Quando Le Mirage conquistò Rai 1 con Ayvis’s Brother e Too Much Trouble

Ayvis’s Brother

di Andrea Giustini

Alcuni ancora non ci credono. Ma “Le Mirage”, la storica discoteca nata negli anni ’80 e rimasta Luna del divertimento notturno aretino (e non solo) fino quasi ad oggi, non ci sarà più. Come oramai tristemente annunciato, in quel tratto di via Santa Maria delle Vertighe, a Monte San Savino, sarà costruito un supermercato.

Far capire cosa era questo locale e cosa hanno rappresentato quasi 40 anni di attività (38 per la precisione) per lo staff, le generazioni di giovani che ci ballavano e la stessa Valdichiana, è impossibile con un semplice articolo. Nessuna parola potrà mai restituire quel concentrato di stile, atmosfera e naturalmente animazione musicale che rendeva Le Mirage una delle discoteche più importanti d’Italia.

Tutto inizia nel 1986, quando il locale scommette su musica di qualità, chiamando un dj di fama internazionale, il milanese Franco Moiraghi, e su di un cambio di stile coraggioso e particolare, che diventerà suo il marchio di fabbrica. «Nell’86 – ha raccontato Tito Ghezzidecidemmo di rifare tutto il locale di un bianco solare, cosa ardita e innovativa perché in Italia regnava il nero notturno come colore da discoteca. Avevamo in mente lo stile di Ibiza ed ebbe subito un grande successo».

Da lì è stata tutta una corsa fra cura dei dettagli, innovazione e sinergie con importanti realtà. Dal marchio, creato nel ’90 dal bolognese Dimitri, e divenuto così caratteristico che a volte non era nemmeno necessario includervi “Le Mirage”. Alla comunicazione, tutta stampata da una tipografia a Formigine, in provincia di Modena, dove un esercito di grafici lavorava appositamente solo per l’intrattenimento. Al personale, che veniva direttamente dal Byblos di Riccione e che passava la propria professionalità ai giovani della Valdichiana. Fino al Privée Rosato, fiore all’occhiello del locale negli anni 2000, nato da una collaborazione con l’azienda orafa Rosato.

Privée Rosato, Le Mirage

Come dimenticare poi i grandi della radio, da Marco Galli di Rete 105, ospite fisso, ad Albertino di Molfetta e Amadeus di Radio Deejay. Le stelle della riviera e di tutta Italia, da Marco Trani di Roma a Mauro Ferrucci e il vocalist Moreno Lotti,Jumbo”. E poi tutta la passerella di attrici, conduttrici e modelle che in quegli anni ’90 erano le più chiacchierate e famose del Bel Paese: da Simona Ventura a Sabrina Ferilli: a Le Mirage ci sono passate tutte.

«La serata più attesa – ha ricordato Tito Ghezzi – era quella del venerdì, dove l’animazione era la più bella d’Italia: c’erano gli Ayvis’s Brother, da Parigi, che ballavano in modo assurdo. E poi i Too Much Trouble che invece erano di Londra: gruppi di free stylers straordinari».

Ayvis’s Brother, Le Mirage 1999

Fra i riconoscimenti più importanti, sicuramente la selezione di Le Mirage fra le 6 discoteche che nel 1997 ebbero la possibilità di mostrare il proprio prodotto alla Rai, in diretta nazionale presso Domenica In. Per l’occasione c’erano Gian Luca Ghezzi alla consolle, Jumbo al microfono e JB Crew a curare l’animazione. Ad ancheggiare di fronte alle telecamere, con mosse di free style paurose, naturalmente Ayvis’s Brother e Too Much Trouble. «C’è poco da dire – ha raccontato Tito Ghezzi – quando andammo a Domenica In con questo genere di animazione lasciammo tutti a bocca aperta. Facemmo semplicemente un figurone».

Sul gruppo facebook “Arezzo the Night Life 80/90/2000”, fra le tante foto e post dedicati alle serate di Le Mirage e non solo, un video proprio di quella diretta su Rai 1.