Le bandiere del Gruppo Sbandieratori di Arezzo colorano il cielo del Brasile

Mentre una parte del Gruppo Sbandieratori della Giostra del Saracino sfilava e si esibiva in Piazza Grande un’altra parte lanciava i propri vessilli nel cielo di Curitiba, capitale dello stato brasiliano del Paranà. L’occasione è nata dall’invito del console italiano dr. Salvatore di Venezia a partecipare alla X edizione del festival Mia Cara che si pone l’obbiettivo di avvicinare brasiliani, italiani e i loro discendenti alla cultura ed ai prodotti del nostro paese senza tralasciarne l’aspetto storico e folkloristico.
Numerose sono state le occasioni durante le quali gli alfieri aretini si sono esibiti davanti alle principali autorità dello stato del Paranà, riscuotendo successo e ammirazione per uno spettacolo di colori mai visto prima in quella regione che, ci dicono, vanta una discendenza italiana del 70% della popolazione. Sorprendente è stato ascoltare poi le parole in italiano del sindaco di Curitiba dr. Rafael Greca mentre spiegava al pubblico intervenuto la storia e la simbologia della Chimera di Arezzo, ricevuta in dono dal nostro gruppo.
Tante altre sono state le occasioni di contatto con le comunità italiane, per citarne alcune: quella con la città di Joinville, dove abbiamo registrato un’intervista per la trasmissione radiofonica Caffè Italia destinata alle comunità italiane all’estero, parlando del nostro gruppo ma anche della città di Arezzo e delle sue tradizioni; quella con la comunità di Colombo, che ci ha riservato un caloroso e commovente abbraccio; infine quella più chiassosa con i giocatori di calcio brasiliani che negli anni passati hanno militato in squadre italiane, i quali, dopo aver intonato cori da stadio, hanno voluto augurare all’Arezzo calcio un trionfale campionato.
Tirando infine le somme possiamo solo essere orgogliosi per i successi ottenuti da entrambe le formazioni: quella che si è esibita durante la Giostra del Saracino e quella che ha raggiunto il Brasile per far conoscere Arezzo in quelle sconfinate terre.