Basta col fiorentino nei video aretini

Alò Foschina falla finita...

Noi Aretini siamo talmente orfani di noi stessi
che ci basta vedere per un attimo una cartolina di Arezzo frullata dal vento davanti ai nostri occhi che entriamo in un pre-orgasmo intellettuale.

Siamo dei Conti di Montecristo a digiuno di gloria e meriti,
che, come lui quando aveva un solo pisello nel Piatto della Fame,
gli sembrava di fare un pasto luculliano.

Questa Sindrome di Alienazione è ancor maggiore uscendo dai Chiavistelli – lockdown –
di cui siamo vittime negli ultimi due anni, e che ci hanno ridotto a Pane e Acqua Intellettuale.
E’ anche vero che chi si contenta gode,
ma chi si contenta sempre e comunque nelle Relazioni con Altri,
ne diventa lo zimbello.
Italia docet, è una groviera intellettuale dove, come in una Dark Room di orgia sessuale,
tutti entrano e fanno il loro comodo,
noi accontentiamo in tutto, tutti godono, e noi no.

    • Il Caso Bistecca Chianina

Noi Aretini che abbiamo perso molto dell’orgoglio dovutoci,
accettiamo di mangiare la Bistecca alla Fiorentina.

Ma come?
Ci mettiamo la nostra Chianina, che alleviamo per mesi e mesi,
porta il nome del nostro territorio,
poi arriva un Fiorentino,
mette una bistecca Senza Alcun Condimento,
sopra una teglia, lato A poi lato B,
ed in 15 minuti, dopo mesi di Fatica Aretina, diventa… alla Fiorentina!
Senza mettere alcuna salsa, solo per… averla cotta!
Siamo bambinoni ingenui, e dovremmo puntare i piedi.
Sono anni che nei ristoranti mi diverto a chiedere la Bistecca all’Aretina,
e poi spiego la storia.
Pur non sentendo un attaccamento viscerale alla mia Terra,
evidentemente una parte del DNA in me si scuote, ed ha disgusto.

      • Il Caso Fiction Fosca Innocenti con la Incontrada

L’ultima è la serie televisiva FOSCA INNOCENTI,
dove non ho fatto tempo a gustarmi la cavalcata tra i girasoli di Montecchio,
che è piombata la prima inflessione linguistica aliena,
quella dello stalliere, che il destino – che ultimamente mi cerca – ha voluto che si chiamasse anche lui Piero,
poi ha continuato la domestica con la gallina in braccio,
e dalla parlata fiorentina m’è subito apparso l’ennesimo stupro linguistico.

Dico subito che, nonostante che la mano filmica non sia quella di altre serie televisive dove la qualità è più da film che da fiction tv,
la bellezza, la bravura ed il personaggio della Incontrada riesce a catalizzare l’attenzione.
Le storie riescono ad appassionare.
Ha alcune analogie col tenente Colombo:
si veste sempre uguale, addirittura col solito paltò del solito colore di Colombo, un nocciola chiaro,
le scarpe le solite tutti i giorni, ed anche sporche,
ha la sensibilità al dettaglio investigativo dello scanner a 1200 dpi.
Da un singolo pelo di gatto sul piede di una vittima, risolve un caso.
Anche la dote di percepire col fiuto olfattivo situazioni,
la rende degna di una serie hi-tech poliziesca USA.
Il Fiuto poliziesco qui è veramente Fiuto Olfattivo.

Mi è impossibile non sussultare ogni volta alle espressioni fiorentine in uno scenario aretino,
perché mi viene immediata la traslazione a come avrebbe dovuto essere.
La Incontrada nel film risulta nata ad Arezzo,

addirittura, se non sbaglio, la foto di suo babbo è di Beppe Bigazzi, o di uno che gli somiglia molto,
che fu sospeso dalla Rai per aver spiegato la ricetta di come veniva cucinato il gatto nell’aretino
ai tempi duri della guerra. Lo fece partendo da un proverbio aretino:
Per il Berlingaccio, chi non ha la ciccia, ammazzi il gatto.
Ecco, il Politicamente Corretto ci ha tarpato le ali anche per un proverbio aretino di 100 anni fa.

Anche uno dei due attori Aretini – Mammi – per non andare contro al produzione,
afferma che se vuoi fare toscano devi fare il Fiorentino.
Il secondo toscano presente è il senese che interpreta Cosimo, ma a Siena hanno inflessioni fiorentine.
E’ vero che per gli attori è più facile diventare Fiorentini con 2 o 3 colpi di parole, di C aspirate, che non Aretini.
Per l’aretino vi sono parole specifiche,
ma la parte più difficile per loro sarebbe dare l’inflessione,
che nessun altro Toscano ha.

      • Il caso de La Ragazza Americana

Ricordo anche il film TV della Rai La Ragazza Americana, ambientata al Borro, Ponte Buriano, Arezzo.
Anche lì l’inflessione fiorentina fu più leggera, ma anche Ilaria Occhini, di nobile famiglia aretina, dovette flettere al fiorentino.
I non attori, presi tra la gente comune, salvarono un po’ di Aretinità.

