Il Consigliere Comunale Andreani: “Il colpo d’occhio fa la differenza per il turismo: rotonde da abbellire con monumenti e opere d’arte”

La sua convinzione: "Arezzo non manca certo di spunti: se il Saracino e il suo simbolo campeggiano già, possono essere tranquillamente riproposti con altre immagini plastiche, possiamo annoverare l’oreficeria e la Fiera Antiquaria."

Egiziano Andreani
Egiziano Andreani

AREZZO. Il Consigliere Comunale Egiziano Andreani interviene sull’importanza di impreziosire maggiormente gli snodi stradali per incrementare soprattutto l’impatto visivo sui turisti:

“Chi arriva in città dall’autostrada vede subito una bella immagine: l’opera di Nibbi, al centro di una rotonda, che rimanda alla Giostra del Saracino, la stilizzazione di un cavaliere in sella al suo cavallo che punta la lancia verso la città. Come a dire: Arezzo è in quella direzione, pronta ad aspettarvi.

Andando poi verso il centro, si notano ulteriori rotatorie abbellite grazie all’ingegno e alla manifattura, come quelle con il cavallo inalberato in via Tarlati o in fondo a via Petrarca. Ma ce ne sono altre che invece non possono vantare tale caratteristica. Ho voluto così lanciare un input alla giunta affinché questa ‘lacuna’ sia colmata e sono soddisfatto per l’approvazione dell’atto di indirizzo che ho esposto in Consiglio Comunale e che invita l’amministrazione a rendere siti di ‘rievocazione artistica e di tradizioni’ sia le rotonde esistenti sprovviste sia quelle di prossima realizzazione. Arezzo non manca certo di spunti: se il Saracino e il suo simbolo campeggiano già, ma possono essere tranquillamente riproposti con altre immagini plastiche, possiamo annoverare l’oreficeria e la Fiera Antiquaria.

L’invito, dunque, è diffondere un canone di bellezza anche agli snodi stradali di cui stiamo parlando. Ne trarrebbe beneficio l’impatto visivo che Arezzo offrirebbe al turista, specialmente quello abituato alle città d’arte, per il quale il ‘colpo d’occhio’ fa la differenza. La mia proposta è coinvolgere anche gli studenti delle scuole a indirizzo artistico nella realizzazione dei manufatti. Innanzitutto perché i ragazzi sarebbero stimolati a coltivare amore e attaccamento e resi partecipi di un forte coinvolgimento emotivo. E poi, non si sa mai: chissà che dall’esercizio e dalla dimestichezza con l’inventiva e la creazione non possa spiccare il volo, proprio dai nostri banchi, un prossimo protagonista dell’arte nazionale”.