Baiardo torna da Giletti e lo avvisa: “Sta rischiando parecchio, non solo a livello di mafia”

l pentito che lo scorso novembre aveva 'anticipato' l'arresto di Messina Denaro spiega che il boss "non ne ha per molto"

“Lei fa del buon giornalismo ma sta rischiando parecchio, a 360 gradi. Non solo a livello mafia”. Con queste parole il pentito Salvatore Baiardo si è congedato da Massimo Giletti nel corso della puntata di ieri di ‘Non è l’arena’. Baiardo, che negli anni ’90 gestì la latitanza dei fratelli Graviano, è tornato ospite del programma dopo il tam tam mediatico delle sue dichiarazioni dello scorso novembre su Matteo Messina Denaro seguito alla cattura del superboss.

BAIARDO: “MESSINA DENARO NON NE HA PER MOLTO”

Interrogato dal conduttore su come avesse avuto la ‘dritta’ sull’arresto del capomafia, il pentito è stato elusivo: “La mia fonte arriva da Palermo, ma non posso dirla in televisione. Le mie non sono profezie, sono cose delicate e serie“. Poi Baiardo è tornato a parlare delle condizioni di salute di Messina Denaro, malato di tumore al colon e che ha ricevuto il primo ciclo di chemioterapia nel carcere di L’Aquila dove è stato rinchiuso: “Penso che non ne abbia per molto, altrimenti le cose non sarebbero andate a finire così”, ha sottolineato il pentito riferendosi all’arresto del superboss all’esterno della clinica privata ‘La Maddalena’ di Palermo.

LA REAZIONE DI GILETTI ALLE PAROLE DI BAIARDO

Giletti è sembrato abbastanza spiazzato dalle parole di Baiardo, anche se ha cercato di scherzarci su: “Ha già detto troppo. Io voglio andare a letto tranquillo“.

 

COSA AVEVA DETTO BAIARDO SULL’ARRESTO DI MESSINA DENARO

Due mesi fa Baiardo, nel corso dello speciale di ‘Non è l’arena’, aveva parlato a Giletti di un possibile “regalino” per il nuovo Governo. “Che magari presumiamo che un Matteo Messina Denaro sia molto malato e faccia una trattativa lui stesso per consegnarsi e fare un arresto clamoroso? E così arrestando lui esce qualcuno che ha l’ergastolo ostativo senza che ci sia clamore?”. Parole tornate di grande attualità dopo l’arresto di lunedì scorso del capomafia latitante da trenta anni.

FONTE
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