Sanità, Veneri (Fdi): “Si rafforzano i Pronto soccorso sguarnendo i reparti ospedalieri”

Il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia critica la delibera 657 della Giunta regionale, adottata anche dall’Asl ad Arezzo e provincia, che ha previsto la necessità di supportare l’attività dei pronto soccorso toscani con medici provenienti da altri reparti ospedalieri

Gabriele Veneri
Gabriele Veneri

Arezzo – “Come al solito l’incapacità gestionale viene fatta pagare ai cittadini! Si rafforzano i Pronto soccorso sguarnendo i reparti ospedalieri di Chirurgia e Medicina. Reparti che, comunque, erano già in affanno visto che, durante la fase più acuta della pandemia, avevano sospeso le loro attività per dedicarsi alle cure Covid”.

Lo dichiara il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Gabriele Veneri, che critica la delibera 657 della Giunta regionale, adottata anche dall’Asl ad Arezzo e provincia, che ha previsto la necessità di supportare l’attività dei Pronto soccorso toscani con medici provenienti da altri reparti ospedalieri (discipline equipollenti alla Medicina d’urgenza, in particolare Medicina Interna, Geriatria e Chirurgia Generale).

Quello che l’Asl ha presentato come una riorganizzazione ed un gioco di squadra è frutto invece di un’incapacità gestionale e dei tagli scriteriati compiuti negli anni. Sono queste le cause che hanno portato all’attuale, grave carenza di medici (nei pronto soccorso mancano la bellezza di 200 camici bianchi!) che non sono stati formati -sottolinea VeneriSi deve ritornare ad una dimensione più territoriale della sanità toscana, più vicina alle esigenze dei territori e delle persone. Dovremo cercare di andare verso Usl provinciali. Auspichiamo che Arezzo torni un Usl provinciale e che sia il progetto pilota, sperimentale per far fare marcia indietro a tutta la Toscana. La mala gestione del sistema sanitario ha fatto sì che si tagliassero servizi essenziali negli ospedali di vallata, ma non solo perché anche il San Donato di Arezzo, ospedale di riferimento per i cittadini dell’intera provincia, sconta una grave carenza di personale medico e infermieristico.”

La scelta della Regione Toscana sta agitando il mondo ospedaliero che ritiene si possa correre il rischio di destabilizzare l’organizzazione delle altre discipline, che si sguarnirebbero di personale medico. I pronto soccorso, come sostengono gli stessi Ordini professionali, necessitano certamente di maggiore personale ma anche di una riorganizzazione che li renda più funzionali: adeguare il numero di letti ospedalieri, organizzare degli ambulatori per i codici bianchi in prossimità del pronto soccorso magari gestiti da medici di medicina generale” dice il Consigliere regionale di Fdi”.

Il Covid ha evidenziato le carenze strategiche che la sanità toscana si porta dietro da anni. Non c’è stata competenza strategica, non si è stati pronti a gestire la pandemia ma non si è capaci neppure di gestire la normalità. La carenza di medici è frutto di una miopia di programmazione inaccettabile. Ma anche la carenza delle strutture è inaccettabile vista la quantità di denaro pubblico che viene investito nella sanità regionale, denaro speso male. La pandemia ha rallentato le visite specialistiche gli interventi programmati e adesso i pazienti si trovano e dover fare slalom tra liste d’attesa infinite: anche questo un grave errore di valutazione a cui si deve immediatamente trovare rimedio” fa notare Veneri.