sicurezza. Il personale è tutto munito di Green Pass e i bambini sono suddivisi in “bolle” in modo da limitare al minimo i contatti e il rischio quarantene. Ci auguriamo di tornare al più presto alla normalità e di continuare a crescere”.