Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh

Vanessa Diffenbaugh

di Roberto Fiorini

Un romanzo allo stesso tempo incantevole e crudele, pieno di bellezza e rabbia.
Vanessa Diffenbaugh è una scrittrice di talento ed una narratrice affascinante.
Al termine della lettura del suo romanzo, pubblicato in Italia nel 2011 da Garzanti editore con il titolo Il linguaggio segreto dei fiori, ho provato il desiderio di poterLe consegnare un bouquet di bouvardia (entusiasmo), di gladiolo (mi trafiggi il cuore) e di lisianthus (apprezzamento).
Per ringraziarLa per questo romanzo originale e brillante, nel quale è riuscita ad unire il fascino per il linguaggio dei fiori – un modo di comunicare a lungo dimenticato – con la conoscenza delle difficoltà e a tratti crudeltà dell’affido dei minori.
Un libro pieno di saggezza floreale e di bambini, vittime spesso danneggiate di una burocrazia sterile e insensibile.
Vanessa ha anche deciso di includere un dizionario floreale, nel caso in cui il lettore decida di usare la lingua dei fiori.

Ecco, adesso penso che c’è un altro rametto che dovrei aggiungere al mio bouquet di ringraziamento: un singolo garofano rosa (non ti dimenticherò mai).
Per una giovane donna segnata dalla dura realtà del sistema di affido, la poetica dei fiori diventa metafora della speranza.
Il lettore scopre presto che la storia, che come detto fonde abilmente il regno romantico dei fiori e i loro significati vittoriani con le tristi realtà del sistema di affido, è tutt’altro che ordinaria.
Emancipata dal sistema di affido, la 18enne Victoria Jones non sa, né vuole sapere, come comunicare con il mondo che la circonda se non attraverso i fiori e i messaggi che trasmettono.
In strada senza un posto dove andare, Victoria dorme in un parco pubblico dove cura un giardino che dà senso alla sua vita e attutisce la disperazione e la solitudine dei senzatetto.
Ma quando trova un lavoro con fioraio, scopre il suo talento per selezionare fiori che soddisfano i desideri delle persone.

La sua vita inizia a cambiare.
Victoria è già passata attraverso almeno 32 famiglie affidatarie che non riuscivano a gestirla.
Il suo assistente sociale la descrive come “distaccata, irascibile, reticente ed impenitente“.
Victoria viene allora portata a vivere con Elizabeth, un’altra madre adottiva.
Questa è la tua ultima possibilità“, le viene detto.
La tua ultima possibilità“.
Elizabeth è proprietaria e gestore di un vigneto ed è cresciuta in una fattoria di fiori.
Niente di ciò che può fare Victoria riesce a far cambiare idea ad Elizabeth, neppure riempire le sue scarpe con spine di fico d’india.
Ti amerò e ti terrò. Va bene?” afferma Elisabeth con calma e serenità.
Nutre e coltiva il fascino di Victoria per i fiori e insieme si recano al mercato dove lavora il suo nipote adolescente.
La duplice narrazione si muove bruscamente avanti e indietro nel tempo, creando una tela complessa che contiene la tumultuosa la vita di Victoria come bambina adottiva e la sua vita adulta come fiorista.
Consapevole della sua esperienza di madre adottiva, la voce di Vanessa Diffenbaugh risuona vera e sincera mentre intreccia le esperienze del suo personaggio come figlia adottiva con l’incrollabile devozione al linguaggio dei fiori.
Attraverso gli occhi di Victoria, il lettore intravede la sua vita di abusi e abbandono: “Ero stata chiusa fuori prima. La prima volta che avevo 5 anni, il mio stomaco sporgente si svuotava in una casa con troppi bambini e troppe bottiglie di birra“.
Che Victoria non possa stringere rapporti con le persone della sua vita è il residuo psicologico dell’essere passata da un genitore affidatario all’altro a un ritmo devastante.
Presente e passato, storie anteriori e posteriori, attraverso brevi capitoli (anche vignette, in alcuni casi) che si evolvono in modo complementare.
La speranza si nasconde in ogni capitolo, abilmente intrecciata come i bouquet che Victoria crea per le spose.

Eppure, convinta della sua incapacità di avere successo, Victoria rifiuta la nozione di nuovi inizi: “una rosa è una rosa è una rosa“.
Alla complessità della trama si aggiunge un vecchio segreto attorno al quale è avvolto il viaggio di Victoria e il cui significato s’intreccia all’interno dei cambiamenti della storia tra passato e presente.
I dialoghi catturano il lettore in un susseguirsi di emozioni.
Le descrizioni sono scritte con meticolosa attenzione ai dettagli: “Quando ho finito, mamme bianche a spirale sono emerse da un cuscino di verbena color neve, e grappoli di rose rampicanti pallide hanno cerchiato e gocciolato sul bordo di un naso strettamente avvolto“.
Il viaggio di Victoria mostra la sua incredibile trasformazione da bambina arrabbiata e diffidente che si compiace che il cardo comune (“misantropia”) sia il fiore migliore per comunicare il suo messaggio al mondo, alla giovane donna che è pronta ad una seconda possibilità e che crede che lei, come il muschio (“amore materno”), possa crescere spontaneamente senza radici.
Scritto con grande sensibilità, Il linguaggio segreto dei fiori parla di speranza attraverso l’amore ed il perdono.
Una storia d’amore insolita.
Il linguaggio vittoriano dei fiori è usato per esprimere le emozioni: caprifoglio per devozione, azalee per passione e rose rosse per amore.
Ma per Victoria è stato più utile per comunicare sentimenti come dolore, sfiducia e solitudine.
Dopo un’infanzia trascorsa nel sistema di affido, non è in grado di avvicinarsi a nessuno, e la sua unica connessione con il mondo è attraverso i fiori e il loro significato.
Tutto cambia quanto scopre la sua capacità di aiutare gli altri attraverso i fiori che sceglie per loro.
L’incontro con il misterioso venditore al mercato dei fiori che le fa prendere atto di ciò che le è mancato nella vita, un incontro semplicemente magico e poetico.
Mentre inizia a innamorarsi di lui, è costretta a confrontarsi con il doloroso segreto del suo passato e decidere se vale la pena rischiare tutto per una seconda chance per raggiungere la felicità.
Un romanzo straziante e redentivo sul significato dei fiori, il significato della famiglia e il significato dell’amore.
Una prosa profumata, mai eccessivamente inebriante.
Nessuna storia d’amore è facile quando si è una giovane donna introversa e a tratti ostile.
Eppure il lettore ad ogni pagina entra nel mondo di Victoria, comprende e continua a leggere, confidando in un lieto fine.
Il Linguaggio segreto dei Fiori rappresenta una perfetta unione di tutti gli elementi essenziali e necessari per creare una storia che vive a lungo nel cuore dei lettori.