Roma, 4 set. (Adnkronos) – ”La situazione è veramente molto critica e abbiamo paura che i problemi sanitari si convertano in epidemie. Si sono verificati, infatti, già diversi casi di lebbra”. Così don Benham Benoka, il parroco di Ankawa che nei giorni scorsi ha ricevuto la telefonata di Papa Francesco, ha denunciato al microfono dell’inviato in Iraq di Tv2000 la drammatica situazione che stanno vivendo migliaia di cristiani all’interno del campo rifugiati ad Ankawa sobborgo a maggioranza cattolica di Erbil, nel Kurdistan iracheno.
Intere famiglie con anziani e bambini -come testimonia il reportage di Tv2000- sono scappate dai propri villaggi perché minacciate dai terroristi dell’Isis. ”Diventate musulmani o vi uccidiamo”, è stato il lapidario avvertimento degli uomini dello Stato Islamico. Gli sfollati cristiani si sentono abbandonati e costretti a vivere in condizioni sanitarie sempre più allarmanti.
Al momento, nel campo rifugiati ad Ankawa, la Chiesa locale ha messo a disposizione ogni struttura, giornalmente provvede ai pasti e all’assistenza medica di oltre 2000 persone. Il ministero dell’Istruzione iracheno ha inoltre reso noto che la riapertura delle scuole – che era stata rimandata al 10 ottobre – sarà anticipata ed entro dieci giorni tutti gli edifici dovranno essere liberati dagli sfollati.