      • …anche la McDonalds

Poi venne lo spot della McDonalds che propagandò il nuovo panino con la Chianina.
Lanciati gli spot in TV in cui si parlava… fiorentino, fatto tutto il packaging,
si parla di milioni di investimento,
fu usata come immagine una fila di cipressi in sapore senese.
Ebbene quella fila, in quel modo, veramente esistevano in un comune senese, che aveva messo il diritto di immagine sul proprio territorio,
e fece causa alla McDonalds.
Quelli sì che sono furbi!
La McDonalds fermò tutta la campagna, e la Chianina che poteva diventare famosa in Italia, non atterrò mai in un panino.
Post Scriptum, la sede degli allevatori della Chianina, non è Arezzo, come per una vita avevo immaginato fosse, ma a …Perugia!
Ecco noi che avevamo la titolarità dell’essere Famosi,
non eravamo presenti nel NOSTRO prodotto più tipico,
ed alcuno, la nostra Provincia ad esempio, alzò un dito.

Anzi il presidente della nostra Provincia, incalzato da un mio articolo,
dette una risposta supercazzola tognazziana,
era troppo impegnato nelle demo degustative del Fagiolo Zolfino con gruppi della intellighenzia Velluto Mille Righe ed in colore Capalbio.

      • Illustri precedenti

Lasciamo fare gli incorreggibili:
i due film di Pieraccioni, e Benigni ne La Vita è Bella, troppo fiorentini per chiedere loro un po’ di fedeltà al luogo.
Anzi Benigni, che continuamente rifugge la propria origine da Misericordia, due case fuori di Manciano di Castiglion Fiorentino,
dice di essere nato a Prato,
mise come sfondo alle locandine de La Vita è Bella una via di Firenze.
Il motivo sembra che fosse arrabbiato con Arezzo perché una filarmonica, che appare nel film, non fu citata nei titoli, fece causa a Benigni.
Lui si incavolò e fece questo incesto visuale.
Non ce ne va bene una.

      • Quali le parole giuste

Sentire nella fiction televisiva della Incontrada:
la mi’ bimba al posto di la mi’ cittina,
agnamo in sound fiorentino al posto del secco, risoluto, storico, potente, brave-heart Alo’,
poi oh Madonna del Conforto! – espressione che neppure una suora aretina a cui hanno pestato un piede in febbraio direbbe –
al posto di oh Madunnina, con la doppia enne altrimenti diventa milanese.
Ma l’apice è stato l’uso di una parola con cui la PM definisce il modo di vestirsi della Incontrada,
…forastica.
Questa parola è fuori dai radar del linguaggio aretino,
MA dato che la PM si è contraddistinta per essere snob, e giocare a golf,
questo termine, che neppure un professore di liceo classico nato ad Arezzo pronuncerebbe, e che mai io ho sentito pronunciare,
è passabile.
In aretino, eventualmente, sarebbe stato ruvveda,
se fosse stato ambientato in Deep-Colcitrone,
oppure un rustica, se ambientato in Corso Italia.

      • L’aretino farebbe novità

Eppure il propagandare l’aretino diventerebbe una operazione di novità, e di curiosità per gli altri.
Io ho girato l’Italia, e molti posti nel mondo,
chi conosceva l’italiano diceva subito che ero Toscano,
quindi garantisco che il pubblico capirebbe che la parlata sarebbe stata toscana.

      • il Genius Loci

Noi Aretini occorre che smettiamo di pagare con milioni le produzioni sul nostro territorio solo per far vedere le nostre… Bellezze in Cartolina. Occorre propagandare il nostro… Genius Loci,
ed in modo fermo. Con la locuzione di Genius Loci si intende individuare l’insieme delle caratteristiche socio-culturali, architettoniche, di linguaggio, di abitudini che caratterizzano un luogo, un ambiente, una città.
Un termine quindi trasversale,
che riguarda le caratteristiche proprie di un ambiente interlacciate con l’uomo e le abitudini con cui vive questo ambiente.

Quindi ad esempio quel test del vino che fa la Incontrada non doveva essere con lo scontato Brunello da Montalcino,
ed i Senesi ringraziano,
ma con un Syrah di Cortona od altri nostri.
Occorre che se paghiamo le produzioni tv – ho sentito dire 1 milione e mezzo? –
sia preteso un maggiore Genius Loci.

  • Poi non basta.

Si pensa che questa cianfata di Arezzo porti turismo?
Occorrerebbe che il film avesse azioni di contorno in un progetto interconnesso al film, altrimenti paghiamo una spennellata di Arezzo,
quanto acquistare la Gioconda.
Ma di queste azioni ti parlerò in un prossimo articolo.

      • Farmaco Lenitivo Finale: la Musica

Andai dalla Dottoressa
mostrai il mio Cuore ed il mio Spirito sofferenti,
lei mi dette una ricetta
in un foglio bianco, perché la Asl non la passava,
e vi era scritto:
Una Canzone per via Aurale in ogni articolo.

Ed allora il Genius Loci
richiama la Madre Terra
MOTHERLAND,
Natalie Merchant
ex vocalist dei 10.000 Maniacs
che il tempo ha trasformato
in una Emily Dickinson del folk pop,
delicata, crepuscolare, arrotonda lo Spirito.

Non rimpiangere questa terra desolata,
Questo terribile posto
Quando parti
Non mostrare i tuoi sentimenti
Madre terra cullami, chiudi i miei occhi,
Canta per farmi dormire
Tienimi al sicuro, coricati con me,
Faceless, nameless, innocent, blameless and free
Senza volto, senza nome, innocente, irreprensibile e libero…

Piero ROSSI
Aretino Turista ad Arezzo,
itAlien Immigrato in Italia
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