Ricoverato nel reparto Covid alle Molinette di Torino ma negativo al virus: lettera alla redazione

Salviamoci la pelle cantava qualche ano fa Ligabue.
“Salviamoci la pelle che, bella o brutta, è quella lì. Rendiamola unica. Tu tieni botta” ci ricordava il cantautore di Correggio.
Viviamo in una società distopica.

Una comunità dissociata cognitivamente che vive una realtà prevalentemente immaginaria, rappresentata come spaventosa, ed impegnata quotidianamente a rinnegare pure le evidenze.

Una società nella quale nessuno vorrebbe mai vivere, spinta alla redenzione attraverso il siero benedetto, il Santo Gral del nuovo Millennio.
Eppure a ben osservare la società nella quale nessuno vorrebbe mai vivere è già qui, sotto i nostri occhi e la stiamo pian piano accettando, interiorizzando, giustificando ogni comportamento da parte di un potere tanto tracotante quanto interessato a tutt’altro che la salute pubblica.

Scrive oggi alla redazione un ingegnere meccanico di Torino.

“Questa notte mio suocero ha avuto febbre alta e dolori diffusi, da alcuni giorni aveva febbre e dolore ai reni.
Gli capita spesso per alcune patologie pregresse ma stanotte ha chiamato la guardia medica che ha dichiarato avesse il Covid ed ha decretato il ricovero d’urgenza.

Lui si è opposto con tutte le forze che aveva, aggrappandosi perfino alla sedia e dichiarandosi disposto a firmare qualunque scarico di responsabilità ma gli è stato detto che non essendo vaccinato, aveva sicuramente il Covid e lo avrebbero portato via comunque con tutta la sedia.

Per alcune ore non si è più saputo dove fosse, mio cognato ha fatto il giro degli ospedali e alla fine lo ha trovato alle Molinette, nel reparto Covid.
Non so ancora come ma è riuscito a fargli fare un tampone, che è risultato negativo e alla fine a farlo spostare nel reparto di competenza, dato che ha una infezione alle vie renali (non ho capito con esattezza), comunque non ha il Covid.

Con le difese immunitarie a zero a causa dell’infezione in atto, è stato alcune ore in un reparto Covid, esposto a non si sa ancora cosa.
Poi ci si stupisce che la gente muoia.

In ogni caso se mio cognato fosse stato inerte, probabilmente mio suocero sarebbe stato curato per una patologia errata con chissà quali conseguenze e messo nelle statistiche fra i casi di Covid”.

La parola giusta allora non è aggressione ma resistenza.
Esiste una bellissima immagine nella filosofia taoista wu-wei: “l’uomo che cerca di risalire la corrente tempestosa del fiume farà una fatica enorme ed alla fine avrà percorso pochissima strada se non rischiato di cadere e di annegare. Se invece l’uomo nel momento di difficoltà sta fermo con le gambe ben piantate sul fondo e lascia che sia l’acqua a scorrergli attorno, non farà nessuna fatica e otterrà comunque il risultato desiderato”.
L’umanità si divide da sempre in gruppi.

Oggi come ieri un gruppo è obbediente e fedele al sistema.
Uno si ribella arrabbiato ed in lotta contro il sistema.
Un terzo di persone libere nell’animo, consapevole e amorevoli, sta imparando invece ad organizzarsi e a costruire una buona vita a prescindere dai primi due gruppi e dal sistema.
Riconosce la distopia e rifugge dalla narrazione ufficiale.
Dobbiamo scegliere dove mettere le nostre energie.
Adesso!