Seminude agli Uffizi: “Abbiamo dato visibilità al museo”. E Sgarbi le difende

Il post momentaneamente archiviato. "Situazione sfuggita di mano". Mucci: "Sono stata offesa e minacciata"

ROMA – Alex Mucci e Eva Menta archiviano “per ora” (ma non cancellano) il post delle polemiche. La decisione è maturata in nottata, quando le due modelle e influencer hanno deciso di mettere da parte le foto scattate agli Uffizi, davanti alla Venere del Botticelli, in abiti succinti. “Sono le 4.30 del mattino- scrivono nei loro profili Instagram- e ci rendiamo conto che la situazione è sfuggita di mano. Sta diventando frustrante contenerla. Abbiamo deciso di archiviare (momentaneamente) il post per fare calmare le acque, almeno finché la situazione non rientri”.

E sottolineano: “Questa non è un’ammissione di colpa da parte nostra, che continueremo a far valere il nostro gesto come atto creativo e non denigratorio. Il post è solo archiviato, per ora”. Prima era stata Alex Mucci a difendersi sempre sulla piattaforma social. Dopo aver pubblicato le foto “ho letto cose indicibili, immonde, sotto il post, che vanno ben al di là delle pure opinioni rispetto all’argomento in sé. Ho letto offese e minacce verso la mia persona, la mia famiglia e mia figlia”.

Entrando nel merito della vicenda, ha quindi affermato: “Vorrei capire in quale assurdo modo la figura del mio corpo vestito così possa ‘offendere’ l’immagine di un altro corpo effettivamente privo di indumenti”, inoltre, “non esiste una legge, una regola che impone legalmente un dress code in un museo“.

La foto con la Venere è stata pensata “come espressione libera, artistica, sul rapporto tra il corpo della donna di un tempo e quello moderno, e come esso stesso sia percepito artistico in un caso e diversamente nell’altro. Quindi ammetto di aver volutamente postato un contenuto provocatorio, ma senza avere come pensiero primario uno scopo di lucro o denigrante verso l’opera”.

La modella ne ha per tutti, anche per gli Uffizi: “Io e Eva abbiamo dato una visibilità al museo che non ha mai visto in anni. In Italia siamo pieni di arte, ma non sappiamo pubblicizzarla. Ho letto che dovevamo rimuovere” il post “perché non abbiamo pagato un canone previsto per l’utilizzo commerciale delle immagini. Se questo è il problema, invito gli Uffizi a fare la loro richiesta economica”.

SGARBI: INFLUENCER? MACCHÉ SCANDALO, VANNO UTILIZZATE DAI MUSEI

In difesa delle due modelle è sceso Vittorio Sgarbi che sui suoi canali social scrive: “Due ‘influencer’ seminude agli Uffizi? Non capisco dove sia lo scandalo”.. “Queste due ragazze andrebbero utilizzate (e non osteggiate) se la loro popolarità (sono seguite da 10 milioni di persone) servirà a portare più visitatori nei musei”, aggiunge.

FONTE
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