Roma, 12 lug. (AdnKronos) – Dalla Pentopoli dell’Agro Pontino all’Eur; da Carbonia a Predappio Nuova, l’architettura del Ventennio fascista va salvaguardata e valorizzata. Ne è convinto Fabio Rampelli, presidente dei deputati di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, primo firmatario di una proposta di legge per la tutela delle città e dei nuclei ‘di fondazione’, che prevede un budget di 75 milioni di euro in tre anni per gli interventi.
La fede politica non c’entra, anche perchè Rampelli, architetto prestato alla politica, è tanto lontano dal nostalgismo mussoliniano, che quando è stato interpellato sulla cancellazione della scritta Mussolini dall’obelisco del Foro Italico ha risposto che “la tutela dell’architettura razionalista prescinde dal fascismo e una loro associazione sarebbe dannosa”, confermando la sua viscerale passione per il razionalismo italiano le cui opere Rampelli vorrebbe nella lista dei siti tutelati dall’Unesco.
Se di credo si deve parlare, quindi, in questo caso non è quello politico ma urbanistico e culturale perchè, spiega Rampelli le ‘Città nuove’ nate in Italia nel periodo a cavallo tra le due guerre mondiali rappresentano “un esempio di urbanistica e stili architettonici che il mondo intero ci invidia. Opere che hanno saputo coniugare tradizione e modernità, sviluppo del territorio e salvaguardia dell’ambiente”.