Rete territoriale d’emergenza: la storia di Roberto, passato dalla paura alla gioia della salvezza

Dalla città alla montagna, dal centro alla periferia il racconto di un servizio che salva la vita. La storia di Roberto Ricci è un modello vincente di assistenza.

“Il nostro premio più grande è poter parlare nuovamente con i nostri pazienti” con queste parole medici e infermieri del sistema sanitario aretino raccontano la Rete Territoriale di Emergenza. Una Rete efficiente in rapporto stretto con i presidi ospedalieri che salva vite e garantisce un servizio di cura ed assistenza, spesso non conosciuto e riconosciuto dai cittadini.

Uno dei settori dove questo modello evidenzia la sua efficacia è quello dell’arresto cardiaco improvviso (ACI) che colpisce tutte le fasce di età dai 25 anni in su, in Italia sono circa 60mlia l’anno, nella ASL TSE nei primi sei mesi del 2022 sono stati 250.

La storia di Roberto Ricci, 56 anni, avvenuta il 23 luglio rappresenta un ulteriore esempio di come funziona il sistema. L’uomo nel pomeriggio si era recato al PS dell’Ospedale di Bibbiena per un dolore gastrico, qui è stato preso in carico e, compreso che si trattava di un problema cardiologico, inviato in ambulanza all’Ospedale di Arezzo. Ma nel corso del tragitto l’uomo ha avuto un arresto cardiaco improvviso. L’equipaggio, in stretto contatto con la centrale operativa del San Donato, ha allertato l’automedica di Subbiano che ha atteso l’ambulanza lungo la SR71.

Alla sosta è salito in ambulanza l’infermiere Maurizio Marini: “Sono salito a bordo dell’ambulanza nella sosta rendez vous a Subbiano ed ho applicato il Lucas, dispositivo che garantisce pressioni toraciche in attesa che il cuore torni a funzionare che ha tenuto attivo il cuore del paziente fino all’arrivo in emodinamica all’ospedale. Con questo sistema è giunto ad Arezzo dove è stato immediatamente portato in sala operatoria ematologica”.

“L’emergenza urgenza, dichiara Barbara Innocenti direttore degli Ospedali Aretini, è una rete vera e propria. Non una semplice ambulanza, per quanto ben attrezzata, ma la capacità di organizzare una squadra di professionisti nel momento più difficile per chi necessita di cure immediate in qualsiasi posto si trovi.”

“Questa storia, afferma Cinzia Garofalo direttore del dipartimento infermieristico dei PS e 118 della ASL TSE, ci restituisce il senso del nostro impegno del livello di preparazione dei nostri professionisti siano essi medici o infermieri.”

“Si tratta di un intervento eccezionale, ribadisce Raffaella Pavani direttore della Rianimazione del San Donato, che ha avuto in cura Roberto per 36 ore. In terapia intensiva lo abbiamo tenuto sotto terapia farmacologica e controllo della temperatura cardio. Una volta stabilizzato è stato trasferito in cardiologia ed ora che sta meglio sta affrontando il percorso riabilitativo. Un modello di intervento che non nasce dall’improvvisazione ma è frutto di una preparazione continua e di altissimo livello. Solo così si possono garantire risultati.”

Lorenzo Ricci è Sindaco di Castelfocognano, comune del Casentino, ma in questa storia è soprattutto il fratello di Roberto. “Il doppio ruolo di familiare e Sindaco in questa vicenda mi impone di raccontare questa storia per rendere pubblico un ringraziamento all’Asl al suo direttore generale e a tutti gli operatori della rete che gli hanno salvato la vita. Si fa un gran parlare di sanità ma quando ti trovi a vivere un’esperienza come quella di mio fratello ti rendi conto di quanto infermieri e medici siano preparati e professionali. Il caso di mio fratello è un esempio lampante di sanità efficiente ed efficace.”

Oggi Roberto è salvo ed in attesa di tornare a casa. Sicuramente la sua vita sarà diversa, più attento ai segnali del proprio corpo, ma il sistema sanitario ha dimostrato con questa ennesima storia di avere mezzi e professionisti per garantire massima assistenza in tutte le zone ed in ogni situazione.