Dal gender al transumanesimo: Pillon presenta ad Arezzo il suo “Manuale di resistenza”

Simone Pillon, Roma, presentazione di "Manuale di resistenza al pensiero unico"

di Andrea Giustini

Manuale di resistenza al pensiero unico. Dal gender al transumanesimo“: questo il titolo completo del nuovo libro che Simone Pillon, avvocato ed ex senatore nella scorsa legislatura nelle fila della Lega, presenterà ad Arezzo il 2 dicembre, alle 21:00, presso l’Auditorium Aldo Ducci di via Cesalpino. L’evento è stato promosso e organizzato dal consigliere comunale Roberto Bardelli, che presenterà l’autore, in collaborazione con Filippo Fiani, che invece modererà l’incontro.

«Filippo Fiani è amico di lunga data di Simone Pillon – ha detto il consigliere Bardelli ad ArezzoWeb Informa – e nel momento che è uscito questo nuovo libro ci è stato chiesto di organizzare una presentazione qui ad Arezzo. Io, come consigliere, ho aderito molto volentieri all’iniziativa».

Edito da Giubilei Regnani ed uscito il 7 novembre scorso, questo volume, di circa 300 pagine, rappresenta una critica ad una visione relativistica della società, dove l’uomo tende sempre di più ad “auto-crearsi”, e nello specifico a quella che Pillon inquadra come “egemonia culturale del pensiero gender trans-umano”. Propone “soluzioni” per contrastare il “pensiero unico”, come lo definisce l’autore, “per lasciare a chi verrà dopo di noi”, metaforicamente, “un po’ di buona terra da coltivare e un pezzetto di cielo da contemplare”.

Il libro contiene una nota introduttiva di Vittorio Sgarbi, noto critico d’arte e Sottosegretario alla Cultura del Governo Meloni, ed una poesia inedita di Davide Rondoni, poeta, scrittore e drammaturgo.

Sgarbi, in un video-commento alla presentazione del volume avvenuta a Roma lo scorso 16 novembre, ha dichiarato di essere veramente felice che Simone Pillon abbia scritto un manuale di resistenza. «Ma non lo dico per amicizia e neanche per affinità di pensiero», ha spiegato. Secondo il critico d’arte, nonostante l’ex senatore sia notoriamente cristiano cattolico, la riflessione che stimola il suo nuovo lavoro non è confessionale e nemmeno spirituale, ma piuttosto culturale.

Su temi come l’aborto, la procreazione assistita e l’adozione di figli da parte di coppie omosessuali, Sgarbi ha ammesso come vi sia chi intravede dei diritti in gioco. Tuttavia, anche che non c’è niente di male nell’indicare “una strada di valori” diversa, come fa Simone Pillon. Anzi: la religiosità in questo caso, secondo Sgarbi ha anche significato politico: «Di fronte ad una sinistra che chiama reazionario o tradizionalista che vorrebbe imporre la propria religione chi semplicemente la pensa diversamente, l’esser cristiani significa libertà di parola, poter dire quel che è il proprio pensiero».

Come riportato da La Verità, Davide Rondoni è stato denigrato per aver inserito una propria poesia nel nuovo libro di Pillon. Intervistato, lo scrittore ha dichiarato che le polemiche sollevate da certuni sono di scarsa rilevanza: «Non mi paiono critiche che entrano nel merito a quello che ho scritto. Se vogliono avercela con l’avvocato Pillon, ce l’abbiano con Pillon. Io sono libero di pubblicare dove voglio. […] Mi sembra che siano polemiche da sottobosco culturale, perché in Italia si è malati di schieramenti. Invece che guardare alle idee certa gente, che pur si presentano sui social come scrittori o intellettuali, guarda agli schieramenti».

Simone Pillon è ancora sotto processo per presunta diffamazione ai danni di Omphalos LGBTI: dura da ben 7 anni, prima ancora che divenisse senatore della Repubblica. Secondo esponenti dell’associazione nel 2014, durante alcuni incontri a Bastia Umbra, Assisi e San Marino, Pillon, allora Consigliere Nazionale delle Associazioni Familiari, avrebbe usato espressioni offensive e denigratorie contro “le famiglie arcobaleno”. Nell’aprile 2019 l’avvocato era stato così condannato in primo grado al pagamento di 1.500 euro di multa per aver offeso la reputazione di Omphalos, ma a febbraio 2021 era stato poi assolto. Quest’anno, ad aprile, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Procura di Perugia, annullando la precedente assoluzione.