Farmacisti, il grido d’allarme: mole di lavoro aumentata, personale decimato dal virus

Appello della Uiltucs Toscana nei giorni della trattativa per il rinnovo del Ccnl con Assofarm: scelte durature, valorizzare la figura del farmacista, serve attenzione.

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FIRENZE. “La mole di lavoro è aumentata in maniera esponenziale nelle farmacie, e c’è grande mancanza di personale laureato, in Toscana e non solo. La causa è, soprattutto, la poca appetibilità del contratto sia a livello di qualità di vita che economica”.

E’ con queste parole che la Uiltucs Toscana, nei giorni della trattativa con Assofarm per il rinnovo del Ccnl, fa il quadro della situazione in cui lavorano molte farmaciste e farmacisti nella nostra regione e delle prospettive che li attendono.

In questi due anni, spiegano dal sindacato, sono stati fatti grandi passi avanti, “e la figura del farmacista viene tenuta in considerazione nel team organizzativo del sistema sanitario, come abbiamo visto anche nelle ultime ordinanze della Regione Toscana”.

La crisi pandemia “ha dato più responsabilità alla figura del farmacista portando – spiega Giuseppe Franzone, coordinatore regionale del settore per la Uiltucs Toscana – a una trasformazione repentina che lo colloca come attore al centro di quello che oggi viene chiamata la quarta ondata”. Ma a pesare, per i lavoratori, è soprattutto l’aumento del lavoro con i tamponi, la stampa dei green pass, la ricerca di soluzioni alle tantissime domande a un telefono che è in continuo squillare, oltre a tutti gli obblighi normativi che una farmacia ha ogni giorno. Questo, perché di fronte a questo aumento di compiti e impegni, “la forza lavoro è rimasta la stessa e alcune volte, a causa del virus che non fa distinzioni, si trova in sofferenza, mettendo a dura prova sia la sicurezza che la concentrazione dei lavoratori”.

“Se non si saprà cogliere l’opportunità della discussione del nuovo contratto – prosegue Franzone – Assofarm con dinamiche che legano il rinnovo con proposte più vantaggiose del passato la figura del farmacista sarà solo un ripiego. Serve un nuovo contratto nazionale che dia maggiore dignità alla figura ed al ruolo del farmacista. “Se questo non avverrà – conclude il coordinatore regionale del sindacato – potremo assistere alla caccia a chi offre di più, cosa che stiamo assistendo negli ultimi annunci per chi cerca lavoro come farmacista. Noi della Uiltucs Toscana lo gridiamo a gran voce: bisogna fare delle scelte durature che concretizzino la certezza della presenza abbondante della figura del farmacista, perno del sistema Farmacia e unica figura sempre presente sul territorio”.