Montevarchi: rapinata una donna alla fermata dell’autobus. Rapinatore identificato grazie alle telecamere

L'uomo avrebbe prima spintonato la donna, per poi sottrarle lo smartphone.

deferimento per rapina Montevarchi
deferimento per rapina Montevarchi

Al termine di poco più di 24 ore di lavoro ininterrotto dei Carabinieri della Compagnia di San Giovanni Valdarno è stato identificato e denunciato il soggetto che qualche mattina fa, avrebbe perpetrato una rapina ai danni di una donna di circa 35 anni, sorpresa dal malfattore alla fermata dell’autobus di Levanella.

Lo sforzo corale dei Carabinieri della Stazione di Levane, che in prima battuta sono immediatamente intervenuti al momento della richiesta d’aiuto da parte della donna, e nelle ore seguenti hanno svolto la successiva attività investigativa, ha permesso di concludere un’indagine-lampo che, con i metodi investigativi più tradizionali e soprattutto un grandissimo spirito di abnegazione, ha portato all’immediata identificazione del responsabile.

L’accaduto risale a poco meno di una settimana fa. Nella tarda mattinata una donna si presenta alla Stazione Carabinieri di Levane, per denunciare un episodio gravissimo. Nella mattinata, alle ore 11:00 circa, mentre si trovava in attesa nei pressi della fermata dell’autobus di Levanella, era stata avvicinata da un uomo, che, inopinatamente, l’aveva spintonata, facendole perdere l’equilibrio, e si era impossessato del suo smartphone, per poi dileguarsi repentinamente a bordo di un’autovettura. Fortunatamente la donna non aveva riportato lesioni, ma certamente grande era stato lo spavento, cui si aggiungeva un importante danno economico, quantificato in € 850.

Capita la gravità della situazione – capace di suscitare allarme sociale anche perché verificatasi in pieno giorno, alla fermata di un autobus; tanto più odiosa in quanto vedeva come parte offesa una giovane donna di origini straniere – i Carabinieri della Stazione di Levane si sono immediatamente attivati, eseguendo, in prima battuta, un accurato sopralluogo sul posto, nella speranza che qualche testimone avesse notato qualche movimento strano, o che vi fossero telecamere di videosorveglianza da analizzare.

Il passo successivo, risultato poi risolutivo, è stato analizzare le immagini del circuito di videosorveglianza degli istituti di credito pubblici e privati dislocati nelle prossimità del luogo ove la rapina si era consumata. Queste hanno dato lo spunto decisivo, che ha consentito di ristringere il cerchio degli investigatori intorno ad un principale sospetto, un pregiudicato di circa 50 anni, residente proprio nel Valdarno aretino. Nei giorni seguenti sono altresì stati effettuati degli accertamenti ulteriori, che hanno consentito di mappare gli spostamenti dell’autovettura in uso al soggetto, dando ulteriori elementi confermativi della tesi investigativa.

A quel punto è scattato l’accertamento finale, finalizzato all’acquisizione della “prova regina”: l’uomo, messo alle strette, è infatti stato trovato in possesso dello smartphone rubato, fugando così ogni possibile dubbio residuo. Il telefono rinvenuto è stato immediatamente sequestrato, per essere quindi restituito alla parte offesa, che quasi stentava a credere ad una bella notizia così insperata. Il 50enne, di fronte ad un quadro indiziario al momento chiaro, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Arezzo per rapina.