Abbi Dei Dubbi Del Debbio

Piero Rossi intervista Paolo Del Debbio

di Piero Rossi

L’occasione è stata la presentazione ad Arezzo del suo libro Le 10 Cose che ho Imparato dalla Vita, evento organizzato dall’Associazione Culturale Nazionale del vulcanico Cristiano Romani.

L’associazione è molto attiva nel portare ad Arezzo personaggi spesso con la scusa della presentazione di libri. Ne ha presentati oltre 80.
  • Del Debbio, il libro
Il libro ripercorre la sua vita sin da ragazzo, con passaggi in seminario, in politica, la vita dei bar con tutti personaggi ed atmosfere oggi perse di quei luoghi. Le biografie sono sempre attraenti, e questa di Del Debbio ha vari contrappunti anche di sorriso. La figura dei genitori che sono stati paletti fondamentali. Il babbo ha trasmesso l’essenza di una prigionia nei campi di concentramento, la mamma con i suoi bacchettamenti e frasi epiche.
I racconti del padre, che dopo l’8 settembre fu deportato dai nazisti nel campo di concentramento di Luckenwalde.
L’infanzia a Lucca e una famiglia che lo ha educato a essere felice con poco e a rispettare la dignità di ogni singola persona, dai più umili ai più altolocati.
Gli anni trascorsi in seminario, l’incontro frenetico con i pensatori cristiani e il fascino del divino.
Lo studio – mai interrotto – della filosofia e dell’economia, uno studio che permea ogni cosa.
Il volontariato, l’assistenza ai ragazzi invalidi, e i tanti lavori: porta spese, cameriere, organizzatore culturale; poi l’incontro con Fedele Confalonieri di cui diviene assistente, l’incarico di scrivere il primo programma politico di Forza Italia, gli anni da assessore alla Sicurezza a Milano.
Oggi che è un conduttore tv – oltre che docente universitario di Etica ed economia -.
Il libro è una riflessione a cuore aperto sul mondo, sugli altri e infine su se stesso.
In queste pagine Del Debbio si rivela un pensatore poliedrico e insieme un uomo semplice, attraversato – come tutti – da passioni, contraddizioni e difficoltà, ma fedele a valori saldissimi.
La sua storia personale è la storia di un lungo viaggio senza sosta, senza vie di fuga, senza scorciatoie, in cui l’amore per Dio convive con l’amore per le donne e la passione per le idee cattoliche e liberali si incontra con la passione per la gente comune. Un percorso in cui l’importante non è superare traguardi, ma imparare qualcosa ogni volta: fino a diventare se stesso.
  • Del Debbio, il Presentatore
Qui è il contrasto, tra gli insegnamenti del babbo e la sua formazione e quello che oggi è costretto ad essere per la pagnotta.
Del Debbio aveva iniziato bene, trattava con franchezza argomenti, dava ascolto a persone fuori dal coro.
Risultato, 10 mesi di sospensione della propria trasmissione in Mediaset.
Questa Prigionia del Fare ha portato Del Debbio a perdere le proprie caratteristiche iniziali, e la cura alla  carriera ha prevalso su quella che era la sua natura toscana iniziale, verace, schietta, che andava al punto.
Durante il Covid mi fece così effetto il suo nuovo modo di condurre che feci un post in FB a titolo
COME BOICOTTARE chi sa
Sono andato a ricercarlo, è stato rimosso…ma ne conservo ancora il testo
Dal quella trasmissione del settembre 2021 Del Debbio, nella mia mente, ha passato il Rubicone, e si è aggiunto ad altre mie delusioni come Giletti, Vespa, Scanzi
𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝘂𝘀𝗼 𝗱𝗮 𝗗𝗘𝗟 𝗗𝗘𝗕𝗕𝗜𝗢
Tutti i giornalisti 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗖𝗹𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗩𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀, altri sono Comunicazione appiattita,
farlo per il calcio ok, farlo sulla Salute è condannabile, perché pericoloso.
Ora è ugualmente pericoloso imbandendo trasmissioni sulla guerra che ci fanno giocare, non solo con una Terza Guerra Mondiale, ma possibilmente con la bomba atomica.
L’unica differenza delle sue trasmissioni è la cadenza toscana, quel fare bonario, ma poi imbastisce trame sull’argomento guerra dove non si esime dal ridicolizzare gli ospiti Russi, o comunque non allineati al Pensiero Unico, accompagnando la fine dell’intervista con un Vaffanculo come ha fatto l’ultima volta, con una postura da padrone dell’osteria.
Questo metodo ha NIENTE di giornalistico, ma più si avvicina alla commedia dove intervengono personaggi studiati per il clamore e che niente posso portare alla Verità. Audience sul chiasso, ed il metodo rimbambisce le menti.
Alcuni giornalisti come Parenzo, Luca Telese, Cecchi Paone, Davi che hanno pure hanno avuto sprazzi di trasmissioni di abbastanza giornalismo, ora sono relegati alla funzione di Giullari per alzare la baldoria, funzione che è fuori dal giornalismo con un’etica.
Mi chiedo anche se l’Assenza di Dubbi nei dibattiti che possano dare una visione più larga, quanti danni possa provocare al pubblico.
Non è semplicemente informazione show, è un incidere pericolosamente nelle menti degli spettatori

La mia intervista qui sotto è con una persona che non si è sbilanciata, quasi con un prigioniero che dà risposte inutili, poco più di Nome, Cognome, Numero di Matricola.

Piero ROSSI
Aretino Turista ad Arezzo,
itAlien Immigrato in Italia
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https://www.arezzoweb.it/aretino-turista-ad-arezzo-italien-immigrato-in-italia

Il giornalismo è scrivere ciò che qualcun altro non vuole che sia scritto.
Tutto il resto sono pubbliche relazioni.
George Orwell