Sabato a Moggiona lo spettacolo “Paolo dei lupi”

E' liberamente ispirato alla vita di Paolo Barrasso, biologo e poeta nel parco nazionale delle Foreste casentinesi

Lo spettacolo trae ispirazione dalla vita del biologo e poeta Paolo Barrasso, che partecipò, negli anni ’70, al primo progetto per la salvaguardia del lupo appenninico in Italia: l’ “Operazione San Francesco”, promossa dal WWF Italia.

Per la regia di Roberto Anglisani, scritto e interpretato da Francesca Camilla D’Amico, è una produzione Bradamante Teatro/Florian Metateatro, realizzata con il sostegno di Oikos-residenza per artisti (Pescara, Città Sant’Angelo-PE), Montagne racconta (Montagne, Treville -TN) e la Residenza multidisciplinare della Bassa Sabina Terrarte 2019 (Montopoli, Poggio Mirteto, Salisano – RI).

In un tempo non molto lontano, nella natura selvaggia degli Appennini, di lupi ce n’erano rimasti pochi. Paolo, un giovane biologo, viene mandato tra quelle montagne per studiarli. Lo attendono notti all’addiaccio, sveglie all’ora dei gufi, attese e batticuori, ululati e sguardi selvatici.
In paese c’è Simone, un bambino cresciuto con le storie del nonno sul lupo cattivo. Quando incontra Paolo non smette di pensare ai lupi e vuole conoscere la verità su di loro. Questa è nel bosco, dove la natura compie i suoi riti, dove si incontrano gli sguardi di due lupi, Fratello e Lama bianca; dove nascono i cuccioli, nella tana sotto il grande faggio. Può l’uomo restituire alla natura quello che le è stato sottratto? Possono umani e lupi convivere pacificamente?
Un sogno nasce allora tra le poesie di quel biologo, nel ritorno dei cervi, nei lupi che si riprendono l’Appennino.

L’uomo ha sempre avuto un rapporto di repulsa e attrazione con il lupo. Non è un caso che sterminata sia la letteratura di ogni tempo, non solo quella per ragazzi che, a partire da questa relazione abivalente, ha costruito storie di grande successo. Il Parco, interpretando il ruolo che la normativa nazionale ed europea gli assegna nel campo della conservazione, lavora su due registri: da una parte cerca di ridurre al minimo i conflitti con le attività dell’uomo – con il sostegno, la formazione e gli indennizzi – e dall’altra valorizza, ai fini della sensibilizzazione ambientale e delle ricadute turistiche, la conoscenza di questo straordinario predatore” – Luca Santini, presidente del Parco.

Le poesie di Paolo Barrasso sono gentilmente concesse dalla famiglia.

Le scene sono firmate da William Santoleri, il disegno luci da Renato Barattucci.
La canzone originale, “Brother Wolf”, è di Hannah Fredsgaard-Jones.