PD Arezzo sul fenomeno baby gang: “Prevenire, non reprimere”

Vaccari e Mattesini: "Sbandierare titoli allarmanti senza interrogarsi non risolve"

Donella Mattesini e Valentina Vaccari
Donella Mattesini e Valentina Vaccari

Le parole di Valentina Vaccari e Donatella Mattesini:

“Anche nella nostra Città ormai si registra una crescita costante di episodi di devianza giovanile e di comportamenti antisociali. I ragazzi annoverati nelle “baby gang” appartengono trasversalmente a ceti sociali diversi, da marginali a situazioni di agio. Spesso questi giovani assumono atteggiamenti violenti per mancanza di valori positivi e di validi modelli sociali forniti dagli adulti e commettono reati come piccoli furti, atti vandalici, soprusi, aggressioni, spaccio di stupefacenti, lesioni e minacce a persone, come avvenuto proprio sabato scorso in via Madonna del Prato.

Siamo rincuorati dalla notizia dell’arresto della baby gang per opera combinata di Polizia Municipale e Squadra mobile di Arezzo, ma chiediamo nuovamente e con forza all’Amministrazione che intervenga con azioni mirate per combattere il fenomeno crescente di devianza non solo “a valle”, con la repressione, ma soprattutto “a monte” poiché per una banda bloccata, ne restano altre su cui intervenire e di potenziali che è bene non si costituiscano.

Ghinelli può anche ingannare i cittadini dicendo che questa Amministrazione fa tanto per la sicurezza. Se il Sindaco destina una parte delle multe alla migliore qualificazione del personale è sicuramente apprezzabile, ma si rimane nell’ambito della repressione, anziché attuare politiche di prevenzione. Come Gruppo chiediamo con forza che siano pianificate politiche d’intervento e di prevenzione soprattutto durante i cosiddetti “anni critici”, ad esempio alle scuole medie. Il Ser.D ha messo in evidenza un aumento consistente delle situazioni psico-patologiche di sofferenza in tanti ragazzi aretini. Vogliamo ricordare all’Amministrazione che in Italia ci sono tante misure per contrastare la povertà educativa minorile.

Ad esempio, esistono Fondi nazionali per sostenere interventi socio-educativi rivolti a minori tra i 10 e 17 anni segnalati dall’Autorità giudiziaria minorile e già in carico agli Uffici di servizio sociale per i minorenni. L’Amministrazione se volesse intervenire per rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono ai minori la piena fruizione dei processi educativi dovrebbe almeno partecipare ai bandi e poi ovviamente vincerli.

Come gruppo Pd riteniamo che sia necessario promuovere iniziative per contrastare il fenomeno della devianza minorile attraverso soluzioni integrate, devono esser previsti percorsi comuni – inesistenti ad Arezzo! – che mettano in rete  Enti del Terzo Settore, organismi della giustizia minorile, servizi sociali territoriali, famiglie, scuola, volontariato e enti di formazione. Deve esser coinvolta tutta la “comunità educante”, i gruppi di coetanei e vanno avviate azioni specifiche nei luoghi di ritrovo dei ragazzi attraverso gli operatori di strada, nei quartieri considerati particolarmente a rischio.

Facciamo presente all’Amministrazione Ghinelli, ad esempio, che il bando “Liberi di crescere”, con scadenza il prossimo 10 febbraio, mette a disposizione 10 milioni per i figli minori di detenuti. È ovvio che deve esser presentato un progetto e si deve voler costituire veramente partnership tra soggetti pubblici e privati del territorio per realizzare interventi co-progettati”.